Una ricorrenza per promuovere la gentilezza e la lotta al bullismo negli istituti scolastici. Valditara: "Scuola sia un porto sicuro"
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Il 20 gennaio ricorre la Giornata del rispetto. La ricorrenza è stata istituita dal Parlamento italiano in ricordo di Willy Monteiro, il ventunenne che perse la vita a Colleferro, nel Lazio, nel tentativo di difendere un amico durante una rissa. Questa Giornata è dedicata alla promozione della lotta al bullismo, al cyberbullismo e a ogni tipo di violenza o discriminazione.
Questa Giornata non va intesa come un punto di inizio, ma come una tappa all’interno di un lungo cammino già avviato. Un percorso che, nel contesto scolastico, prende forma fin dall’inizio dell’anno a settembre e che, nella vita familiare, dovrebbe essere portato avanti con continuità. La scuola è un luogo in cui, giorno dopo giorno, si dovrebbe lavorare per coltivare il rispetto reciproco e lo spirito di collaborazione, spesso in situazioni complesse. Un clima sereno di classe rappresenta il fondamento di una crescita equilibrata, sia personale sia collettiva: è su questo terreno che i valori del rispetto possono davvero svilupparsi, anziché restare semplici concetti astratti.
"Oggi si celebra la Giornata del Rispetto, una ricorrenza che ci invita a riflettere sul significato profondo che esso riveste per ogni persona e per la società intera: una riflessione che si impone in misura ancora maggiore dopo l'uccisione del giovane Abanoub Youssef avvenuta proprio tra le mura di un istituto scolastico spezzino". Così sui social il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Il rispetto, scrive Valditara, "non è una scelta, è un valore necessario: non esiste società civile se non vi è rispetto tra le persone che la costituiscono. Il rispetto per l'altro, per la sua vita, la sua individualità, le sue scelte, i suoi ideali, le sue aspirazioni; il rispetto verso le regole; il rispetto verso i beni. Questa è l'imprescindibile base su cui fondare il presente e il futuro di una nazione civile. Il rispetto si insegna e si impara. La famiglia e la scuola sono i due grandi pilastri che hanno l'importante compito di educare al rispetto. Solo una società fondata sul rispetto può consentire ai giovani di costruire il proprio futuro. E solo con il rispetto si possono costruire relazioni sane, positive tra le persone''. "La scuola 'costituzionale', che ho fortemente voluto pone la persona al centro della propria azione educativa: una persona che ha diritti ma anche doveri, che conosca il valore della libertà e della responsabilità, una persona la cui autoaffermazione non può mai prevaricare l'altro", sottolinea ancora Valditara. "La scuola deve essere un porto sicuro, una palestra in cui apprendere nozioni, valori e civiltà; un luogo sereno in cui acquisire capacità complesse, riflettere, liberare i propri talenti; la scuola deve essere un trampolino di lancio verso la vita futura. Proprio per garantire sempre la effettività del rispetto, consideriamo la sicurezza un valore importante perché tutela i nostri giovani e chi lavora per il loro futuro", conclude Valditara.