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Addio spritz alle 18, ora l'aperitivo si fa dopo il workout

Dai run club alle community fitness, lo sport diventa il nuovo luogo di socialità. Dopo l’allenamento arriva il momento del drink, ma più tardi, più consapevole e sempre più spesso analcolico

29 Lug 2026 - 11:08
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 © Istockphoto

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Prima si usciva dall’ufficio e ci si dava appuntamento al bar per un aperitivo. Ora sempre più spesso ci si ritrova con le scarpe da running ai piedi, una maglietta tecnica addosso e un gruppo di persone conosciute magari solo poche settimane prima. La nuova movida non inizia più necessariamente davanti a un bancone, ma sulla linea di partenza di una corsa. Il fenomeno ha un nome: run club. Gruppi di persone che si incontrano per correre insieme, allenarsi e poi condividere un momento di socialità.

Cambio di paradigma - Dalle grandi città americane e britanniche fino ai primi segnali in Italia, le community sportive stanno iniziando a occupare lo spazio che per decenni è stato dei pub e dei locali serali. Non si va più al bar per conoscere persone: si corre insieme, si suda insieme e poi si brinda insieme. Il risultato è una piccola rivoluzione nelle abitudini quotidiane. L’aperitivo non sparisce, ma cambia orario. Se prima il rituale iniziava alle 18.30, oggi spesso arriva dopo l’allenamento, intorno alle 20.30 o anche più tardi. Il bicchiere non è più il punto di partenza della serata, ma il momento finale di un’esperienza condivisa. Anche in Italia il fenomeno comincia a farsi vedere. A eventi come RiminiWellnessOFF, per esempio, ha attirato attenzione il format “Matcha Miles”, che unisce corsa e aperitivo, trasformando l’allenamento in un’occasione di incontro e convivialità.

Il report - Di pari passo a questi appuntamenti sta cambiando profondamente ciò che si sceglie di bere. Come osserva Liborio Massimo Colaianni, CEO e fondatore di Amaro Liborio: “Sarebbe un errore pensare che l'aperitivo sia in crisi, in realtà si sta soltanto evolvendo, di orario, di luogo e ha abbassato la gradazione alcolica. Chi finisce una corsa alle otto di sera non rinuncia al rito del bere insieme, ma cerca un’esperienza di qualità alta per celebrare quel momento con gli altri, senza appesantire il corpo o vanificare i benefici dell’allenamento”.
Il contesto sociale e demografico, inoltre, gioca a favore di questa lettura. Secondo un report il 66% degli italiani inserisce ormai sport o attività fisica nella propria settimana. A questa Italia meno sedentaria se ne affianca un'altra, sempre più attenta a ciò che mette nel bicchiere: un report di settore certifica che quasi 7 consumatori italiani su 10 adottano un approccio proattivo alla propria salute, quattro punti sopra la media europea. È nell'incrocio tra queste due tendenze, più movimento e scelte di consumo più consapevoli, che la moderazione smette di essere una rinuncia occasionale e diventa abitudine.

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Un nuovo equilibrio - È proprio dall’incontro tra queste due tendenze (più movimento e maggiore attenzione alla salute) che nasce un nuovo equilibrio: meno eccessi, più qualità. Il classico aperitivo resta, ma si alleggerisce, abbassa la gradazione e lascia spazio anche a proposte analcoliche. "Sarebbe un errore pensare che l’aperitivo sia in crisi: in realtà si sta semplicemente evolvendo, cambiando orario, luogo e gradazione alcolica", spiega Liborio Massimo Colaianni, CEO e fondatore di Amaro Liborio. "Chi finisce una corsa alle otto di sera non rinuncia al rito del bere insieme, ma cerca un’esperienza di qualità senza appesantire il corpo o vanificare i benefici dell’allenamento". Una scelta che ha anche una motivazione scientifica. Dopo un allenamento intenso, infatti, l’alcol può interferire con alcuni processi di recupero muscolare, ridurre la sintesi proteica e influire negativamente su idratazione e qualità del sonno. Un aspetto ancora più importante durante l’estate, quando caldo e attività fisica mettono già alla prova l’organismo. Il punto, però, non è trasformare ogni momento conviviale in una rinuncia. Anzi, la nuova tendenza sembra andare proprio nella direzione opposta: mantenere il piacere del rito, ma adattarlo a uno stile di vita diverso..