la sorpresa

"Uomini e Donne", Cinzia e Marco tornano come coppia e ipotizzano "un'unione burocratica"

I due siedono di nuovo al centro dello studio e, contro ogni previsione, lo fanno più uniti che mai

25 Set 2026 - 16:13
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Da video

© Da video

La puntata di "Uomini e Donne" di venerdì 25 settembre si apre con un ritorno che pochi avrebbero pronosticato: Cinzia Paolini e Marco Troiani siedono di nuovo al centro dello studio e, contro ogni previsione, lo fanno ancora da coppia. L'estate l'hanno trascorsa insieme, e sulla dama l'effetto si vede: appare ringiovanita, visibilmente serena. Nel corso della chiacchierata arriva anche la confessione di un regalo che vale più di una dichiarazione — una fede consegnata al cavaliere per dare peso al legame.

videovideo

Dal presente si passa in fretta ai progetti. La protagonista mette sul tavolo l'ipotesi di un trasferimento a Milano, salvo ammettere subito il proprio punto debole: la mancanza del mare sarebbe difficile da sopportare. Il compagno, dal canto suo, non lascia margini di interpretazione e la definisce la sua fidanzata ufficiale, spiegando che i due stanno valutando il matrimonio e ragionano perfino su una data. Una prospettiva che lei, con disarmante naturalezza, liquida come una semplice "unione burocratica".

Non è però filato tutto liscio. Nei mesi estivi, racconta la donna, c'è stata una frattura piuttosto seria, durata dieci giorni, prima del riavvicinamento: un passaggio che, a suo dire, ha funzionato da banco di prova e ha contribuito a chiarire le rispettive intenzioni.

Il resoconto, com'era prevedibile, viene spezzato di continuo dagli interventi di Tina Cipollari e Gianni Sperti. I due opinionisti non nascondono la propria insofferenza nei confronti della dama e sfruttano l'occasione — forse l'ultima utile, se la storia dovesse davvero proseguire lontano dalle telecamere — per smontarne punto per punto il racconto.

Sulla stessa linea si colloca anche Alessandra Mussolini, che allarga la critica al cavaliere: a suo giudizio Troiani appare ormai l'ombra di se stesso, e la relazione nel suo complesso risulta di una noia mortale. Un coro di obiezioni che, almeno per ora, non sembra scalfire la determinazione dei diretti interessati.