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Facebook condannato per aver copiato app, l'ad di Business Competence: "Vinta una battaglia, non ancora la guerra"

Sara Colnago esprime a Tgcom24 la sua soddisfazione per il secondo grado di giudizio che porta a un risarcimento milionario: "Eʼ una storia iniziata nel 2012 ed è stata la lotta di Davide contro Golia"

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Arriva dalla provincia milanese, da Cassina de' Pecchi, il Davide che dà filo da torcere al colosso Golia, alias Facebook. L'agone è il Tribunale di Milano, dove una start up specializzata in sviluppo di software, Business Competence, ha incassato un'altra vittoria nella lunga guerra legale contro Zuckerberg, ottenendo 3,8 milioni di euro come risarcimento danni. Facebook ha, infatti, "copiato" un'applicazione che, tramite la geolocalizzazione, consentiva agli utenti di individuare negozi, locali, ristoranti d'interesse e vicini. "Siamo soddisfatti - commenta a Tgcom24 l'ad Sara Colnago, - anche se è ancora presto per cantare vittoria. Abbiamo vinto una battaglia di una lunga guerra iniziata nel 2012 e siamo già contenti di essere sopravvissuti fin qui, nonostante un business stroncato sul nascere".

Ma cos'è successo?
"La vicenda nasce nell'ormai lontano 2012 e bisogna usare la macchina del tempo per tornare a quello che erano i social network e il mondo tecnologico di allora. Così anche Facebook al tempo era una piattaforma molto diversa con strumenti molto differenti da quelli attuali. All'epoca andavano molto forte altre applicazioni come FourSquare e i commenti su TripAdvisor per la scelta di locali, ristoranti... Noi avevamo portato all'interno di Facebook un'app a esso integrata con questo tipo di logiche, dando la possibilità anche a determinati esercizi commerciali di farsi conoscere, Pochi mesi dopo su Facebook compariva una funzionalità interna del tutto simile alla nostra e così ci siamo visti di fatto precludere tutto la possibilità di business che in quel momento era solo all'inizio".

 


 

A tal punto simile che i giudici hanno deciso per un risarcimento da 3,8 milioni di euro di fronte a tale plagio?
"I giudici della corte d'Appello hanno deciso in base alla perizia d'ufficio che a tanto aveva valutato il danno che avevamo subito, 10 volte di più rispetto a quanto era stato deciso in primo grado, 350mila euro". 

 

 

 

E ora, dunque?
"In attesa che si concluda tutto l'iter legale, siamo soddisfatti che l'azienda sia sopravvissuta a questo incidente di percorso e che non si sia fermata. Non è banale avere coraggio di rivendicare i propri diritti in un mercato sempre più attento ai clienti e all'innovazione e siamo felici oggi, con tempi cambiati rispetto al 2012, e profondamente proprio quest'anno di poter essere partner tecnologici di piccole e medie imprese per cogliere i vantaggi della digitalizzazione e dell'e-commerce".

 

Qual è la morale?
"Ora questa sentenza, la prima in Italia, fa giurisprudenza".

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