Vietare i social fino ai 16 anni? A sorpresa solo l'11% dei ragazzi si dice contrario
Mentre il Parlamento s’interroga sulla possibilità di precludere la presenza sulle piattaforme digitali ai più giovani, dai primi sondaggi emerge che per il 39% degli interessati è una “misura necessaria
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Sul divieto di accesso ai social per gli under 15/16, la Fondazione Carolina ha interpellato gli stessi giovani. In un'indagine dal titolo "Fuori di social", realizzata dall'ente dopo aver interpellato 1.677 ragazzi italiani con un'età media di 18 anni, solo l'11% di questi ultimi si dice contrario. Il 39% si dichiara invece favorevole a una maggiore protezione, mentre il 43% ritiene che l'età anagrafica non sia un parametro sufficiente per misurare la maturità digitale.
Gli altri dati
Un altro dato significativo che emerge dallo studio è che solo 8 ragazzi su 100 dichiarano di sentirsi totalmente liberi di essere se stessi online. Inoltre, alla domanda "Chi dovrebbe decidere quando si è pronti per i social?", la maggior parte (il 59%) risponde "i genitori". Solo in pochi pensano che a scegliere debbano essere "Stato" (11%) e "piattaforme social" (11%).
Coinvolte le famiglie - "Dalle pagine del report emerge un messaggio forte - si legge sul sito della Fondazione Carolina -. Gli adolescenti non chiedono di essere lasciati soli, ma nemmeno di essere controllati attraverso divieti e restrizioni. Chiedono adulti competenti, capaci di accompagnarli, ascoltarli e aiutarli a costruire un rapporto equilibrato con il digitale. È una richiesta che riguarda famiglie, scuole, istituzioni e piattaforme tecnologiche. Una richiesta che invita tutti a sostituire i proclami con l'ascolto e le semplificazioni con percorsi educativi concreti. 'Fuori di social' è un invito a guardare il mondo digitale attraverso gli occhi dei ragazzi, lasciando spazio alle loro esperienze e alle loro proposte".
