COMPLEANNO IMPORTANTE

Mel Gibson compie 70 anni e prepara la sua nuova "Resurrezione"

Genio irregolare del cinema americano, tra successi planetari e scandali personali, è al lavoro in Italia al film più atteso e controverso della sua carriera

03 Gen 2026 - 07:19
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C'è chi invecchia cercando il silenzio e chi, come Mel Gibson, sembra, invece, alimentarsi di conflitto. L'attore e regista premio Oscar, figura irriducibile, allergica alle etichette e alle mezze misure il 3 gennaio compie 70 anni. Barba bianca da profeta, dichiarazioni sempre fuori dal coro, una visione del cinema fisica e spirituale insieme: Gibson continua a stare "contro", come se la polemica fosse il suo habitat naturale. E non è un caso che il suo compleanno lo festeggi in Italia, a Matera, impegnato nel massimo riserbo sul set de "La Resurrezione", sequel de "La passione di Cristo", atteso in sala - forse in due parti - nel 2027.

I numeri, nella sua vita, non sono mai stati semplici statistiche, ma ossessioni e simboli. Il primo è quello delle identità: figlio di irlandesi americani, con doppio passaporto statunitense e irlandese, cresciuto in Australia e oggi innamorato dell'Italia, Gibson è un cittadino del mondo che sembra aver trovato tra i Sassi lucani una nuova "terra promessa". Qui, tra pietra e silenzio, il suo cinema visionario assume contorni quasi messianici.

La carriera

 Trenta nomination tra Oscar e Golden Globe, otto vittorie complessive. L'exploit arriva nel 1995 con "Braveheart", cinque Oscar compresi miglior film e regia; la conferma nel 2016 con "Hacksaw Ridge", che gli vale altre due statuette. Premi che certificano una doppia anima: star globale davanti alla macchina da presa, autore radicale e spirituale dietro l'obiettivo. Sessanta film da attore, dieci da produttore, sette da regista: la sua carriera è un susseguirsi di personaggi iconici. Dal guerriero Max Rockatansky al detective Riggs, da William Wallace a Benjamin Martin, passando per "Gallipoli", "Un anno vissuto pericolosamente", "Il Bounty", "Maverick", fino a incursioni più recenti nel cinema commerciale e d'autore. 

La vita privata

 C'è poi il capitolo privato, forse il più tormentato. Sesto di undici fratelli, padre di nove figli avuti da tre compagne diverse, Gibson ha vissuto relazioni lunghe e rotture traumatiche. Dal divorzio miliardario con Robyn Moore, dopo trent'anni e sette figli, allo scontro giudiziario con Oksana Grigorieva, fino alla stabilità alla rottura con l'attuale compagna Rosalind Ross, da cui ha avuto nel 2017 l'ultimo figlio, Lars. Una vita sentimentale che ha spesso alimentato le cronache quanto i suoi film.

Anche il denaro racconta una parabola impressionante: dai 400 dollari australiani del debutto in "Summer City" ai 9mila del primo "Mad Max", fino ai 25 milioni incassati nel 2000 per "The Patriot". Ma ridurre Gibson a una questione di cachet sarebbe fuorviante. Ancora oggi è difficile separare l'attore macho, muscolare e ironico di "Mad Max" e "Arma letale" dal regista pensoso e antimilitarista capace di girare kolossal in lingue antiche come "La passione di Cristo" (in aramaico) o "Apocalypto" (in lingua maya).

Mel Gibson è un uomo che vive di contraddizioni. Da una parte il produttore di successo con la sua Icon, il filantropo, l'imprenditore oculato, il difensore della libertà individuale. Dall'altra l'uomo segnato da eccessi, sanzioni, problemi con l'alcol e comportamenti che gli sono costati processi e isolamento a Hollywood. Oggi, a 70 anni, resta un artista in perenne lotta con sé stesso. Forse è proprio questo a renderlo ancora carismatico e discusso. Le polemiche lo inseguono e, come spesso accade, sembrano precederlo. 

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