L'INTERVISTA A TGCOM24

Mario Biondi, il crooner dei record si rimette in gioco

"Prova d’autore", il suo lavoro più intimo e personale, in uscita 10 aprile

di Emanuela Griglié
07 Apr 2026 - 19:03
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Un successo planetario, 38 anni di carriera, 14 dischi pubblicati, dieci figli da quattro compagne diverse. Mario Biondi, il crooner siciliano più famoso al mondo (si è esibito su plachi prestigiosi come la Royal Albert Hall di Londra), si rimette completamente in gioco e debutta con un album per la primissima volta in italiano. Prova d’autore, il suo lavoro più intimo e personale, esce il 10 aprile del 2026. Anno in cui la sua indimenticabile This is What you are festeggia il ventesimo compleanno. In mezzo, un sacco di vita e di canzoni. Racconta a Tgcom24 come è nata questa esigenza. “Avevo proprio voglia di esprimermi nella mia lingua madre, di far vivere questi brani che nella mia testa erano nati in italiano. C’è molto della mia vita, del mio pensiero, delle cose che ho vissuto in questi anni. Un progetto che nasce decisamente da lontano, c’è una canzone che ho scritto addirittura 27 anni fa. Essendo per me una prova molto importante ho voluto prendermela con calma, lavorare bene ai dettagli e cesellare. E l’occasione del ventennale di Handful of Soul mi è sembrato il momento giusto per presentare un Biondi inedito”.

 

Tra i brani più rappresentativi  del nuovo disco c’è ‘Cielo Stellato’, inizialmente presentato per il Festival di Sanremo 2026, ma che è stato scartato.

"Non è stato scelto, non so se ve ne siete accorti. Quando sono stato all’Ariston per duettare con Sayf e Alex Britti,  Carlo Conti è stato gentilissimo e un po’ paraculo. Ammetto di esserci rimasto male. Se ci riproverò?  Come dicono i Pooh: mai dire mai”

Di questo album sei anche autore di testi, musica, arrangiamenti oltre che produttore. Hai voluto fare tutto tu

“Ho voluto monopolizzare un po’ la cosa: ci tenevo a rappresentare le mie idee al cento per cento. Sono innamorato di ognuno di  questi brani.  Tira Sassi - per esempio - nasce dal fatto che sto maturando: mi arrabbio ancora per le critiche ma in maniera diversa, sono più costruttivo.  La parte affettiva è molto legata alla mia famiglia, sia nelle esperienze positive che in quelle negative, come lo scoramento che esprimo ne Il Figlio”.

La tua numerosissima famiglia: dieci figli. Che fai ti fermi? Ma soprattutto come fai a gestire una famiglia extra-large?

“Mia moglie ha detto di sì, che ci fermiamo. I ragazzi hanno dai 29 ai 2 anni, ho finito le camere in casa e poi ho già adottato la fidanzata di mio figlio. Eppure mi ricordo i compleanni di tutti, e pure delle mie ex. Il più grande dei ragazzi fa l’avvocato e mi ha reso nonno di un piccoletto di 5 anni. Mentre le femmine sono più restie a pensare alla maternità. Mia moglie è una parte fondamentale nella gestione di tutto. Quando sono a casa, però, e in questo periodo lo sono stato tanto, cerco di essere molto presente. Faccio pure lavori di bricolage, gioco un sacco con i più piccoli, addirittura apparecchio la tavola e cucino. Insomma, vivo la tribù di cui faccio parte”.

Tu che sei stato criticato pesantemente sui social in passato, cosa ne pensi del divieto agli under 15 di cui tanto si discute ultimamente?

“Da parte mia li ho già vietati. I miei figli non hanno mai avuto un cellulare prima del quell’età. E’ una regola ferrea nella mia famiglia, anche se difficile da gestire: il mondo intorno a noi racconta di bambini che a 8 anni già hanno lo smartphone e ogni tanto i miei figli tornano a casa e me lo chiedono. Ma io voglio che corrano in giardino, che giochino all’aperto. Che facciano insomma quelle cose che per me sono state naturali da piccolo”.

Siete una tribù di musicisti.

“Di appassionati di musica sicuramente, i primi che fanno le recensioni delle mie canzoni sono i figli: questo disco qui i piccoli lo cantano tutto, dall’inizio alla fine. Tutti hanno studiato musica, chi canto, piano o la batteria. Sono fortunato perché alcuni di loro hanno effettivamente talento. E non per forza lo hanno acquisito da me, anche le loro mamme ci hanno messo del loro. Delle due ragazze grandi una - che è anche modella e ha un debutto cinematografico importante in vista - è in tournée con Renato (Zero, ndr), la Zoe ora è in tour con Eros (Ramazzotti, ndr). Il giovane Ray fa produzione di rapper”. 

Album di famiglia prima o poi?

“Chi lo sa, forse Quando andrò in pensione, forse”.

Hai collaborato con alcuni dei più grandi artisti italiani e non. Chi ti è rimasto più nel cuore?

“Per fortuna sono stati veramente tanti. Burt Bacharach, Pino Daniele, Renato Zero, i Pooh, Claudio Baglioni. Ha avuto il privilegio di ricevere un affetto incredibile, dimostrato in maniera così forte. Nel cuore mi resterà per sempre Pino: avremmo dovuto iniziare una tournée insieme ma è venuto a mancare poco prima. Ogni volta che stavo vicino a lui gli dicevo che era un’emozione. Ma lui sminuiva questo fatto, che per me lui fosse una divinità della musica italiana”.

E da maggio il ritorno dal vivo: Mario Biondi aprirà la tournée il 3 dal Teatro San Domenico di Crema per poi proseguire in tutta Italia e in Europa fino alla fine del 2026.