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Dua Lipa, da regina del pop a icona culturale: dopo il book club apre una biblioteca dei libri censurati

La Manifesto Library si trova all'interno della Livraria Lello, a Porto, ed raccoglie opere che, in diversi Paesi e in epoche differenti, sono state vietate, rimosse dagli scaffali o ostacolate per ragioni politiche, religiose o sociali

30 Giu 2026 - 14:23
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Dua Lipa non è solo una delle regine del pop mondiale. Ma tra un tour sold out e una hit da classifica, un matrimonio da favola e prime pagine sulle riviste di gossip sta costruendo un'identità sempre più lontana dagli stereotipi della celebrity contemporanea, trasformando la passione per la letteratura in un progetto culturale concreto. Dopo aver lanciato il suo Service95 Book Club, la cantante alza ancora l'asticella con la nascita della Manifesto Library, una biblioteca dedicata ai libri censurati in tutto il mondo. L'iniziativa nasce dalla collaborazione con la storica Libreria Lello di Porto, considerata una delle più belle al mondo, e rappresenta un'estensione naturale del progetto editoriale Service95, la piattaforma con cui Dua Lipa da anni promuove letture, approfondimenti e conversazioni con scrittori internazionali.

Le opere - La Manifesto Library raccoglie opere che, in diversi Paesi e in epoche differenti, sono state vietate, rimosse dagli scaffali o ostacolate dalla censura per ragioni politiche, religiose o sociali. Un archivio che vuole ricordare come la libertà di leggere sia ancora oggi un diritto tutt'altro che scontato. "È un omaggio agli autori il cui coraggio smaschera le strutture di potere e controllo" ha spiegato Dua Lipa, sottolineando come la letteratura sia uno degli strumenti più efficaci per mettere in discussione le narrazioni dominanti e difendere il pensiero critico.

Dua Lipa, l'abito da sposa ispirato a quello indossato da Bianca Jagger nel 1971

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© Instagram  | L'abito da sposa di Dua Lipa ispirato a quello indossato nel 1971 da Bianca Jagger (foto dalla pagina Instagram ufficiale @duachile, gestita dalla comunità di fan dell'artista in Cile)
© Instagram  | L'abito da sposa di Dua Lipa ispirato a quello indossato nel 1971 da Bianca Jagger (foto dalla pagina Instagram ufficiale @duachile, gestita dalla comunità di fan dell'artista in Cile)
© Instagram  | L'abito da sposa di Dua Lipa ispirato a quello indossato nel 1971 da Bianca Jagger (foto dalla pagina Instagram ufficiale @duachile, gestita dalla comunità di fan dell'artista in Cile)

© Instagram | L'abito da sposa di Dua Lipa ispirato a quello indossato nel 1971 da Bianca Jagger (foto dalla pagina Instagram ufficiale @duachile, gestita dalla comunità di fan dell'artista in Cile)

© Instagram | L'abito da sposa di Dua Lipa ispirato a quello indossato nel 1971 da Bianca Jagger (foto dalla pagina Instagram ufficiale @duachile, gestita dalla comunità di fan dell'artista in Cile)

Una passione di lunga data - Non è la prima volta che Dua Lipa dimostra di considerare i libri parte integrante della propria identità pubblica. Con il Service95 Book Club ha intervistato alcuni degli autori più interessanti della scena contemporanea, contribuendo a portare la lettura anche tra un pubblico giovane e internazionale che difficilmente avrebbe scoperto certi titoli attraverso i canali tradizionali. La cantante britannica di origini kosovare sceglie così di investire nel valore delle idee. La Manifesto Library non è soltanto una biblioteca, ma un manifesto culturale: un luogo simbolico che invita a leggere proprio quei libri che qualcuno, da qualche parte nel mondo, ha cercato di far tacere.

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"Un sogno che si avvera" - "Questa biblioteca - ha dichiarato ancora Dua Lipa - è un luogo di culto per i libri scomparsi, per gli autori il cui coraggio smaschera le strutture di potere e controllo, e per i lettori che rifiutano di farsi dire quale libro è consentito leggere. Siete invitati a visitarla e a decidere voi stessi cosa debba trovare posto su questi scaffali. Perché a volte la cosa più sovversiva che si possa fare è leggere un libro e poi parlarne". Quasi cento libri fanno parte del nuovo auditorium culturale di Livraria Lello, ognuno collegato a quattro temi chiave: potere, controllo, voce e memoria. Nella Manifesto Library saranno disponibili anche "The Handmaid’s Tale" di Margaret Atwood e "Felon" di Reginald Dwayne Betts, insieme a una selezione di opere di Salman Rushdie e Olga Tokarczuk.