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"Tgcom24Tour" a Bari, sanità e medicina di precisione: azioni e strategie innovative in Puglia

Ospiti della seconda tavola rotonda Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, Franco Locatelli, coordinatore del Cts, Gianluca Farinola, delegato Ricerca e Innovazione Università di Bari, Gaetano Serviddio, direttore Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche Università di Foggia, Fabio Pollice, rettore dell'Università del Salento, Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto della Regione Puglia, Sebastiano Leo, assessore alla Formazione, alle Politiche per il lavoro, al Diritto allo Studio, all'Istruzione e all'Università della Regione Puglia

Sanità e medicina di precisione. Questi i temi della seconda tavola rotonda della tappa a Bari di "Tgcom24Tour". Ne abbiamo parlato con Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, Franco Locatelli, coordinatore del Cts, Gianluca Farinola, delegato Ricerca e Innovazione Università di Bari, Gaetano Serviddio, direttore Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche Università di Foggia, Fabio Pollice, rettore dell'Università del Salento, Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto della Regione Puglia, e Sebastiano Leo, assessore alla Formazione, alle Politiche per il lavoro, al Diritto allo Studio, all'Istruzione e all'Università della Regione Puglia.

Locatelli: "In Puglia investimento per terapie avanzate" - "E' importante investire in ricerca nel nostro Paese così come in tutto il mondo. La ricerca è quanto ci ha permesso di mettere a punto i vaccini in tempi brevissimi e salvare tante vite. C'è una iniziativa per creare una massa critica nella Regione Puglia per un investimento su quelle che potremmo definire le terapie avanzate, cioè terapie con cellule geneticamente modificate per la cura dei tumori o delle malattie ereditarie", ha annunciato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. "Credo - ha aggiunto - che la Regione Puglia possieda tutte le caratteristiche per rappresentare una regione in grado di svolgere un ruolo pilota nello sviluppo di queste terapie avanzate".

 

Il ruolo del Tecnopolo di Lecce - Il Tecnopolo di Lecce è un'iniziativa della Puglia che mette insieme le Università in una strategia complessiva che tende a favorire le sinergie di questi tre grandi atenei con tutti gli altri centri di ricerca più importanti del Paese. È un progetto che ha preso il via sin dall'inizio della prima legislatura della presidenza Emiliano. L'obiettivo è quello - come spiegato dalla Regione di "rendere la Puglia eccellenza nel settore della Biopharma per affrontare, con approcci di ultima generazione, patologie oncologiche e neurologiche facendo crescere al contempo le aziende tecnologicamente avanzate del settore e creando nuove reti, investimenti ed opportunità". Una direzione studiata, programmata e finanziata da Regione Puglia - per un importo complessivo di 25 milioni di euro a copertura sul Bilancio autonomo della Regione per il periodo 2019/2023 - oggi fortemente in linea con molti degli obiettivi previsti dal governo nel Pnrr.

 

La Regione Puglia si è inoltre candidata come capofila del progetto "Biotecnologia, bioinformatica e sviluppo farmaceutico" per la creazione di un hub delle Scienze della Vita. La giunta della Regione Puglia ha nominato, quale coordinatore della proposta progettuale, il dott. Felice Ungaro, Direttore della Struttura Speciale di Coordinamento Health Marketplace della Regione Puglia, autorizzandolo a curare i rapporti con gli enti partner del progetto per la creazione dell'hub e con il Ministero della Salute, compresi quelli relativi alle attività di erogazione del contributo.

 

"Credo che questa sia una straordinaria o opportunità sia per i giovani pugliesi" è il commento di Locatelli. "Il Tecnopolo è per la Puglia un'esperienza trasversale straordinaria. Da un punto di vista geografico, perché coinvolge tutto il sistema della ricerca pugliese, e da quello delle verticali coinvolte: la formazione e la ricerca, lo sviluppo economico, la sanità. E' un’esperienza virtuosa, frutto di un'attività di programmazione che è poi quello che la politica dovrebbe fare", ha spiegato Stefanazzi.

 

Il contributo delle università - "In Puglia ci sono i presupposti per costruire ricerca di eccellenza. C'è una grande sinergia tra le università. Non c'è quella competizione che a volte c'è sul territorio. Se c'è è positiva e ha portato a risultati straordinari - ha commentato Leo -. Un esempio per tutta l'Italia". 

 

Come l'Università di Bari contribuisce a questo ecosistema - "Stiamo vivendo un momento speciale - ha dichiarato Farinola -, in cui abbiamo saputo fare di un periodo di crisi una grande occasione di rilancio. L'Università di Bari è un mega ateneo, con oltre 40mila studenti e 1.500 professori, e ha una lunga tradizione nelle scienze di base e mediche.

 

"L'Università è il volano di spinta. Quindi oggi il Pnrr guarda subito all'Università perché sa investire le risorse, sa fare i progetti e capire - è invece il commento di Serviddio - La mia idea di questa Puglia è che passi da essere il tacco dell'Italia al ponte dell'Europa".

 

"Quello che sta accadendo in questa Regione è che le università sono in competizione, ma prevale lo spirito collaborativo perché sappiamo che facendo rete possiamo rispondere meglio alle esigenze dei nostri studenti, possiamo costruire insieme il futuro della Puglia e del Paese", ha concluso Pollice.

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