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Da Palermo i TreTerzi al secondo album con "Andata e Ritorno": "Comʼè difficile uscire dallʼisola"

La band siciliana, che si è allargata a quattro componenti, invita a salire sul suo "battello di sogni" e a Tgcom24 su gavetta e talent dice...

Da Palermo i TreTerzi al secondo album con "Andata e Ritorno": "Com'è difficile uscire dall'isola"

di Massimiliano Di Dio

Li unisce un'amicizia ultradecennale e anche se nel tempo sono diventati quattro, continuano a chiamarsi TreTerzi. Perché 3/3 in matematica è uguale a 1. Claudio Terzo e Ferdinando Mondada alle chitarre, Nicola Liuzzo alla batteria e l’ultimo arrivato Diego Tarantino al basso, pub dopo pub a Palermo, non hanno mai mollato in nome dell’amore per la musica. E ora esce il loro secondo album “Andata e Ritorno”, prodotto da Patridà Records, produttore artistico Pierpaolo Latina, registrato presso gli MCN studio di Lello Analfino. "E' un vero e proprio viaggio – raccontano a Tgcom24. – Non a caso una traccia del disco si intitola 'Andata' e l’ultima 'Ritorno'. In questo album c’è meno voglia di emergere e più voglia di raccontarsi. A chi lo ascolta, basta mettere in play, ritagliarsi un'oretta di tempo e immaginare di trovarsi su un 'battello di sogni'".

Su internet si trova già il primo singolo: Chi ci salverà.
La regia è di Lino Costa. Lo abbiamo realizzato in pochissimi giorni sfruttando due location: un vecchio magazzino che faceva da “laboratorio” dello “stregone” Lello Analfino, che consegna i nostri alter ego all’apprendista Vincenzo (giovanissimo ma già bravissimo attore) e la spiaggia di Guidaloca (Scopello). Il giovane apprendista farà di noi ciò che vuole immergendoci nella sua bacinella magica e noi, insieme ai nostri poveri strumenti, ci troveremo con l’acqua alla gola.

Alle spalle avete molta gavetta.
La gavetta è come un vinile graffiato che continua a girare sul piatto ma ha sempre bisogno di qualcuno che rimetta la puntina al posto giusto, non lasciandolo incantato allo stesso punto. È proprio questa la bellezza: avere la consapevolezza che non esistono vinili perfetti.

Quanto conta la Sicilia nella vostra musica?
La Sicilia, con il suo mare, i suoi colori e la sua storia, è la base inconsapevole su cui ogni giorno esprimiamo le nostre più intime sensazioni. Vorremo che il resto dell’Italia considerasse di più agli artisti siciliani. La sfortuna/fortuna di trovarci nell’isola più a sud dello Stato diventa penalizzante per chi come noi ha voglia di organizzare delle date fuori. Dobbiamo fare i conti con biglietti aerei che costano un occhio della testa, code interminabili sullo stretto di Messina per imbarcare l’auto. C’è un vivaio non indifferente che pero’ trova immense difficoltà nell’emergere a livello nazionale. Ci auguriamo che qualcosa possa cambiare in futuro ma nel frattempo non molliamo mai e continuiamo a suonare come fosse sempre la prima volta"

I talent sono sempre più una veloce strada per emergere. Che ne pensate?
I talent sono concepiti per il pubblico e a seguire per i giudici, i quali hanno bisogno di promozione, e infine per le Major. Gli artisti, in ordine di importanza, sono l’ultima ruota del carro. La macchina televisiva messa in piedi da mega produzioni ti sostiene in maniera violenta, dandoti una visibilità eccessiva che nel 99,9 % dei casi nessun artista è in grado di mantenere. La visibilità dei talent è circoscritta alla durata del programma con una piccolissima coda a posteriori. Non parteciperemmo mai a un Talent da concorrenti, ma con estrema sincerità, ti dico che questa risposta la do a 37 anni. Piuttosto invitiamo i più giovani a suonare in giro per locali e crearsi una propria identità invece di cercare una strada veloce si, ma al contempo pericolosissima.

E internet, i social... che rapporto avete?
Internet oggi è fondamentale per far sentire la propria voce. Nel bene e nel male è diventato un mezzo al quale non potremmo più rinunciare. I social aiutano a fidelizzare la gente che ti ascolta magari durante un live e poi, una volta a casa, cerca il tuo profilo nella rete. Non bisogna mai lasciare solo il tuo “Follower”, noi gestiamo i nostri profili costantemente.

Con chi vi piacerebbe lavorare?
Purtroppo molti dei nostri idoli non vivono più in questa terra. Le nostre radici artistiche vengono dagli anni ’60 e ’70 con qualche acciaccatura verso gli anni ’90 e 2000: Pink Floyd, Beatles, Rolling Stones, i Chicago ma anche Elvis Presley, Jimi Hendrix, Bob Dylan, Bob Marley. La nostra esperienza trova radici nel mondo del Jazz con artisti come Miles Davis, John Coltrane e Louis Armstrong. Il nostro sogno è essere prodotti da Alan Parson negli studi di Abbey Road… un sogno da niente.

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