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Sanremo, Beatrice Venezi: "Direttrice d'orchestra? No, meglio direttore"  | Laura Boldrini: "Rifletta sui sacrifici delle donne"

"Occasione persa", "No, calcio al politicamente corretto": i social si dividono sulle parole della musicista che dice sempre la sua

Beatrice Venezi sul palco dell'Ariston: protagonista della quarta serata

Ha festeggiato i suoi 31 anni sul palco dell'Ariston, affiancando Amadeus per l'avvio della gara fra le Nuove proposte. Beatrice Venezi è la più giovane professionista a dirigere un'orchestra in Europa e, entrando in scena, ha voluto mettere subito i puntini sulle i. "Direttrice d'orchestra? No, meglio direttore", ha precisato rispondendo a una battuta del conduttore. La frase ha fatto il giro  dei social, raccogliendo irritazione e consensi. Venezi non è nuova a prese di posizione sul suo personale concetto di femminilità. La replica di Laura Boldrini in un'intervista all'agenzia Adnkronos: "Rifletta sui sacrifici delle donne"

La vicenda - Beatrice Venezi, spigliata nella presentazione e con un abito rosso e nero senza spalline lungo e morbido, ha rubato subito la scena della quarta serata di Sanremo. E lo scambio iniziale di battute con Amadeus ha fatto nascere il dibattito

Sul palco dell'Ariston per la finale delle Nuove proposte e per premiare il vincitore, Amadeus ha sottolineato che la musicista ci tiene a essere chiamata "direttore" perché, per la diretta interessata, "quello è il nome specifico per indicare il suo mestiere". "Mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo", ha sottolineato. Poche parole che hanno acceso il dibattito tra chi critica quest'uscita ("occasione sprecata") e chi la sostiene ("un calcio al politicamente corretto").

 

I precedenti e il suo messaggio - Il direttore d'orchestra Venezi non è comunque nuovo a queste prese di posizione. Le cronache ricordano lo "scontro" sui social con una collega che si presentava con lo smoking per dirigere l'orchestra, mentre la musicista italiana ha sempre scelto di indossare un abbigliamento che non nasconde la sua femminilità.

Inoltre,  la sua presenza a Sanremo, dopo l'esperienza ad AmaSanremo, nasce per sua ammissione dall'esigenza di divulgare e portare il contenuto della musica classica a un pubblico più ampio possibile, con particolare attenzione ai più giovani, al fine di renderlo maggiormente accessibile. Per questo si è proposta come artista della musica classica che si apre al nazionalpopolare, stabilendo una connessione necessaria per portare il grande pubblico verso la classica, per incuriosirlo e appassionarlo.

 

La replica di Laura Boldrini: "Rifletta sui sacrifici delle donne" - Laura Boldrini, in un'intervista all'Adnkronos, replica così a Beatrice Venezi: "Direttrice è bellissimo, rifletta sui sacrifici delle donne". "Più che una scelta individuale della direttrice d'orchestra Venezi, è la scelta grammaticale a prevalere e quella italiana ci dice che esiste un genere femminile e un genere maschile. A seconda di chi riveste il ruolo si fa la declinazione. Chi rifiuta questo lo fa per motivi culturali", spiega. Si tratterebbe, a suo avviso, di "un problema serio che dimostra poca autostima".

 

"La declinazione femminile la si accetta in certe mansioni come 'contadina', 'operaia' o 'commessa' e non la si accetta quando sale la scala sociale, pensando che il maschile sia più autorevole. Invece il femminile è bellissimo", continua Laura Boldrini, che, da presidente della Camera, decise di lanciare la campagna sui mestieri declinati al femminile nei media.

"Inviterei la direttrice Venezi a leggere cosa dice l'Accademia della Crusca, la più alta autorità linguistica del nostro Paese. Se il femminile viene nascosto, si nascondono tanti sacrifici e sforzi fatti", ha aggiunto e, concludendo, si rivolge direttamente alla protagonista della polemica: "Mi permetto di invitarla a riflette su queste cose. Anche perché non è affatto brutto o cacofonico 'direttrice', ma rappresenta l'affermazione di un traguardo. Spero si renda conto che usare il femminile possa aiutare tante ragazze ad avvicinarsi a questo lavoro che per secoli è stato solo di uomini".

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