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Traffico di esseri umani, il Parlamento europeo chiede misure più dure

I deputati avvertono che la situazione è peggiorata con la pandemia di Covid e denunciano l'aumento di annunci online di servizi ai danni delle vittime della tratta e di pornografia infantile

E' uno dei crimini in più rapida espansione. E rappresenta la seconda entrata per il crimine organizzato, subito dopo il traffico di droga. Parliamo del traffico di esseri umani. Il Parlamento Ue ha presentato una risoluzione nella quale valuta l'efficacia della direttiva anti-tratta del 2011 e chiede misure più dure contro il fenomeno. In particolare, i deputati vogliono che venga rafforzata la protezione per le vittime e posta fine all'impunità dei trafficanti. Inoltre, avvertono che la situazione è peggiorata dall'inizio della pandemia e denunciano l'aumento di annunci online di servizi ai danni delle vittime della tratta e di pornografia infantile.

 

I numeri - Tra il 2017 e il 2018 i Paesi membri dell'Ue hanno segnalato più di 14mila vittime del traffico di esseri umani, di cui il 72% rappresentato da donne e ragazze. Non basta. Il 22% di costoro (ovvero poco meno di un quarto del totale) è costituito da bambini, il 60% delle vittime registrate sono state coinvolte nello sfruttamento sessuale, il 15% costrette a lavori forzati di altro tipo, un altro 15% all’accattonaggio e alla servitù domestica. In alcuni casi si parla addirittura di prelievo di organi. Circa metà delle vittime (il 49%) proviene da un altro paese Ue.

 

Un quadro drammatico, insomma, reso ancora più insopportabile dalla feroce determinazione dei trafficanti (perlopiù uomini appartenenti all’Unione europea) ad approfittano della vulnerabilità delle vittime per un guadagno economico ingannandole o costringendole alla prostituzione, al lavoro forzato (come nel lavoro domestico, agricolo o delle costruzioni) o ad altre forme di sfruttamento.

 

Le richieste del Parlamento Ue - Dopo aver analizzato punti di forza e limiti della direttiva anti-tratta risalente al 2011, i deputati del Parlamento Ue hanno espressamente chiesto misure più dure da applicare contro la tratta di esseri umani, chiedendo dunque uno sforzo maggiore soprattutto per quanto concerne la protezione di donne, bambini e migranti.

 

Dopo aver poi stigmatizzato in modo netto la completa assenza di dati concreti e dettagliati sulla portata della tratta di esseri umani in Ue, i deputati hanno dunque invitato tutti i Paesi membri a rafforzare la cooperazione nei confronti di crimini il più delle volte transnazionali.

 

I dettagli - Di seguito le richieste più salienti presenti nella risoluzione approvata con una larga maggioranza di 571 voti favorevoli:

 

- modificare la direttiva anti-tratta per far sì che i Paesi dell'Ue possano criminalizzare esplicitamente l'uso consapevole di tutti i servizi prestati e forniti dalle vittime della tratta;

 

- garantire che le procedure anti-tratta e quelle di asilo siano interconnesse, deplorando il fatto che le esigenze specifiche delle vittime come le persone LGBTI, le persone con disabilità e le persone appartenenti a gruppi razziali, inclusa la comunità Rom, siano spesso trascurate;

 

- sviluppare misure specifiche per la protezione e l’assistenza dei bambini coinvolti nella tratta;

 

- trattare la questione dell'uso delle tecnologie online, sia nella proliferazione che nella prevenzione della tratta. Internet, i social media e le nuove tecnologie sono infatti spesso utilizzati per reclutare e attirare le potenziali vittime, compresi i bambini.

 

"La tratta di esseri umani viola la vita, l'integrità fisica e mentale, la libertà sessuale e la dignità umana. Disumanizza gli individui e li trasforma in oggetti da vendere. Prende di mira soprattutto le donne e le ragazze che vengono usate dagli uomini per lo sfruttamento sessuale. L'allarmante aumento del traffico di bambini, inoltre, colpisce soprattutto i migranti senza documenti. Chiediamo alla Commissione di rivedere la direttiva anti-tratta in modo che gli Stati membri criminalizzino esplicitamente l'uso di servizi forniti da vittime della tratta”, ha dichiarato la correlatrice Maria Soraya Rodriguez Ramos, deputata spagnola del gruppo parlamentare Renew.

 

Le fa eco il correlatore Juan Fernando López Aguilar (S&D): "Questo crimine è aumentato a causa della crisi del Covid-19 e gli strumenti online sono sempre più utilizzati per intrappolare le persone. Chiediamo alla Commissione di rivedere la direttiva anti-tratta, in modo che tutti gli Stati membri criminalizzino esplicitamente l'uso dei servizi forniti dalle vittime della tratta. Dobbiamo sostenere e aiutare le vittime, e garantire la fine della cultura dell'impunità che circonda questo crimine transnazionale".

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