"Mi ha fatto incazzare"

Vasco Rossi, follower ritira fuori l'arresto per droga: "Sei un infame". Il Blasco lo denuncia: "Tutte falsità"

Il Komandante risponde in maniera netta a un commento sui social: "All'epoca sono stato io quello incastrato". Poi assicura una querela al calunniatore e promette "I risarcimenti a chi è ingiustamente in carcere"

18 Ago 2026 - 10:58
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 © Ufficio stampa

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Di tempo né è passato dal 1984. Anche Vasco Rossi ha archiviato parte di quel periodo pur continuando ad "andare al massimo" ancora oggi. Eppure ogni tanto vecchie questioni riemergono, spesso travisate da chi quella "vita spericolata" l'ha vista da lontano o l'ha semplicemente interpretata come voleva. Stavolta a riaprire vecchie ferite ci ha pensato un follower sui social, che ha accusato il Blasco di "aver fatto l'infame" ai tempi del suo arresto per droga, rivelando i nomi di chi gli aveva venduto gli stupefacenti. Una vecchia storia falsa che gira da un po' su internet e che la rockstar ha smentito una volta di più, facendo chiarezza sui suoi canali e promettendo una querela al follower.

L'accusa infamante

 Vasco si è sempre vantato del fatto che i suoi veri fan abbiano sempre avuto l'intelligenza di capirlo davvero, senza fraintenderlo mai. Se questo è vero allora l'uomo che lo ha accusato di essersi comportato da infame non appartiene certo alla "combriccola del Blasco", anche se aveva aperto il suo attacco dicendo di amarlo quantomeno come artista: "Sei un grande musicista e cantante, me te lo devo dire visto che lo porto nella pancia da molti anni: quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anch'io, voglio sapere" perché "hai fatto arrestare quelli che te l'hanno venduta, per risparmiare un giorno di carcere? Loro si sono fatti degli anni e sei andato a cercarli te non sono venuti a cercarti loro. Mi farebbe enormemente piacere che tu mi rispondessi sinceramente spiegandomi perché hai fatto l'infame". Questo il testo integrale del commento pubblicato su Facebook, che ha fatto "incazzare" Vasco, il quale su certe ferite del passato non poteva certo soprassedere.

Chi ha incastrato Vasco Rossi

 Il cantante ha risposto a tono con un altro commento, parlando di una storia "falsa" che "ribalta completamente la realtà". Nei ricordi dell'artista in quei giorni dell'84 fu infatti piuttosto lui a venire incastrato da un vero infame "che raccontò al Pubblico Ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina". Una dichiarazione al seguito della quale vennero emessi un mandato di cattura e una perquisizione, a seguito dei quali il Blasco venne portato direttamente in carcere. Solo dopo 22 giorni di detenzione (di cui cinque in isolamento) venne chiarito come il cantante non avesse niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale era stato associato. Eppure quella vecchia storia secondo cui Vasco fosse tornato "libero libero" solo dopo "aver cantato" in un interrogatorio è sopravvissuta, come spesso succede nel mondo dei social, addirittura davanti alla verità processuale e alla polvere dei decenni: "Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio, perché trasforma chi ha subito un'accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente incazzare. Adesso, almeno, sai come sono andate le cose", ha chiosato il re del rock made in Italy, che tuttavia aveva ancora qualche sassolino da togliersi.

Commenti da "fegato spappolato"

  Appena qualche ora dopo Vasco è infatti tornato sulla questione in una storia su Instagram, annunciando di voler ricorrere alle vie legali. "Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L'oro ricavato, dal risarcimento lo lascerò a chi ha sofferto ingiustamente in carcere", ha scritto, desideroso di chiudere una volta per tutte la questione. 

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