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Noir in Festival 2023: la 32esima edizione tra cinema, letteratura e attualità

Appuntamento a Milano dal 3 all'9 dicembre. L'omaggio a Quentin Tarantino e gli attesi "Kimi" di Steven Soderbergh, con Zoë Kravitz, "Profeti" di Alessio Cremonini, "Silent Night" con Keira Knightley e Lily-Rose Depp

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Torna il Noir in Festival con la 32esima edizione che si svolge a Milano dal 3 all’8 dicembre tra l’ormai tradizionale quartier generale di Università IULM, il Cinema Arlecchino della Cineteca di Milano, la Libreria Rizzoli Galleria.

Il genere verrà scandagliato tra cinema e letteratura, con i nuovi film di Alessio Cremonini, Steven Soderbergh e Park Chan-wook, con il premio Raymond Chandler a Harlan Coben e la presenza, tra gli altri, di Donato Carrisi e Maurizio De Giovanni. L'immagine di quest'anno è un omaggio a Quentin Tarantino che fu protagonista del festival 30 anni fa con "Le Iene". "Quest’edizione del Noir assomiglia alle migliori del nostro passato (non a caso ci siamo rifatti al 1992 per l’immagine dell’anno) ma è attraversata da un dinamismo e da suggestioni inedite che confermano come il noir sia ancora adesso il termometro infallibile del nostro tempo" spiegano i direttori del festival, Marina Fabbri e Giorgio Gosetti.

 

CINEMA - Per la selezione dei film le scelte del Noir in Festival sono in sintonia con il mondo che cambia e le urgenze di un tempo in cui la violenza e gli scontri di civiltà riempiono la scena, di anche gli autori scelti avvertono l’incalzare dell’attualità. Così ad aprire la sezione Concorso Internazionale il nuovo film di Alessio Cremonini, "Profeti", che racconta la drammatica prigionia di una giornalista italiana nei campi militari dell'Isis. Sempre nella prima giornata sarà presentato "Silent Night" di Camille Griffin, con protagoniste Keira Knightley e Lily-Rose Depp.Tra i 13 film della selezione ufficiale (tutti in anteprima italiana) sono numerosi i titoli destinati a suscitare dibattito: dall’iraniano "Subtraction" di Mani Haghighi che fotografa la condizione della donna oggi in Iran a Sashenka di Alexander Zhovna, un thriller ucraino di sapore hitchcockiano sulle devianze e la follia che acquista diverso senso se lo si colloca nel conflitto che sta scavando barriere incolmabili tra due popoli. Ci sono poi il nuovo lavoro di Steven Soderbergh, "Kimi", con Zoë Kravitz, il coreano "Hunt" di Lee Jung-jae (esordio nella regia per l’amatissimo anti-eroe della serie "Squid Game") e il francese "Bowling Saturne" di Patricia Mazuy, denuncia del femminicidio in forma di thriller. Attesi "My Name is Alfred Hitchcock", diretto da Mark Cousins, il canadese "Viking" di Stéphane Lafleur (paradossale satira sul tema del vero e del falso, autentica rivelazione dell’anno dopo il festival di Toronto), "La niña de la comunion" di Víctor Garcia (reduce dal trionfo al festival di Sitges). A chiudere il festival sarà invece il mélo noir "Decision To Leave" di Park Chan-wook, vincitore della Palma d’oro per la migliore regia all’ultimo festival di Cannes.



LETTERATURA - Ospite d’onore dell’anno è Harlan Coben, vincitore del Raymond Chandler Award 2022, riconosciuto maestro non soltanto del romanzo noir ma anche delle serie tv ispirate ai suoi libri. Insieme a lui sono molti gli scrittori di successo attesi nelle giornate milanesi: da Donato Carrisi (ora in libreria con "La casa delle luci") che dialogherà proprio con Coben sull’ultimo romanzo pubblicato "The Stranger", a Maurizio De Giovanni (autore del nuovissimo "Caminito" che segna il ritorno del Commissario Ricciardi), dal celebre giornalista tv spagnolo Vicente Vallés che costruisce un avvincente romanzo di spionaggio sulla storia dei rapporti tra Russia e Occidente in "Operazione Kazan" e lo racconta in dialogo con Aldo Giannuli, a Maria Oruña, che rende esplicitamente omaggio ai classici gialli della “camera chiusa” in un romanzo moderno e originale come "Quel che la marea nasconde". Si festeggia poi il ritorno di Gino Vignali ("I milanesi si innamorano il sabato"), l’esordio nel romanzo noir di una giovane regista di talento come Cinzia Bomoll con "La ragazza che non c’era" e del giornalista Paolo Maggioni con "La calda estate del commissario Casablanca", in dialogo con Luca Crovi e il suo nuovo "ll mistero della torre del parco e altre storie".



OMAGGIO A TARANTINO - Fin dall’immagine dell’anno, firmata dal talento della graphic novel come Paolo Bacilieri, è chiaro il tuffo nel passato che il Noir in Festival si regala rievocando la straordinaria edizione di 30 anni fa quando un giovanissimo Quentin Tarantino fece il suo debutto con "Reservoir Dogs", che sarà proiettato in versione 4k, insieme altri gioielli di quell'edizione.

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