Dazi sul vino italiano, ecco come reagisce il Brunello di Montalcino alle tensioni Usa
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Il mercato del vino segna il passo con una contrazione complessiva di numeri in tutti i settori del mercato, maggiormente però nell'export. L'Italia si conferma come il principale produttore mondiale di vino con 44,4 milioni di ettolitri, esattamente il 19,7% del mercato mondiale e con un piccolo incremento nella produzione ma è scattato l'allarme sovrapproduzione in tutto il settore vinicolo. Sono i dati dell’indagine sul settore del vino in Italia realizzata dall'area studi di Mediobanca che ha preso in esame le maggiori 255 società di capitali italiane del settore, con un fatturato di oltre 20 milioni di euro. Un'analisi importante sui conti e sul territorio di produzione.
Alla base del problema la diminuzione globale dei consumi che si attesta sui 208 milioni di ettolitri con un vistoso meno 2,7 rispetto ai valori dell'anno scorso. In Italia il calo dei consumi invece è stato più pesante con un meno 9,4 passando da una media pro capite da 38 litri a 35,6. Il nostro Paese si conferma primo esportatore di vino per quantità e secondo per valore dopo la Francia. Secondo il report i consumi andranno contraendosi anche nei prossimi anni con un trend in continua ascesa.
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Una soluzione possibile potrebbe essere una diversificazione del mercato del vino con l'apertura alla richiesta sempre più in ascesa dei vini senza alcol e una maggiore selezione sulla qualità delle bottiglie commercializzate, a soffrire infatti è il segmento con la fascia di prezzo intermedia.
La proprietà delle aziende si conferma fortemente ancorato alla dimensione familiare: il 66% della proprietà di aziende è detenuta da famiglie e il dato sale all'82% se si considerano anche le cooperative.