David Bowie rivive a teatro in Lazarus con Manuel Agnelli
© Fabio Lovino
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Dal rock indipendente agli esperimenti culturali, fino al… ping pong: il leader degli Afterhours non smette di stupire
Manuel Agnelli © Ufficio stampa
Un compleanno speciale, celebrato con l’ironia che lo contraddistingue. "Questo è l’ultimo che festeggio. Poi faccio come la regina Elisabetta e smetto di contarli": così Manuel Agnelli aveva scherzato in una recente intervista a Rolling Stone. Oggi, 13 marzo, il leader degli Afterhours compie i fatidici 60 anni, 40 dei quali dedicati alla sua musica, costruendo un percorso che lo ha reso una delle figure più influenti della scena italiana.
Nato a Milano nel 1966 e cresciuto a Corbetta, nell’hinterland milanese, Agnelli fonda gli Afterhours nel 1985. Il gruppo diventa presto uno dei punti di riferimento del rock alternativo italiano. I primi lavori sono in inglese, con album come All the Good Children Go to Hell e During Christine’s Sleep. La vera svolta arriva negli anni Novanta con il passaggio all’italiano: prima Germi, poi nel 1997 Hai paura del buio?, disco che è diventato un’icona della scena indipendente.
Nel corso degli anni Agnelli costruisce anche un ruolo importante come produttore e promotore culturale. Collabora con artisti come Cristina Donà e con band come i Verdena, sostenendo una scena musicale lontana dalle logiche del mainstream.
Nel 2001 fonda e dirige il "Tora! Tora! Festival", un progetto musicale itinerante che aveva l'intento di riunire il meglio della scena alternative italiana. Accanto alla musica, continua a sviluppare progetti culturali: tra questi c’è Germi - Luogo di contaminazione, spazio milanese aperto nel 2019 che ospita concerti, incontri e iniziative indipendenti.
Dopo alcune esperienze televisive, Agnelli torna sul palco, il luogo dove si sente davvero a casa. Nel 2022 pubblica il suo primo album solista: Ama il prossimo tuo come te stesso, nato durante il periodo del lockdown e caratterizzato da una scrittura più intima rispetto ai lavori con la band.
Tra i brani spicca La profondità degli abissi, pezzo premiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior canzone originale per il film Diabolik dei Manetti Bros. Dal 2023 è inoltre protagonista della versione italiana dell’opera rock Lazarus, scritta da David Bowie ed Enda Walsh, dove interpreta il personaggio di Newton.
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Negli ultimi anni il musicista ha continuato a portare in giro la sua musica con l’energia che lo ha sempre contraddistinto. Il tour estivo con gli Afterhours ha registrato numeri importanti: quasi 160 mila spettatori. Un risultato che Agnelli racconta con fierezza: "Mi rende orgoglioso il fatto di essere riuscito a vivere con la musica, ancora a questa età, delle sensazioni ancora molto potenti".
Ma a sessant’anni gli obiettivi possono cambiare. E tra musica e progetti culturali c’è spazio anche per una passione inaspettata. "Sto cercando di diventare forte a ping pong sotto la guida di un maestro di livello mondiale come il cinese Yang Min", ha raccontato in un’intervista a Il Giorno. Il suo nuovo traguardo? "Diventare un mostro al tavolo da ping pong". Un sogno curioso, che racconta bene lo spirito di un artista abituato a reinventarsi continuamente.
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