Fabio Concato torna sul palco dopo la malattia: "Ho avuto paura di perdere me stesso"
Il cantautore milanese annuncia il ritorno ai concerti: "Da certe cose non si guarisce mai, si tengono sotto controllo”. Ripartenza da Milano e Roma
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I fan attendevano da quasi un anno il ritorno sulle scene di Fabio Concato, dopo mesi difficili segnati dalla malattia e da un tumore che, la scorsa estate, aveva fatto temere il peggio. Quel momento è finalmente arrivato. In un'intervista a La Repubblica, il cantautore milanese ha annunciato che debutterà al Teatro Nazionale di Milano l'11 maggio, seguito dalla data del 24 maggio all'Auditorium Parco della Musica di Roma e confessato di non avere mai davvero pensato alla morte, quanto piuttosto alla paura di non riconoscersi più: "Temevo di uscirne stortignaccolo, di dover reimparare a parlare" spiega.
A 72 anni, Concato sceglie parole misurate, fedeli al suo stile sobrio e gentile e rifiuta l'idea di una rinascita spettacolare: "Da certe cose non si guarisce mai, le si tiene sotto controllo" racconta e aggiunge: "Per intanto guido, mangio, dormo, leggo, cammino, rifletto, ricordo. E canto, ho dovuto fare qualche prova per essere sicuro, ma sono quello di prima". Nel racconto della malattia emerge anche una forte riconoscenza verso la sanità pubblica e i medici che lo hanno seguito. Concato parla dell'immunoterapia come di una risorsa decisiva e ringrazia pubblicamente gli specialisti dell'Istituto Tumori e dell'Istituto Besta che lo hanno accompagnato nel percorso di cura. "In certe situazioni curarsi diventa un secondo lavoro se non il primo. E l'immunoterapia è fantastica perché non distrugge cellule indiscriminatamente, ma mirandole. - spiega Concato - Poi, beh, viva la sanità pubblica e dibase. Lo sapevo già dal tempo del Covid, oggi ancora di più. Un servizio competente, attento alla persona".
La decisione di tornare alla musica non è stata immediata. "Fino a un mese fa non sapevo nemmeno se avrei voluto ricominciare" spiega. L'ipotesi di smettere era reale, quasi naturale dopo un'esperienza tanto dura. Poi, lentamente, è riemerso il desiderio del palco. Con una promessa però: meno concerti e ritmi più umani: "In estate mi fermo, non voglio più spremermi come un limone"
La ripartenza da Milano non è una scelta casuale. "È la città a cui devo tutto - spiega il cantautore, che proprio lì ritroverà il suo pubblico dopo undici mesi di assenza. Un pubblico che lui sente vicino quasi come una famiglia - Le mie canzoni hanno accompagnato la vita di tante persone" osserva, convinto che l’affetto ricevuto in questi mesi sia stato fondamentale per reagire. Tra i messaggi che più lo hanno colpito, cita quelli di Eros Ramazzotti, presenza discreta ma costante durante la malattia. "L'affetto di tutti è stato fondamentale" ammette. Ora resta l'emozione del primo passo sul palco. Concato si metterà alla prova con una scaletta lunga, quasi a voler verificare fino in fondo la propria forza ritrovata. "Se non arriverò in fondo, credo che verrò perdonato" scherza con il suo solito garbo.
