addio alle scene

Judi Dench: "Per colpa di una malattia agli occhi non posso più recitare"

La leggendaria attrice britannica, 91 anni, racconta quanto la degenerazione maculare senile abbia limitato la sua quotidianità, costringendola anche a rinunciare al palcoscenico

23 Ott 2026 - 12:35
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Judi Dench deve fare i conti con una realtà in cui leggere una pagina o riconoscere un volto può diventare un'impresa. L'attrice britannica, icona del teatro e del cinema internazionale, ha raccontato apertamente quanto la perdita della vista abbia cambiato la sua vita, mettendo un freno a quella carriera straordinaria che per decenni l'ha portata sui palcoscenici e davanti alle telecamere di tutto il mondo: "Non posso più stare sul palco. Non posso più recitare in una pièce teatrale. Non posso più fare un film. Non posso più leggere". A parlare è stata la stessa Judi Dench durante un'intervista alla BBC Radio 4.

Non si tratta soltanto di difficoltà legate al lavoro. La vista compromessa incide anche sui rapporti con gli altri, trasformando situazioni ordinarie in momenti potenzialmente imbarazzanti. Dench ha raccontato, con una certa ironia, che talvolta fatica a identificare chi ha davanti e rischia di avvicinarsi alla persona sbagliata, arrivando quasi ad abbracciarla prima di rendersi conto dell’errore.

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Che cos'è la degenerazione maculare senile?

 A Judi Dench è stata diagnosticata nel 2012 la degenerazione maculare senile, una patologia che interessa la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione dettagliata. La malattia può compromettere progressivamente la capacità di leggere, distinguere i particolari e riconoscere i volti, pur senza comportare necessariamente la perdita completa della vista. Nel caso dell'attrice, le conseguenze sono diventate particolarmente pesanti nel corso del tempo. Già in passato aveva parlato degli ostacoli incontrati durante le riprese, spiegando quanto fosse complicato leggere le sceneggiature e orientarsi sul set quando le immagini non risultavano sufficientemente nitide.

La difficoltà di memorizzare le battute attraverso la lettura ha rappresentato un ulteriore ostacolo per una professionista abituata a costruire i propri personaggi attraverso uno studio accurato del testo. Nonostante i tentativi di adattarsi alla situazione, la progressione del problema ha finito per restringere sempre di più le possibilità di lavorare come prima.

Nel corso della conversazione radiofonica, l'attrice ha affrontato anche il tema dell'invecchiamento. A 91 anni, di fronte a una domanda sulla vecchiaia, ha scelto di non indulgere in riflessioni nostalgiche o in discorsi consolatori. "Non c'è assolutamente nulla da dire al riguardo. Non ci penso molto" ha risposto.

Chi è Judi Dench?

 La difficoltà di tornare sul set assume un significato particolare se si considera il percorso artistico di Judi Dench. La sua carriera, iniziata oltre settant'anni fa, attraversa alcune delle pagine più importanti dello spettacolo britannico e internazionale. Nel 1999 ha conquistato il Premio Oscar come migliore attrice non protagonista grazie all'interpretazione della regina Elisabetta I in Shakespeare in Love. Un riconoscimento arrivato per un ruolo relativamente breve, ma capace di lasciare un segno indelebile nella storia del cinema.

Il grande pubblico la ricorda inoltre come M, la responsabile dei servizi segreti britannici nella saga di James Bond. Il suo debutto nel franchise è avvenuto nel 1995 con GoldenEye: con quel personaggio ha contribuito a rinnovare l'immagine del mondo di 007, interpretando una figura autorevole e determinata che ha accompagnato diversi capitoli della serie. Accanto al cinema, il teatro è sempre stato una componente fondamentale della sua identità artistica. Un legame così forte che lo Shaftesbury Theatre di Londra ha annunciato di volerle dedicare il proprio nome, diventando Judi Dench Theatre. Un omaggio che testimonia il peso della sua eredità culturale.

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