a torino nel 1926

Il tramezzino compie cento anni, storia di un panino geniale che conquistò anche D'Annunzio

Nasce nel 1926 a Torino, dove la signora Angela Demichelis Nebiolo lo introdusse nel menu del Caffè Mulassano come versione italiana del tea sandwich inglese. E fu da subito un successo

05 Gen 2026 - 09:57
 Tramezzini  © Istockphoto

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Il tramezzino compie cent'anni. Un compleanno importante per uno dei simboli più semplici e riconoscibili della gastronomia italiana, capace di attraversare epoche, mode e generazioni senza mai perdere il suo fascino. Nasce ufficialmente nel 1926 a Torino, nel celebre Caffè Mulassano, in Piazza Castello. Fin dall’inizio si distingue per alcune caratteristiche precise: pane bianco morbido, senza crosta e ripieni semplici ma curati, spesso a base di ingredienti freschi.

Le origini - Non esiste una data precisa universalmente riconosciuta per la "nascita" del tramezzino. La sua invenzione è tradizionalmente collocata nell'anno 1926, quando la signora Angela Demichelis Nebiolo lo introdusse nel menu del Caffè Mulassano di Torino come versione italiana del tea sandwich inglese. Una targa storica nel locale ricorda questo evento e segnala l’anno 1926 come quello dell’invenzione. Ma, non essendoci data e mese, in pratica, si può celebrare il centenario nel corso dell'intero 2026.

Idee per farcire i tramezzini

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© tgcom24
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Il ruolo di Gabriele D’Annunzio - Un curioso dettaglio storico riguarda Gabriele D'Annunzio. Leggenda narra, infatti, che fu lui a proporre il nome "tramezzino", derivato dalla parola tramezzo, cioè qualcosa che sta "in mezzo". L'idea era di creare un termine italiano per indicare due fette di pane che racchiudono un ripieno, evitando l'uso del termine inglese sandwich. Grazie a D'Annunzio, il tramezzino ebbe un'identità tutta italiana fin dal suo debutto, diventando rapidamente un simbolo della cucina dei caffè torinesi.

Dal caffè alla diffusione nazionale - Negli anni successivi, il tramezzino esce dai caffè torinesi e si diffonde rapidamente in tutta Italia. Diventa protagonista dei bar, delle pasticcerie e dei buffet, soprattutto come accompagnamento dell'aperitivo. Nel secondo Dopoguerra vive un vero boom: è pratico, economico e adatto a un'Italia che cambia ritmo e stile di vita. Si afferma come cibo veloce, ma allo stesso tempo elegante, perfetto sia per una pausa pranzo rapida sia per un'occasione informale.

Una delle varianti più famose è il tramezzino veneziano, caratterizzato da una forma triangolare e da ripieni abbondanti. A Venezia diventa quasi un'istituzione: tonno e uova, prosciutto e funghi, mozzarella e acciughe sono solo alcune delle combinazioni più amate. Qui il tramezzino non è solo uno spuntino, ma parte integrante della cultura dei bacari e della socialità cittadina.

Un’icona senza tempo - A cento anni dalla sua nascita, il tramezzino resta un simbolo della cucina italiana: essenziale, creativo e accessibile a tutti. È la prova che non servono preparazioni complesse per creare qualcosa di duraturo, ma solo una buona idea, ingredienti giusti e la capacità di adattarsi al tempo.

E nel tempo ha saputo innovarsi con versioni vegetariane, gourmet e persino internazionali. Chef e gastronomie moderne sperimentano con pane artigianale, ingredienti di alta qualità e accostamenti originali, dimostrando che anche un piatto semplice può evolversi e restare attuale.