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Sanremo 2019: nella serata dei duetti Luciano Ligabue è il re dellʼAriston

Il rocker rende omaggio a Francesco Guccini con "Dio è morto", la giuria dʼonore decreta la miglior performance della serata: Motta con Nada

A Sanremo è la serata dei duetti. I 24 big in gara fanno riascoltare il loro brano in una chiave tutta nuova, accompagnati dagli amici artisti. Tra i più curiosi: Achille Lauro e Morgan, Arisa con Tony Hadley, Paola Turci e Giuseppe Fiorello. Il superospite è Luciano Ligabue, che tra gag, nuovo singolo e duetto con Baglioni sulle note di "Dio è morto", viene incoronato re dell'Ariston. La giuria d'onore decreta la miglior performance: Motta con Nada.

Sanremo 2019, le immagini della quarta serata

I PRIMI 12 DUETTI - A rompere il ghiaccio nella serata dei duetti sono Federica Carta e Shade con Cristina d'Avena: cappello e décolleté in bella vista fa decollare il brano che per una volta non è la sigla di un cartone. Poi è il turno di Motta con Nada, che sul palco di Sanremo manca da tantissimi anni. Irama e Noemi sono una coppia che funzione: la cantante, elegantissima in verde, graffia con la sua voce roca. Patty Pravo arriva sul palco quando la canzone è già cominciata e con Briga dà vita al duetto con Giovanni Caccamo (al pianoforte). La canzone, più romantica, vola. Virginia Raffaele, imitando Ornella Vanoni, le porta dei fiori e insieme danno vita a una gag che strappa tante risate. Con i Negrita e Roy Paci è subito rock. Il Volo sceglie il violista Alessandro Quarta per il duetto che diventa "strumentale". Arisa impreziosisce la sua "Mi sento bene" con Tony Hadley, ex Spandau Ballet (dall'italiano claudicante), e la coreografia dei Kataklò. Mahmood con un look stravagante accompagnato da Gue Pequeno rende il brano ancora più rap. Ghemon si fa forte con Diodato e Calibro 35. Con le etoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che danzano, Francesco Renga e Bungaro regalano una romantica ballata. Il favorito alla vittoria Ultimo sceglie il trionfatore dell'anno scorso Fabrizio Moro - arrabbiatissimo - per "I tuoi particolari". Nek viene spalleggiato da Neri Marcorè e il brano assume una dimensione teatrale.

LIGABUE SBUCA SUL PALCO - Con il nuovo singolo "Luci d'America" Luciano Ligabue irrompe sul palco, in gilet e senza camicia, dopo la pubblicità senza nessuna presentazione. Al suo secondo Sanremo in trent'anni di carriera il Liga chiede un ingresso trionfale, dalle scale. Bisio lo accontenta subito. Ma il rocker non è sodisfatto, e il comico lo presenta di nuovo. Liga si presta a delle gag divertenti - prima accompagnato da un corpo di ballo scatenato e una chitarra gigante e poi seduto su un trono - e alla fine canta "Urlando contro il cielo". Arriva quindi il momento del duetto: con Claudio Baglioni il rocker omaggia Francesco Guccini con "Dio è morto".

Sanremo 2019, Ligabue è... il re dellʼAriston

Il superospite arriva all'Ariston con la superchitarra. Luciano Ligabue porta il suo rock sul palco dell'Ariston. "La seconda volta a Sanremo in 30 anni", dice lui, che viene annunciato da Claudio Bisio in un crescendo. Prima l'ingresso dalle quinte, poi dalla scala, poi dalla scala con una chitarra gigante, infine su un trono con un mantello rosso bordato di ermellino. Gag a parte, prima canta il suo ultimo singolo "Luci d'America" che anticipa l'album "Start", in uscita l'8 marzo, poi la sua hit "Urlando contro il cielo". Per l'esibizione con Claudio Baglioni, l'omaggio a Francesco Guccini, con "Dio è morto".

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MONOLOGO DI BISIO CON ANASTASIO - Claudio Bisio recita un monologo dedicato al rapporto tra padre e figli tratto dal romanzo di Michele Serra, suo autore a Sanremo, "Gli sdraiati". In suo soccorso, alla fine, arriva Anastasio, vincitore dell'ultima edizione di "X Factor" che veste i panni del figlio: "Sono soddisfatto della performance, è riuscita", dice il cantante.

ULTIMI 12 DUETTI - Boomdabash rappano con Rocco Hunt e i musici cantori di Milano e la performance funziona. The Zen Circus scelgono la poesia di Brunori Sas, il duetto è magico. Paola Turci affida le parole della sua "L'ultimo ostacolo" all'attore Beppe Fiorello. Anna Tatangelo - che tanti anni fa scelse una canzone di Syria per le selezioni a Sanremo giovani - chiama la collega a duettare con lei: "Dovevo restituire un favore". Ex Otago e Jack Savoretti concludono con un abbraccio la performance di "Solo una canzone". Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni rende ancora più profondo il brano dedicato al nonno. Loredana Bertè sveglia la platea con il suo rock: il pezzo guadagna in cuore e grinta con Irene Grandi. Standing ovation. Daniele Silvestri con Manuel Agnelli - che appare dall'alto e poi scende dalle scale - e Rancore conquista l'applauso più lungo della sala stampa. Einar direttamente da "Amici" riunisce sull'Ariston due ex della scuola di Maria de Filippi: Biondo e Sergione Sylvestre. Simone Cristicchi chiama in soccorso l'amico Ermal Meta, la sensibilità è la stessa e "Abbi cura di me" vola. Nino D'Angelo e Livio Cori con i Sottotono rimescolano le carte tra rap e melodia. Achille Lauro non poteva che scegliere un compagno di viaggio come Morgan per reinterpretare "Rolls Royce": rock puro ed energia sul palco danno uno scossone al Festival.

LA GIURIA D'ONORE - La giuria d'onore presieduta da Mauro Pagani e composta da Ferzan Ozpetek, Camila Raznovich e Serena Dandini, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini e Joe Bastianich decretano il miglior duetto della serata. Vincono Motta con Nada.

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