dal 13 settembre, ogni domenica alle 21:20

"Ufo - I casi italiani", torna su Focus in prima tv assoluta la seconda stagione della serie dedicata ai misteri dei cieli italiani

Appuntamenti ricchi di documenti, materiali audiovisivi mai visti prima e interviste inedite a esperti

12 Set 2026 - 11:00
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Chi o cosa solca clandestinamente i cieli italiani? Sono illusioni ottiche, fenomeni naturali o reali incontri con oggetti e intelligenze di un altro pianeta? A queste domande prova a dare una risposta ponderata "Ufo - I casi italiani", il programma in onda su Focus (canale 35 del digitale terrestre) che parte domenica 13 settembre in prima serata (ore 21:20) con una seconda stagione ricca di documenti, materiali audiovisivi mai visti prima e interviste inedite a esperti del tema: giornalisti, storici, ingegneri, piloti di aerei civili e militari, fisici, astrofisici, oltre agli ufologi. La serie fornisce così tutti i dati necessari affinché gli spettatori possano valutare autonomamente i fatti più recenti in tema di avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli italiani.

Al centro del primo appuntamento della nuova stagione ci saranno molte testimonianze di piloti militari che hanno vissuto l'inspiegabile in prima persona.

1933 - Il caso Magenta 
Pochissimi anni fa, nel 2023, l'ex ufficiale dell'intelligence statunitense David Grusch ha dichiarato che il primo caso di recupero di oggetto volante non identificato è successo in Italia, a Magenta (Milano), nel giugno 1933. Si tratta di un oggetto metallico dalla forma circolare e privo di ali. Secondo i documenti dell’epoca, Benito Mussolini e la milizia fascista istituirono un gabinetto di ricerca segreto, l'RS/33, a cui prese parte attiva anche lo scienziato Guglielmo Marconi, con l’obiettivo strategico di recuperare e studiare quella tecnologia d'avanguardia.

1966 - Il caso Piacenza
In pieno pomeriggio, poco prima di decollare per una missione, il comandante dell’Aeronautica Militare Dante Golinelli notò nel cielo un corpo luminoso anomalo che a un primo sguardo poteva sembrare una stella. Incuriosito, decise di portarsi in quota con il suo velivolo per avvicinarlo: man mano che la distanza si riduceva, l’oggetto rivelò una consistenza metallica e dimensioni imponenti. Altri tre piloti furono immediatamente dirottati in quota perlustrativa, confermando la natura metallica dell'oggetto.

1973 - Il caso Pavia
Protagonista di questo avvistamento ad alta quota è Giulio Mainini, all'epoca comandante della squadra aerea ed ex dirigente dell'Aeronautica Militare. Durante un volo a oltre i 25.000 piedi di quota, Mainini intercettò una luce estremamente brillante e statica posizionata a un livello inferiore rispetto alla sua rotta. Convinto che si muovesse a una velocità elevatissima in fase di allontanamento, il comandante si lanciò in un lungo inseguimento aereo spintosi fin quasi alla Sardegna, prima di dover interrompere l'operazione per limiti operativi di autonomia.

1979 - Il caso Treviso
Il maresciallo pilota Giancarlo Cecconi si trovava in pieno giorno in fase di rientro presso l’aeroporto militare di Treviso-Sant’Angelo, quando la torre di controllo gli ordinò di intercettare visivamente un oggetto volante non identificato nelle vicinanze. Cecconi si avvicinò a distanza ravvicinata e immortalò la sagoma fluttuante con circa ottanta scatti fotografici. Al termine della missione, il pilota dichiarò senza mezzi termini che la struttura di quell'oggetto sfidava qualsiasi conoscenza aerodinamica nota.

1985 - Il caso San Cesareo
Il colonnello pilota Roberto Doz al casello autostradale di San Cesareo (Roma) osservò sopra la tettoia della sua auto una luce piuttosto viva che, dopo pochi secondi, virò di 90 gradi per poi sparire nella zona dei Castelli Romani. "Mi è sembrato un UFO-bus", dichiara Doz. E aggiunge: "Il giorno dopo, al Circolo Ufficiali, si parlava di un oggetto volante non identificato".