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"C’era una volta a... Hollywood", la figlia di Bruce Lee contro Quentin Tarantino

Dopo lʼuscita nelle sale americane del film, la donna si è detta offesa per come il regista ha dipinto la leggenda delle arti marziali

"C’era una volta a... Hollywood", la figlia di Bruce Lee contro  Quentin Tarantino

La figlia di Bruce Lee, Shannon Lee, non nasconde l'amarezza per il modo poco rispettoso in cui suo padre è stato rappresentato in "C’era una volta a... Hollywood" di Quentin Tarantino, uscito nelle sale americane il 26 luglio. "Nel film mio padre è un idiota arrogante e pieno di sé. È stato veramente spiacevole sedermi in sala e ascoltare la gente che rideva in faccia a lui", ha spiegato al sito d'intrattenimento The Wrap.

Nel film la leggenda delle arti marziali è rappresentata in una scena insieme a Cliff Booth, il personaggio interpretato da Brad Pitt. Quest'ultimo, controfigura dell’attore Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), ha uno scambio di parole piuttosto acceso con Lee (Mike Moh), mentre è impegnato sul set della serie tv "Il Calabrone Verde". Si può vedere l’inizio della sequenza anche nel trailer italiano della pellicola.

"Capisco che i due personaggi sono antieroi e questa è una sorta di fantasia su cosa sarebbe potuto succedere tra di loro. E il film ritrae un periodo storico chiaramente segnato dal razzismo e dall’esclusione sociale", ha raccontato Shannon Lee soffermandosi sul trattamento razzista subito dal padre durante la sua epoca d'oro. E ha poi rincarato la dose: "Capisco che vogliono fare del personaggio di Brad Pitt questo super duro che può battere Bruce Lee. Ma non avevano bisogno di trattare mio padre nel modo in cui la Hollywood bianca lo ha trattato quando era in vita. i presenta come uno stronzo arrogante pieno di sè e non come qualcuno che ha dovuto combattere tre volte tanto quanto una di quelle persone per realizzare ciò che è stato dato naturalmente a così tanti altri".

Non è la prima volta che la donna esprime perplessità rispetto al film di Tarantino. A Deadline aveva accusa il regista e la produzione di non averla preventivamente contattata, "sfruttando" la figura del padre.

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