E' l'estate della "sober curiosity", così la Gen Z ha reso cool il "bere responsabilmente"
Dimenticate la mitizzazione degli hangover e delle ubriacature di gruppo. Gli under 30 si lasciano andare a un bicchiere solo se di qualità e nel giusto contesto
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Per anni il mantra "bevi responsabilmente" suonava più come una preghiera, una raccomandazione fatta da madri poco convinte e birrerie che sentivano il bisogno di lavarsi la coscienza, anche per mere questioni di marketing. Per chi ascoltava quella frase si trattava di una formula vuota ma rassicurante: qualcosa alla stregua di "non accettare le caramelle dagli sconosciuti". Se te lo dicevano voleva dire che ti volevano bene. Il più classico degli avvertimenti da genitore oggi però ha fatto il giro. Nel 2026 "bevi responsabilmente" è ormai il motto di un'intera generazione, che ha scoperto come non avesse senso mitizzare mattinate in hangover e ubriacature moleste. La GenZ adesso riduce l'alcol per scelta e, anche quando se lo concede, lo fa scegliendo la qualità e il contesto giusto, abbracciando in toto la cosiddetta "sober curiosity".
Un sacco di neologismi inglesi per dire che bere poco è bello
Siccome "bevo un goccetto se mi incuriosisce il drink" suonava obiettivamente male, la generazione dei nati tra il 1997 e il 2002 ha deciso di istituzionalizzare le proprie abitudini dandogli l'anglofona etichetta "sober curiosity" (che suona obiettivamente molto più trendy). Non che sia proprio una novità: negli ultimi anni sui social hanno proliferato challange con nomi come Sober October o Dry January: il senso era "stai un po' senza bere e vedrai come stai bene". Il neologismo sober curiosity è stato coniato poi ufficialmente da Ruby Warrington già nel 2018, quando nel suo libro Sober Curious: The Blissful Sleep, Greater Focus, Limitless Presence, and Deep Connection Awaiting Us All on the Other Side of Alcohol scrisse: "La mia speranza è che estendere l'invito a diventare sober curious aiuti le persone a rendersi conto che ci sono altri modi per sperimentare qualunque cosa loro stiano cercando nell'alcol, senza gli effetti collaterali tossici e spesso devastanti".
Il No and Low Alcol no, NoLo avevo considerato
Viene in mente la storia alla base del meraviglioso film danese Un altro giro, in cui quattro insegnanti consumano costantemente alcol per vedere come questo influisca sul loro lavoro e sulla loro vita. Si trattava di un esperimento dal segno completamente opposto a quello propagandato dagli asceti della "sober curiosity", il cui approccio è sintetizzabile nella crasi NoLo. NoLo anche in questo caso non è il riferimento occulto a una zona di Milano piena di bei localini dove farsi una birra quanto piuttosto un richiamo diretto alla rivoluzione "No and Low Alcol". Un cambio di paradigma abbracciato ormai da migliaia di persone. Nel 2026 ben il 24% della Gen Z si dichiara totalmente astemio (contro il 17% dell'anno precedente) mentre il 61% si dice intenzionato a ridurre drasticamente l’alcol. In un contesto simile le abitudini non possono sopravvivere sempre uguali e persino il rito tutto italiano dell'aperitivo si evolve. Niente più happy hour, niente più cicchetti da buttare giù "alla goccia" e niente più momenti in cui si esplode in discutibili canti di gruppo tipo "l'ha bevuto tutto e non gli ha fatto male, l'acqua fa male il vino fa cantar". Ora il rituale diventa più sobrio, elegante e all'insegna della qualità.
Finalmente potrai ricordarti la sera prima
Con buona pace dell'amico che non rinunciava mai all'alcol, giustificandosi con battute assolutamente non scontate tipo "l'acqua mi fa la ruggine", oggi il tempo dell'hangxiety (l’ansia psicologica da post-sbronza) è ufficialmente passato. Teniamo d'altra parte troppo alla nostra reputazione per metterla in pericolo con un bicchiere di troppo. Niente acrobazie alcoliche, meglio abbracciare il fascino dei mocktail (letteralmente finti cocktail) con poco o niente da offrire in termini di alcol ma con un appeal tutto nuovo. Basta ammirarne i colori brillanti per capirne il fascino. In un'epoca dove l'estetica detta legge chi potrebbe mai resistere a un drink dal verde menta in perfetto pandan con la borsetta e pronto per fare il pieno di like nelle storie. Ecco quindi nascere autentiche drinklist dai nomi altisonanti e dal tasso alcolico sotto lo zero. Fatti da parte Negroni. È tempo di lasciare il proscenio e il bancone al più affascinante e politically correct "greenferno", mocktail perfetto per le vostre serate ecologiste, di cui (grande novità) riuscirete a ricordarvi anche il giorno dopo. Decidete voi se questo è un bene.
