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Johnny Depp vince la causa per diffamazione contro l'ex moglie Amber Heard | "La giuria mi ha ridato la vita"

La donna dovrà pagare all'ex marito 15 milioni di dollari di danni, lui dovrà versarne 2

La smorfia e lo sguardo basso: la reazione di Amber Heard alla sentenza

L'attore Johnny Depp ha vinto la causa per diffamazione contro l'ex moglie Amber Heard.

Il verdetto della giuria è stato letto in aula a Fairfax, in Virginia, dopo circa 12 ore di camera di consiglio. Heard dovrà pagare all'ex marito 15 milioni di dollari di danni per averlo diffamato: una cifra inferiore ai 50 milioni chiesti dall'attore, ma più del doppio degli alimenti ricevuti al momento del divorzio. "La giuria mi ha ridato la vita", è stato il commento di Depp.

 


Depp dovrà pagare 2 milioni di dollari a Heard -

Anche Depp dovrà risarcire Amber Heard seppure in misura minore: i giurati hanno assegnato all'attrice 2 milioni di dollari per quando l'avvocato dell'ex marito ha definito "un imbroglio" le sue accuse. La Heard, presente in aula, ha mantenuto lo sguardo basso durante tutta la lettura del verdetto. "La delusione che provo oggi supera qualsiasi parola", ha detto commentando la decisione della giuria. "Avevo portato una montagna di prove, ma non sono state abbastanza per resistere alla sproporzionato potere e influenza del mio ex marito", ha aggiunto, osservando che il verdetto rappresenta "un ritorno all'epoca in cui una donna che avesse osato parlare contro la violenza domestica veniva pubblicamente umiliata".


 



 


Il matrimonio nel 2015 naufragato in pochi mesi -

Il processo ad altissimo contenuto mediatico è durato sei settimane, durante le quali Depp e la Heard si sono fatti a pezzi a vicenda descrivendo, da opposti punti di vista, un matrimonio degli orrori a base di violenze reciproche sotto gli effetti della gelosia di lui, dell'alcol e della droga. Amber e Johnny, che si erano conosciuti nel 2011 sul set di "The Rum Diary", si erano sposati nel 2015, ma l'unione era naufragata quasi subito e nel 2016 lei aveva chiesto il divorzio ottenendo anche un'ingiunzione della magistratura per evitare che l'ex marito le si potesse avvicinare.


 



Lo scambio di accuse -

Chiedendo "almeno" 50 milioni di dollari di danni, Depp ha accusato la Heard di avergli distrutto la carriera e la reputazione con un editoriale sul Washington Post uscito nel dicembre 2018 in coincidenza con il suo film "Aquaman". Nell'articolo, scritto in realtà da avvocati dell'organizzazione per i diritti civili American Civil Liberties Union, Amber si era definita "una figura pubblica che rappresenta la violenza domestica". Dopo oltre un anno di schermaglie legali, l'attrice aveva contro-querelato Johnny, affermando di esser stata diffamata a sua volta quando un avvocato di lui, Adam Waldman, aveva definito "un imbroglio" le sue accuse.


 



 


Depp non era presente in aula -

Sette persone - cinque uomini e tre donne - hanno lavorato al verdetto. Depp non era presente alla lettura della sentenza perché si trova ancora in Gran Bretagna dove martedì ha suonato con Jeff Beck alla Royal Albert Hall di Londra. "A causa di impegni di lavoro presi prima del processo, fisicamente non sarà in aula, ma si collegherà per guardare l'esito della vertenza dal Regno Unito", aveva detto una fonte vicina all'attore. "La sua assenza dimostra quali sono le sue priorità. Johnny suona la chitarra in Gran Bretagna, mentre Amber aspetta un verdetto in Virginia", è stata la replica di un portavoce di Amber Heard. 


 


Il post dell'attore su Instagram: "Il meglio deve arrivare" -

 "Il meglio deve ancora arrivare e un nuovo capitolo ha finalmente inizio. Veritas numquam perit. La verità non muore mai". Così Johnny Depp a conclusione della lettera postata su Instagram dopo la sentenza. L'attore, che cita una massima di Seneca, ha ringraziato il giudice, i giurati e le forze dell'ordine, oltre al suo team legale e ha ringraziato anche i fan in tutto il mondo per "lo straordinario amore e il colossale supporto". "Spero che la mia ricerca della verità possa aiutare gli altri, uomini o donne, che si trovano nella mia situazione", ha aggiunto.


 



 


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