FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Sebastiano Somma nel primo fotoromanzo con attori "Diversamente Normali" su "Grand Hotel"

Lʼattore racconta il nuovo progetto che unisce il ritorno agli esordi della sua carriera e lʼattuale lavoro con "Teatro Patologico" di Roma

Sebastiano Somma, prima di diventare attore di fiction e cinema, è stato uno dei "belli" dei fotoromanzi. Da anni lavora con il “Teatro Patologico” di Roma, una scuola di recitazione per persone con patologie mentali fondata da Dario D’Ambrosi ("Romanzo Criminale-La serie"). Nel numero di Grand Hotel in uscita il 21 giugno, l'attore racconta un nuovo lavoro che unisce il suo passato e presente: il primo fotoromanzo della storia interpretato da attori mentalmente disabili, "Diversamente Normali" che uscirà proprio sul settimanale diretto da Orio Buffo.

Sebastiano Somma racconta il fotoromanzo "Diversamente Normali" a "Grand Hotel"

"Girare un fotoromanzo è un po’ come andare in bicicletta: una volta che si è imparato come fare, non lo si dimentica più. Ma devo comunque ringraziare Grand Hotel per avermi rimesso in sella dopo tanti anni, facendomi fare un tuffo nella mia gioventù e soprattutto permettendomi di aiutare un progetto che mi sta molto a cuore quello del “Teatro Patologico”, un’associazione che aiuta i giovani con problemi mentali", racconta Sebastiano Somma sulle pagine di Grand Hotel.

L'attore di Castellamare di Stabia spiega come questo progetto ha preso vita: "Tutto è incominciato con un incontro fortuito con Orio Buffo. Gli ho raccontato del Teatro Patologico e poi quasi per sfida gli ho chiesto: 'E allora, quando facciamo un fotoromanzo coi ragazzi?' 'Subito' mi ha risposto lui: e non scherzava". "E ora eccoci qui pronti a far scoprire ai lettori di Grand Hotel questa storia d'amore diversamente normale", continua.

Sebastiano si sofferma anche sull'importanza di far recitare giovani con questo genere di disabilità: "E' utile, per non dire indispensabile da molti punti di vista: come attività didattica, come momento di socializzazione, come strumento di affermazione personale, come canalizzazione di energie che possono essere anche violente o auto-distruttive". Ma, come spiega, è anche un aiuto dato che "possono uscire dal loro isolamento".

E a proposito del rapporto tra disabilità e il mondo di oggi, commenta: "Lo sguardo della società su queste patologie è purtroppo spesso ancora ostile, come se due disabili che si amano fossero uno scandalo, un’oscenità. È per questo che sono grato a Orio Buffo di avere subito accettato l’idea: i fotoromanzi, popolari e capaci di 'parlare' a tutti, sono un ottimo sistema per far capire la normalità della disabilità, combattendo così certi pregiudizi".

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali

OGGI SU PEOPLE