SALUTE DELLA PELLE

Scottature solari: cosa fare davvero, gli errori da evitare e come proteggere la pelle

Il primo sole intenso dell'estate può provocare arrossamenti, dolore e danni che non si vedono subito. Ecco come intervenire correttamente dopo una scottatura, quali rimedi funzionano davvero e quando è necessario rivolgersi al medico

di Silvia Trevaini
31 Lug 2026 - 07:00
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© Istockphoto

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Bastano poche ore sotto il sole, soprattutto nelle prime settimane dell'estate, per ritrovarsi con la pelle arrossata, dolente e calda al tatto. La scottatura solare, o eritema solare, è uno degli incidenti più frequenti dei mesi estivi e viene spesso sottovalutata perché i sintomi tendono a comparire alcune ore dopo l'esposizione. In realtà una scottatura non è soltanto un fastidio temporaneo. È una vera risposta infiammatoria della pelle provocata dai raggi ultravioletti, in particolare dagli UVB, che danneggiano le cellule dell'epidermide e il loro DNA. L'arrossamento è il segnale visibile di un processo biologico complesso che attiva il sistema immunitario per eliminare le cellule danneggiate e avviare la riparazione dei tessuti. Ogni episodio di scottatura lascia una traccia nella cosiddetta "memoria della pelle". Anche quando l'eritema scompare dopo alcuni giorni, parte del danno cellulare può sommarsi a quello delle esposizioni precedenti, contribuendo nel tempo al fotoinvecchiamento e aumentando il rischio di tumori cutanei. Per questo motivo intervenire correttamente nelle prime ore è importante non solo per ridurre dolore e fastidio, ma anche per favorire una migliore guarigione della barriera cutanea.

Perché la pelle si scotta

 La pelle possiede naturali meccanismi di difesa, come la produzione di melanina, ma quando l'esposizione ai raggi ultravioletti supera la capacità di protezione dell'organismo si innesca una risposta infiammatoria. Le cellule danneggiate rilasciano mediatori dell'infiammazione che provocano vasodilatazione, aumento della temperatura locale, dolore e arrossamento. Se il danno è più intenso possono comparire edema, bolle e successiva desquamazione. Le persone con fototipo chiaro, bambini e anziani sono generalmente più vulnerabili, ma nessuno è completamente immune dal rischio.

Le prime ore sono quelle più importanti

 Dopo una scottatura la prima misura consiste nell'interrompere immediatamente l'esposizione al sole. Raffreddare delicatamente la pelle con docce o impacchi freschi aiuta a ridurre la sensazione di calore. L'acqua deve essere fresca ma non ghiacciata, perché il freddo eccessivo può irritare ulteriormente una pelle già infiammata. È importante anche bere acqua con regolarità: la scottatura aumenta la perdita di liquidi attraverso la pelle e può favorire la disidratazione, soprattutto nelle giornate molto calde.

Le creme che possono aiutare

 Una volta raffreddata la pelle è utile applicare prodotti idratanti e lenitivi che aiutino a ripristinare la barriera cutanea. Formulazioni contenenti aloe vera, pantenolo, glicerina o ceramidi possono alleviare la sensazione di bruciore e favorire il recupero dell'epidermide. Quando il dolore è intenso o l'infiammazione è importante, sarà il medico a valutare l'eventuale utilizzo di farmaci specifici.

I rimedi fai-da-te da evitare

 Internet è ricco di consigli che non trovano alcun supporto scientifico. Applicare ghiaccio direttamente sulla pelle può peggiorare il danno tissutale. Anche dentifricio, olio, burro, alcol o altre sostanze casalinghe non favoriscono la guarigione e possono aumentare irritazione e rischio di infezione. Se compaiono bolle, queste non devono essere rotte: rappresentano una protezione naturale della pelle durante il processo di guarigione.

Quando la scottatura richiede una visita medica

 Non tutte le scottature possono essere gestite a casa. È consigliabile rivolgersi al medico se compaiono bolle estese, febbre, nausea, forte mal di testa, brividi, segni di disidratazione o se il dolore è particolarmente intenso. Particolare attenzione va riservata ai bambini, agli anziani e alle persone fragili, nelle quali una scottatura importante può avere conseguenze più serie.

La prevenzione resta la cura migliore

 Una volta che la pelle si è scottata, il danno biologico si è già verificato. Per questo la strategia più efficace resta la prevenzione: utilizzare una protezione solare ad ampio spettro adeguata al proprio fototipo, applicarla in quantità sufficiente e riapplicarla ogni due ore durante l'esposizione. Anche cappelli a tesa larga, occhiali da sole e indumenti protettivi rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di eritemi e fotodanni. Esporsi gradualmente, evitando le ore centrali della giornata, permette inoltre alla pelle di adattarsi progressivamente all'intensità dei raggi ultravioletti. Una scottatura solare non è semplicemente un disagio passeggero, ma il segnale che la pelle ha subito un danno da radiazioni ultraviolette. Raffreddare la zona, mantenere una buona idratazione e utilizzare prodotti lenitivi possono favorire il recupero, ma il vero obiettivo dovrebbe essere evitare che l'eritema si verifichi. Proteggere la pelle fin dalle prime esposizioni estive significa ridurre il rischio di fotoinvecchiamento e preservarne la salute negli anni.