Morgan Freeman, il suo primo album blues a 89 anni
Dal 7 agosto è disponibile l'esordio musicale del popolare attore, che riallaccia il suo rapporto con il proprio genere d'elezione. Il lavoro era stato anticipato da una cover di "Death Letter Blues" un paio di mesi fa
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Non è mai troppo tardi. Uno slogan che ha fatto la fortuna della televisione italiana ma che è stato preso alla lettera da Morgan Freeman. Il popolare attore, dopo essere arrivato a raggiungere il rango di venerabile maestro sul grande schermo e in teatro, ha deciso di togliersi uno sfizio: firmare il suo esordio discografico alla verde età di 89 anni, con un lavoro che è prima di tutto una lettera d'amore al blues del Delta del Mississipi con cui è cresciuto.
Morgan Freeman late boomer
Non è una novità che un attore riscopra una passione per la musica. La lista è lunghissima e conta qualcuno che è riuscito ad avere successo in entrambe le carriere (si pensi a Tom Waits o a Donald Glover aka Childish Gambino) e chi ha vissuto l'avventura fuori dallo schermo come un divertissement (Bruce Willis o il disastroso Steven Segal). Certo in questo caso ciò che colpisce è che Freeman abbia deciso di lanciarsi in una nuova avventura alla soglia dei novant'anni, quando di solito la voglia di sperimentare è andata anche lei in pensione. Forse la voglia di mettersi alla prova con le sette note gli è definitivamente venuta dopo l'uscita Savage Mode II. l'album del 2020 di 21 Savage e Metro Boomin in cui il nostro contribuiva con interventi parlati e parti di narrazione lungo tutto il lavoro. D'altra parte la voce di Morgan Freeman è stata sempre una dei suoi punti forti, che interpretasse Nelson Mandela, un poliziotto disilluso in Seven o persino Dio in persona.
Tutto torna alla foce del Delta
Va poi ricordato che, per essere una star di quel livello, l'esplosione come attore di Freeman è arrivata piuttosto tardi. Stiamo parlando di un professionista che ha fatto il definitivo salto a divo conclamato già in età matura, quando ha iniziato a essere scritturato quasi sempre nel ruolo di vecchio saggio. Anche lui però è stato un tempo un ragazzo, che ingannava il tempo ascoltando gli standard del blues. Proprio in omaggio a quel sé giovane Freeman ha deciso di pubblicare il 7 agosto 2026 Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience, un album composto da 12 tracce che si impegna a ripercorrere l'ultimo secolo di storia del genere. "Ho sentito il blues per la prima volta sul portico di mia nonna nel Delta del Mississippi, e non mi ha mai lasciato", ha dichiarato l'artista in un comunicato un paio di mesi fa presentando il progetto.
Ah went to the crossroad
Un progetto che era stato annunciato a giugno con un singolo speciale: la cover di Death Letter Blues, il classico di Son House reinterpretato ad hoc dal nostro con Taj Mahal. Quest'ultimo assieme a Keb' Mo', Lawrence "Boo" Mitchell e Shemekia Copeland accompagna Freeman in questa avventura, in cui il nostro attempato neofita ha voluto saggiamente farsi accompagnare dal meglio della scena attuale. L’album non è solo una perfetta compilation di classici di altri musicisti blues ma sarà accompagnato da un tour articolato in tre date. L'attore di Mississipi Secrets ha insomma deciso di condividere alla fine quei segreti imparati ascoltando i grandi nomi che si sono formati su quel Delta. Il cerchio può dirsi decisamente chiuso, come canterebbe Robert Johnson (in un brano reinterpretato non a caso qui): "Sì, sono arrivato all'incrocio".
