un business da 17,2 miliardi di dollari

Abbronzarsi sì ma non a tutti i costi: il mercato delle protezioni solari corre e segna un "cambiamento epocale"

In Italia si usano più schermi ad alta protezione e meno abbronzanti: si è passati da un uso stagionale a uno quotidiano. E la pelle ringrazia

05 Ago 2026 - 06:07
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Il mercato globale dei prodotti solari, che vale 17,2 miliardi di dollari, sta subendo un cambiamento importante: si è passati da un uso stagionale e tipicamente estivo a uno quotidiano, con nuove abitudini che fanno capolino per l'estate 2026. In Italia si usano più schermi ad alta protezione e meno abbronzanti e l'innovazione rende irresistibili gli schermi anti raggi UV, anche per combattere il fenomeno crescente della tintarella a tutti i costi.

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Il mercato degli schermi è esploso

  Il boom registra una crescita a doppia cifra in paesi come Regno Unito, Spagna e Italia. In Inghilterra le vendite sono aumentate del 34% negli ultimi dodici mesi, in Europa del 17%.

Circana: "Cambiamento epocale"

  Sempre per quanto riguarda le vendite, nel particolare, in Italia sono aumentate del 15%, in Spagna del 13%, in Germania del 6% e infine, in Francia  del 2%. Ad attestarlo è stato il nuovo Report globale del consumo dei prodotti solari a cura di Circana, società globale di ricerche di mercato. "Siamo di fronte a un cambiamento epocale con nuovi trend di frattura. Ci si protegge di più perché le creme solari hanno performance nuove, ma la mania della tintarella è esplosa soprattutto tra le nuove generazioni".

I dati fanno ben sperare

 In Europa, l'uso di creme solari per il viso è cresciuto del 39% (in unità vendute), quelle per il corpo del 19% e gli autoabbronzanti del 17%. In Italia, - attesta un Report a cura di New Line - per l'associazione delle imprese Cosmetica Italia, si usano filtri solari a indice di protezione più elevato rispetto al passato. In un anno, infatti, chi usa schermi con Spf inferiore a 10 è calato dell'8,6%, chi sceglie quelli con Spf tra i 10 e i 15 è calato di oltre il 14%, mentre chi li compra con Spf superiore a 25 è aumentato del 5,9%.

Ma attenzione ai nuovi trend

 La bella stagione si fa avanti e con lei si fanno largo anche "strani" trend, soprattutto tra le generazioni più giovani. In un focus pubblicato su Cosmetic Business, dedicato all'innovazione delle industrie produttrici - svetta il fenomeno "Tanmaxxing". Su Google Trends ha raggiunto il suo picco massimo negli ultimi cinque anni, mentre il termine "lettino abbronzante" è aumentato del 30% e "olio abbronzante" del 50%. Per bloccare il pericoloso fenomeno, i produttori di schermi solari avviano nuove campagne informative.

Non solo creme, spopolano anche i sieri solari

 Tra le novità di quest'anno ci sono i sieri solari minerali protettivi e lattiginosi che permettono di avere un effetto glow e dotati di filtri anti UV in stile K-beauty (la cosmesi coreana) che perfezionano la carnagione. Il "latte" va di moda nel beauty, tanto che la ricerca della parola "milk sunscreen" sui social registra un incremento di oltre l'800 per cento - anche quando è a base di ossido di zinco, che una volta dava un effetto bianco e pastoso.

"Nel 2026 gli schermi sono piacevoli all'uso"

  Quest'anno, dunque, è cresciuto l'interesse e la consapevolezza dell'importanza della protezione dai raggi solari. "Gli schermi solari regalano anche un effetto glow sulla pelle e si possono applicare anche sotto il trucco, perfino come finishing", spiega la piattaforma Cosmetic Business.

Seguono, infine, il trend "skinification", ovvero l'uso di ingredienti di skincare, sia gli schermi solari che i prodotti autoabbronzanti, entrambi arricchiti con gli ingredienti tipici dei sieri anti-rughe per abbronzature più salutari.  The last but not the least, la protezione solare coreana: anche in questo campo la K-Beauty sta facendo breccia in Europa con schermi spray o leggeri che garantiscono anche un effetto finishing per perfezionare il look, uniformare la carnagione e fissare il risultato.

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