Milano-Cortina 2026: Mario, il volontario più anziano
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In occasione della cerimonia di chiusura di Milano-Cortina 2026, salirà sul palco dell'Arena di Verona, a pochi passi da casa sua, da protagonista
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Nel 1956 assistette per la prima volta alle Olimpiadi di Cortina. Dopo 70 anni torna ad assistere ai Giochi Olimpici ma con un ruolo del tutto speciale. In occasione della cerimonia di chiusura di Milano-Cortina 2026, salirà sul palco dell'Arena di Verona da protagonista: Mario Gargiulo infatti il volontario più anziano di questa edizione dei Giochi.
Gargiulo vide per la prima volta le Olimpiadi ai Giochi Invernali del 1956 a Cortina d’Ampezzo. Aveva solo 20 anni e stava viaggiando per la prima volta verso nord dalla sua città natale, Napoli. Ricorda ancora di aver dormito in una stanza senza riscaldamento, di essere rimasto incantato dal pattinaggio artistico e dal pattinaggio di velocità e i essersi innamorato della varietà di bandiere e popoli provenienti da tutto il mondo.
"Lo sport è un legame comune per tutti", ha spiegato all'Associated Press. "Dopo un po', anche se non conosci bene lo sport che stai guardando, finisci per appassionarti".
Sorride Mario, riguardando le vecchie foto che lo ritraggono proprio in quel periodo della sua vita e sottolinea: "Il mio passo, il mio ritmo, sono un po' rallentati. Ma il mio cuore batte ancora allo stesso modo."
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Quel viaggio a Cortina lo ha segnato profondamente tanto che, dopo essersi sposato con una donna americana, ha scelto proprio la stessa meta per il suo viaggio di nozze.
I successivi 27 anni Mario li ha passati in giro per il mondo: dopo essersi arruolato nell'esercito degli Stati Uniti inizia la sua carriera militare che, grazie anche alla conoscenza delle lingue, lo porta in Corea, in Vietnam, in Germania e in Russia. Nel 1994 si congeda e poi arriva a Verona, dove vive stabilmente da venticinque anni.
Quando si è candidato come volontario per Milano-Cortina 2026, è stato tra i primi su 18.000 persone a iscriversi e all'incontro preparatorio nella città scaligera spiccava tra tutti.
"Erano tutti ragazzi e ragazze di 20 o 25 anni e mi guardavano in modo un po' strano", ha detto ridendo. Sperava di essere assegnato a Cortina o a Milano, ma gli organizzatori gli dissero: "Abbiamo un piano diverso per lei".
Quel piano si è rivelato qualcosa di davvero speciale: un ruolo da protagonista nella cerimonia di chiusura nell’antica Arena di Verona, a pochi passi da casa sua.