© Da video
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Per anni si è pensato che i robot umanoidi potessero avere futuro solamente all'interno di fabbriche e magazzini. O comunque in ambiti produttivi, d'intrattenimento tutt'al più. Oggi, invece, dalla Cina parte la rivoluzione tecnologica destinata a entrare non solo nelle case, ma anche nell'ambito più intimo. Già, perché l'azienda UBTech Robotics ha ufficialmente avviato la prevendita di U1, robot umanoide a grandezza naturale progettato per offrire compagnia, specialmente emotiva.
Ed è già boom di richieste. La società sostiene infatti di aver già ricevuto oltre 13mila richieste in pochi giorni. Non una sorpresa. Questi particolari robot, del resto, sono progettati (e commercializzati) come rimedio alla solitudine, principalmente destinati nelle mura domestiche di single e anziani in carenza d'affetto. Ma chi pensa che il prodotto possa rappresentare un freddo assistente vocale si sbaglia di grosso. U1 è molto di più, perché grazie ai più sofisticati sistemi di intelligenza artificiale, è pensato con il chiaro obiettivo di entrare nella sfera emotiva dell'utente arricchendola con sentimenti che, almeno in teoria, apparterrebbero solamente agli umani. Teoria superata già trent'anni fa, con il celebre Uomo Bicentenario di Robin Williams che sul grande schermo aveva evidentemente tracciato una strada.
Finzione, all'epoca. Realtà, oggi. Perché la straordinaria novità sta proprio nella capacità del robot di interagire con l'uomo. Può essere toccato e accarezzato, balla a ritmo di musica, ma soprattutto risponde agli impulsi emotivi, come il più caldo degli abbracci. Il tutto al modico prezzo di circa 15mila euro, anche se alcune varianti possono superare anche i 127mila. È il costo di un "amore incondizionato", come lo chiama Michael Tam, Ceo dell'azienda UBTech, che spiega come gli U1 "non ti tradiranno mai e ti saranno sempre fedeli". I primi robot dovrebbero entrare nelle case degli acquirenti a partire da settembre.
Le immagini utilizzate per il lancio sul mercato sono piuttosto impressionanti. La struttura (183 centimetri di altezza per il modello maschile, 168 per quello femminile) prevede ampia libertà articolare, con movimenti fluidi delle articolazioni e del busto, che arrivano a emulare quasi completamente quelli umani. La pelle è realizzata con un nuovo materiale a base di silicone che permette di riprodurre consistenza e riflessi. Anche il volto, che può essere personalizzabile per ricreare il volto di un familiare, di una celebrità o di un qualunque personaggio immaginario, è pensato per aumentare l'effetto realismo. Secondo l'azienda, oltretutto, il software che alimenta U1 riconosce oltre venti stati emotivi del proprio interlocutore, così come il suo tono della voce: tutti stimoli che vengono analizzati in un batter di ciglia per poi essere rielaborati nelle risposte emotive più desiderate.
Poi, certo, ci sono tutte quelle funzioni che ci si aspetta da quella che, in fondo, resta pur sempre una macchina: memorizza appuntamenti, monitora attività quotidiane e via discorrendo. Un vero e proprio assistente personale, insomma. Ma anche qui non c'è da stupirsi. Dietro questa rivoluzione c'è infatti un'attenta analisi di quella che in Cina viene considerata un'emergenza demografica. Complici anche le più recenti politiche del governo centrale, i tassi di natalità sono in forte calo, così come l'offerta di assistenza domiciliare; al contrario cresce (rapidamente) l'indice di invecchiamento, ma anche il numero di adulti che vivono da soli. Tutti problemi a cui le big tech di Pechino stanno cercando di fornire soluzioni. E nuove opportunità di mercato.