San Faustino, perché il 15 febbraio è diventato la festa dei single
Dopo la festa degli innamorati il 15 febbraio, è tutto per i single che vengono celebrati con drink e cene ad hoc
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C'è chi il 14 febbraio spegne le candele romantiche e il giorno dopo accende l’ironia. Perché se San Valentino è il trionfo delle coppie, il 15 febbraio ha imparato a prendersi la scena con un altro mood: quello dei single. È la festa di San Faustino, patrono dei cuori solitari, indipendenti o in attesa di trovare l'amore. Una ricorrenza che non nasce da una delusione amorosa, ma da una curiosa combinazione di calendario e immaginario collettivo.
Una festa nata (quasi) per caso
La cosiddetta "festa dei single" non affonda le radici in un episodio specifico legato alla solitudine o al celibato. Tutto parte da una coincidenza: il 15 febbraio, giorno in cui la Chiesa celebra San Faustino e San Giovita, cade subito dopo San Valentino, simbolo universale dell'amore romantico.
Ed è proprio questo giorno dopo ad aver creato lo spazio perfetto per una rilettura pop. Se il 14 febbraio celebra chi è in coppia, il 15 diventa, per contrasto, la giornata di chi coppia non è. Nessun decreto ufficiale, nessuna tradizione antica legata ai cuori solitari: solo una dinamica culturale spontanea che, negli ultimi decenni, ha trasformato una memoria liturgica in una festa laica, leggera e condivisa.
Chi erano Faustino e Giovita
Prima di diventare icona dei single, Faustino era un giovane nobile bresciano vissuto nel II secolo d.C., insieme al fratello Giovita. Entrambi intrapresero la carriera militare, per poi convertirsi al cristianesimo dopo l'incontro con il vescovo Apollonio. Divennero predicatori in anni segnati dalle persecuzioni contro i cristiani. Sotto l'imperatore Adriano, si rifiutarono di sacrificare agli dèi pagani e furono condannati a morte. Le agiografie raccontano episodi miracolosi: belve che si accovacciano ai loro piedi, il fuoco che non li brucia, la folla che si converte assistendo al loro martirio. Dopo vari tentativi di esecuzione, furono decapitati il 15 febbraio. Dal 1438 sono patroni di Brescia, città alla quale la loro figura resta profondamente legata.
Perché è diventato il santo dei single
La domanda resta: cosa c'entra tutto questo con chi non ha un partner? Le spiegazioni sono tre, tutte simboliche. La prima è la più semplice: la posizione in calendario, subito dopo San Valentino, ha creato un effetto specchio perfetto. La seconda riguarda l'etimologia: Faustino deriva dal latino faustus, che significa propizio, fortunato. Un dettaglio che si presta bene a chi spera in un incontro sotto buone stelle. La terza spiegazione è più leggendaria: secondo una tradizione popolare, il santo avrebbe aiutato le giovani donne a trovare marito, quasi fosse una versione antica di Cupido. Non esistono prove storiche a sostegno, ma la narrazione ha contribuito ad alimentarne l'aura romantica.
Questione di assonanza (e immaginazione)
C'è poi un elemento tanto semplice quanto decisivo: l'assonanza. Faustino fa rima con Valentino. Un dettaglio sonoro che ha aiutato la memoria collettiva a collegare le due date, trasformando il 15 febbraio in una sorta di sequel non ufficiale della festa degli innamorati. Nel tempo, questa costruzione culturale moderna ha trovato terreno fertile soprattutto nell'era dei social, dove il 15 febbraio è diventato l'occasione per cene tra amici, eventi a tema, drink ironici e contenuti dedicati all'orgoglio single. Non più giornata di compensazione, ma momento di celebrazione alternativa.
