boccali vuoti

Si beve sempre meno birra: in calo la produzione mondiale

Anche in Italia si registra una diminuzione, con ripercussioni sui 112mila lavoratori impiegati nel settore

27 Lug 2026 - 12:37
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 © Istockphoto

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Lager, Pils, Ipa e Stout. Il mondo della birra è esploso negli ultimi anni, arrivando a offrire agli amanti della bevanda luppolata diverse e nuove ricette. Ma l'idillio sembra ormai lontano: sempre più persone decidono di non gustarsi una bionda ghiacciata. Questo perché la produzione di birra è diminuita a livello mondiale.

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Diminuisce anche la birra analcolica

  Lo scorso anno, la produzione mondiale della bevanda alcolica ha raggiunto i 189,6 miliardi di litri, con un calo di 1,4 miliardi di litri, pari allo 0,7%, rispetto all'anno precedente, secondo un'analisi di BarthHaas, il più grande commerciante di luppolo al mondo. Questa cifra include anche la birra analcolica, che negli ultimi anni ha guadagnato popolarità in alcune parti del mondo. 

Meno birra in tutti i continenti  Nonostante le diverse tendenze nei singoli Paesi, la produzione della bevanda di Ninkasi è diminuita praticamente in tutti i continenti. L'unica eccezione è l'Africa, che vede un leggero aumento di volume. "Il consumo di birra è stagnante o in calo, soprattutto in molti mercati tradizionali, mentre l'importanza delle birre analcoliche e a basso contenuto alcolico è in crescita", ha affermato Thomas Raiser, Ceo di BarthHaas. La produzione è diminuita in modo più significativo in termini relativi in Australia e Oceania, del 2,4%, ma la produzione in quella regione, pari a 1,8 miliardi di litri, rappresenta solo una piccola parte del volume mondiale totale. 

La Germania, il più grande mercato dell'Europa occidentale, ha registrato un dato negativo lo scorso anno. Nel 2025, la produzione dell'industria birreria tedesca è diminuita di circa il 5,6% a 79,24 milioni di ettolitri, posizionando il Paese al sesto posto nella classifica dei maggiori produttori di birra. È la prima volta che il Paese registra un calo delle vendite di birra, scese sotto la soglia degli 80 milioni di ettolitri. "Stiamo assistendo a perdite su scala senza precedenti", spiega Heinrich Meier, autore del rapporto BarthHaas.

La scarsa performance della Germania ha comunque influenzato anche il dato dell'Unione Europea, dove la produzione totale è diminuita del 3,1% a circa 333,6 milioni di ettolitri. Anche la Polonia ha registrato un calo, dove il volume di produzione di birra, pari a 32,12 milioni di ettolitri, è stato inferiore del 7,2 percento rispetto all'anno precedente.

La situazione in Italia

  Secondo AssoBirra è calata la produzione nazionale rispetto alla concorrenza estera (-2,5% se paragonato al 2024), poiché il nostro Paese risente di un contesto competitivo reso più articolato dall'andamento degli scambi con l'estero. Un dato positivo invece è rappresentato dalla forte crescita del segmento analcolico, che tra il 2024 e il 2025 ha quasi raddoppiato la sua quota di incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% (con una crescita di oltre l’85%). Ovviamente questo fenomeno si riflette sui lavoratori: solo nel nostro Paese, precisa AssoBirra, nel settore del luppolo sono impiegati 112mila lavoratori lungo l'intera catena, generando più di 10 miliardi di euro di valore. 

Nel resto del mondo

  Non se la passano meglio le altre regioni del mondo, dove a dominare la produzione sono Cina, Stati Uniti, Brasile, Messico e Russia. La produzione è diminuita anche nelle Americhe, dello 0,7% a 61,5 miliardi di litri, trainata da un calo negli Usa (secondo paese produttore di birra al livello mondiale), e in Asia, dell'1,2% a 58,7 miliardi di litri, spinta in basso dalla produzione diminuita in Cina. L'unica eccezione la fa l'Africa, dove la produzione è aumentata del 2,6% a 1,7 miliardi di litri.

Perché cala la produzione di birra

 La diminuzione degli elettroliti della bevanda di Ninkasi è strettamente legata al calo della produzione globale di luppolo. La superficie coltivata è diminuita del 5,5%, pari a 52.660 ettari di terreno; mentre il volume di raccolta è diminuito del 3,8% con 109.188 tonnellate registrate lo scorso anno. Rilevante, tuttavia, è un cambiamento delle abitudini e dei consumi, sempre più indirizzati a una maggiore consapevolezza del benessere fisico. 

Cosa succederà nei prossimi mesi

 Per l'anno in corso, il 2026, BarthHaas prevede che la produzione globale di birra si stabilizzerà, ma non prevede una ripresa evidente. "Ci aspettiamo che la produzione rimanga in gran parte invariata, con una leggera tendenza al ribasso", afferma Thomas Raiser, amministratore delegato di BarthHaas.