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Ghali leva la maschera e si mette a nudo nel suo nuovo album "DNA"

Il rapper di Baggio presenta il suo secondo album dopo lo strepitoso successo di "Album", triplo disco di platino FIMI

Di cadute e rinascite, viaggi introspettivi e non e maschere da levare per mettersi a nudo racconta "DNA" il nuovo album di Ghali, in uscita oggi con quindici tracce. Tante le collaborazioni con i più affermati beatmaker del nostro Paese da Mace a Mamakass, Merk & Kremont, AVA, Sick Luke, Canova, Zef e Venerus. Tra i feat  Salmo, Soolking, rapper algerino da tempo nell’olimpo degli MC francesi, MrEazi, produttore nigeriano fra i più iconici esponenti della nuova musica africana e infine thaSupreme, enfant prodige della musica hip hop nostrana
 

"Questo disco è un viaggio in tutti i sensi", ha spiegato Ghali: "E c'è dentro il mio DNA. Dopo il tour nei palazzetti sono partito per viaggiare in Europa, America e Nord Africa. Siamo stati un studi con artisti di vario genere e con produttori che hanno lavorato con artisti veramente grandi. Dopo otto mesi di viaggi e scrittura siamo tornati a Milano per organizzare il tutto. Per la prima volta nella mia vita ho scremato molto materiale".

Un viaggio anche e soprattutto introspettivo alla ricerca di risposte, una sorta di diario autobiografico: "In realtà mi sono accorto a un certo punto che non sapevo più cosa dire. Ho deciso di staccare un attimo, ma ogni giorno ne soffrivo. Sapevo però che avevo bisogno di vivere un po' per trovare nuove cose da raccontare. Sono cominciati così i miei viaggi sia di studio musicale ma anche proprio per vacanza. Ho sentito la necessità di allontanarmi dalla mia zona di comfort".

 

E di questo racconta "DNA",  che oltre ad essere un vero e proprio percorso biografico in musica è un viaggio visivo, a cominciare dalla copertina in cui il rapper  si leva la maschera, concetto ripreso nell'esibizione da super ospite a Sanremo 2020, la sera in cui ha inscenato la finta caduta dalle scale dell'Ariston. "Ho avuto delle cadute di recente", ha spiegato l'artista di origini tunisine: "come nel caso della separazione da alcune persone con cui ho lavorato in passato. Ognuno di noi ha delle ambizioni e all'inizio, quando non si ha niente, si combatti tutti per la stessa causa. Poi quando raggiungi dei risultati, le ambizioni cambiano e puo' capitare di non continuare a condividere le idee. La caduta si riferisce anche al mio essere molto pignolo e autocritico, il che mi porta a vedere anche i piccoli errori  come grandi passi falsi. E' stata una caduta con me stesso. Se nell'arte pecco in qualche modo, per me è sempre una caduta".

 

Ghali leva la maschera in "DNA"

 

 I brani alternano elementi urban ad incursioni nel mondo della musica elettronica e beat più legati alla tradizione sonora araba, ma il risultato è quello di essere pop nel senso più nobile in assoluto: per tutti.

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