Sal Da Vinci: "Sono un artigiano della musica, io come Michael Jackson? Casomai Luis Miguel"
Si racconta a Tgcom24: il successo finalmente, il mito del cantante messicano, il nuovo album "Per sempre sì" in uscita
di Emanuela Griglié© getty
Napoletanissimo, ma nato per caso a New York. Performer navigato, ha fatto cinema, teatro, tv, ma – soprattutto - musica. Il successo è arrivato tardi, ma in modo esplosivo, consacrandolo popstar a 57 anni. Sal Da vinci – definitivamente smarcatosi dal tag di neomelodico regionale – si è portato a casa un 2026 da urlo: prima la vittoria al Festival di Sanremo con il ritornello (più balletto tormentone) assai virale di “Per Sempre sì”, ora l’Eurovision Song Contest. All’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, nome d’arte (ereditato dal padre Mario, attore e cantante) Sal Da Vinci, si prepara all’uscita, il 29 maggio, del nuovo album intitolato "Per sempre sì", come il brano vincitore di Sanremo. E poi via, per un'intensa stagione live tra rassegne e grandi palchi in tutta Italia, fino alla tripletta evento all'Arena Flegrea di Napoli il 25, 26 e 27 settembre. A Tgcom24 racconta le emozioni di questi ultimi mesi.
Insomma, un anno da incorniciare?
“In effetti è stato straordinario. Che poi non è stato neanche un anno, perché è successo tutto velocissimo e si è concentrato in una manciata di mesi. Sono ancora carico di emozioni per questo sogno gigantesco che si è realizzato. Un anno che definirei magia, non lo so, miracolo: ma in parte, sai, cerco anche di non farmi prendere troppo”.
Scaramantico?
“No, no, no. Però la mia carriera è stata un lunghissimo viaggio, con una gavetta infinita. Io mi sento un operaio, un artigiano della musica arrivato dal basso, ho tanto sognato e sperato. Molti di quei sogni si sono infranti, ma ora mi sembra di continuare a sognare a occhi aperti. Ma non voglio farmi abbagliare dai riflettori puntati addosso. Cerco normalità, semplicità. La semplicità per me è la carta vincente: Che poi è molto più difficile fare una canzone semplice che complicata. Mantenere fede a quello che sei nella vita. Cerco sempre di stare nella verità”.
La tua canzone “Per sempre sì” è ovunque. Come ti fa sentire?
“È una canzone popolare, di buoni sentimenti, onesta. Credo che la gente sia alla ricerca di questo, viviamo vite che corrono più velocemente di noi e ci affanniamo a stargli dietro. Poi ci sono state pure le polemiche, le critiche, i leoni da tastiera, quelli che vanno contro qualsiasi cosa si muove e parlano male pure di se stessi. Meglio tirare dritto. Io non mi faccio prendere, ne ho viste di tutti i colori. La musica è questione di gusti, puoi piacere come no. Ma è giusto così, sennò, che noia”.
Hai iniziato a esibirti a sei anni, Sei il nostro Michael Jackson…
“Oddio non esageriamo, troppa roba, troppa, di Michael Jackson ce n'è uno solo. Non ho ancora avuto il piacere di vedere il film sulla sua storia ma non me lo perdo. Durante il lockdown mi ero appassionato tantissimo a una serie su Luis Miguel, un mio mito. L’ho visto negli anni 80 quando venne a Sanremo, e poi in concerto a Ischia. Lui vestito di bianco, giovanissimo, abbiamo la stessa età, all’epoca 15 anni”.
Hai fatto proprio tutto, cinema, tv, musica, teatro: cosa scegli?
“Adesso sono proiettato nella musica, amo fare quello che sto facendo. Ho portato la mia musica negli anni passati in teatro, che è la mia seconda casa, dove amo raccontarmi, perché ho la possibilità di lanciarmi in qualche sfumatura. E ci tornerò in autunno per in autunno per celebrare i 50 anni di carriera. Mi piacerebbe fare anche un’esperienza cinematografica con un bel film d’autore, o magari raccontare la mia storia, tutto quello che ho vissuto fino ad arrivare qui. Sto preparando un libro sul mio percorso. Però ci sono tante altre cose che lascerò fuori per dirle poi, chissà, in un film o una serie televisiva. Ma per ora mi godo il nuovo album, che è pieno di energia positiva. Non vedo l'ora di cantare queste canzoni, e poi passerò l’estate in tour. E ci sarà anche una sorpresa: a settembre di quest'anno cade il cinquantesimo anniversario della prima volta che sono stato su un palco con mio padre. Gli renderò omaggio nelle date evento nella mia città, a settembre”.
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Il nuovo album in uscita il 29 maggio è dedicato a qualcuno in particolare?
“A tutte quelle persone che come me perseverano nell’inseguire i loro sogni, che come me faticano, ma sono alla ricerca della bellezza e di un riconoscimento. Ecco io canto per loro: io ho avuto la fortuna nella mia vita che dopo tanti anni di perseveranza sono riuscito ad arrivare a tanta gente. La dimostrazione che il talento è lavoro quotidiano, va coltivato. Nel disco c'è poi una canzone dedicata a mio padre, scritta anni fa. Non avevo il coraggio di cantarla. Si chiama “Voglio ancora amarti”. Poi c'è un feat bellissimo, mi piace tanto, quello con mio figlio Francesco”.
Sono soprattutto canzoni che parlano d'amore e di sentimenti
“Non riuscirei a parlare di altro perché, anche se alcune delle storie che racconto in questo disco non le ho vissute io personalmente, mi appartengono. L'amore è un motore che non si ferma mai, è un passaporto per l'eternità. Questa volta ho voluto usare un linguaggio molto più diretto perché i tempi cambiano, la comunicazione pure, ma i sentimenti sono sempre quelli: perché tutti ci innamoriamo allo stesso modo, tutti abbiamo sofferto per amore, a vent'anni come alla mia età. E poi c’è, ovvio, Paola (sua moglie da 34 anni, ndr), una storia bellissima che resiste, mi sento un privilegiato per il rapporto che abbiamo costruito, soprattutto di questi tempi. Avere una persona al tuo fianco che si prende cura di te, credo che questo sia veramente un miracolo”.
Anche se tu ti dai da fare in casa, ho letto che ami stirare
“Vero, anche qui in camerino faccio impazzire la mia stylist che appende tutti gli abiti e li sistema. E poi però la vedo stirare. Niente, le strappo il ferro da stiro e faccio io, non so perché, ma mi riconcilia con la concentrazione. Forse dovrei mi dovrei aprire una lavanderia!”
