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Lorenzo Baglioni: "Che bello imparare la matematica cantando!"

Il cantautore ha pubblicato "Bella, prof!", album con 12 canzoni dedicate ad altrettante materie scolastiche. Tgcom24 ne ha parlato con lui

Lorenzo Baglioni: "Che bello imparare la matematica cantando!"

Fare ballare e sorridere con materie scolastiche come la matematica, l'italiano o la fisiologia? E' l'obiettivo di Lorenzo Baglioni. Dopo il successo de "Il congiuntivo", brano portato al Festival di Sanremo, il cantautore ha pubblicato "Bella, prof!", con 12 canzoni dedicate ad altrettante materie di studio. "Ho fuso musica e ironia per fare arrivare ai ragazzi il fascino di materie che la scuola spesso rende indigeste" spiega lui a Tgcom24.

Come è venuta l'idea di fare un album così, anche perché l'approccio è ironico ma gli argomenti sono spesso indigesti per i ragazzi...
Parte proprio dal fatto che questi argomenti didattici vengono considerati noiosi dai ragazzi. E avendo insegnato mi sono chiesto come mai argomenti così interessanti non arrivino nella giusta maniera. Forse c'è un errore anche da parte di chi fa didattica. E' impossibile che un argomento affascinante come la matematica venga etichettata con "la matematica non sarà mai il mio mestiere", per citare un altro cantautore...

E quindi?
Quindi proviamo a raccontarle in una maniera diversa ed spostiamoci da un'altra parte. I ragazzi amano la musica e si divertono con i comici? Allora ho pensato di provare a fondere questi due mezzi di comunicazione potentissimi, che sono l'ironia e la musica. E in questo modo ho realizzato delle canzoni didattiche dove ci siano tributi a generi musicali che facciano nascere un contrasto e quindi l'ironia.

Tu sei laureato in matematica ma nell'album tratti di tutto. Come hai scelto le materie da trattare?
Si, io sono laureato in matematica e infatti la prima canzone che è nata era il rap sulla regola di Ruffini. Poi la cosa ci piaceva spaziare nei vari argomenti. Abbiamo preso in considerazione vari parametri: quanto erano fastidiosi per i ragazzi gli argomenti, se c'erano dei clichè. Sceglievamo anche se ci faceva ridere trattarle con un certo genere musicale. Per esempio la canzone che parla della fisiologia del muscolo cardiaco l'abbiamo scelta anche perché il tributo al genere musicale era il reggaeton e ci ha divertito intitolarla "El Corazon". 

Credi che questo esperimento sia replicabile?
Ovvio che si potrebbe, gli argomenti, le materie e i genere musicali non sono infiniti ma c'è un ventaglio ampissimo da cui attingere. Ma per come sono fatto io, la cosa più importante è spiazzare il pubblico. Voglio stare attento a non replicare me stesso. Si potrebbe quindi fare trovando però una chiave diversa che lo renda originale come questo primo capitolo.

Ci sono anche dei feautiring ad hoc...
Tutto è nata giocando con la musica e le parole. E in questo ci piaceva trovare dei tributi tanto ai generi musicali che ad alcuni artisti. Quindi nella canzone punk che parla di geologia ci sono i Rockspring, che sono un tributo agli Offspring. Oppure c'è la Dark Prof Gang, che è un tributo alla Dark Polo Gang.

Ti muovi tra cantautorato e recitazione. Ma come ti definisci?
Una definizione non so darla. Sicuramente vorrei continuare a non fare solo una cosa. Intanto perché mi annoio facilmente, quindi ho bisogno di avere sempre nuovi stimoli. E poi poter spaziare in vari generi di comunicazione ti permette di raccontare lo stesso progetto da angolazioni diverse. Per esempio "Bella, prof!" è al centro di una triangolazione: c'è il disco che te lo fa sentire, ci sarà un programma tv su Sky in cui le canzoni saranno raccontato e viste con dei clip, e poi nel tour sarà raccontato in maniera più teatrale, con piccoli monologhi che introdurranno i pezzi.

Pensi di proseguire con l'insegnamento o ti concentrerai completamente sul versante artistico?
Quando ho lasciato l'insegnamento mi è mancato molto. Però ho saziato un po' questa voglia di didattica con questo progetto. Perché comunque mi permetto di fare quello che facevo prima anche se in una maniera diversa. Ora mi vivo questo momento dove sono riuscito più o meno a fare incontrare queste rette che sembravano parallele, la matematica e il teatro. Magari più avanti tornerò anche a insegnare a scuola.

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