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Sondaggio Eurobarometro: gli europei hanno un'immagine positiva dell'Ue, ma vogliono riforme

Altro dato (purtroppo) significativo: più della metà degli europei ha percepito o prevede un impatto del Covid-19 sulle finanze personali

Covid, il 74% dei cittadini vuole che l'Ue abbia più competenze per affrontare le crisi

Otto intervistati su dieci a livello europeo sono al corrente di cosa sta facendo l'Ue per affrontare le conseguenze della pandemia. E' quanto emerge da un nuovo sondaggio Eurobarometro, commissionato dal Parlamento europeo e condotto tra marzo e aprile. I risultati del sondaggio indicano poi un forte sostegno all'Unione e un ampio consenso sul fatto che le sfide globali come la pandemia di Covid-19 siano affrontate più efficacemente a livello europeo.

Statistiche? Certo, ma non solo. I numeri che emergono dal sondaggio Eurobarometro tastano il polso dell’Europa in questa sorta di terribile anno zero segnato dalla pandemia. E parlano di donne e di uomini, di necessità per il presente e di progetti per il domani. Numeri che danno del tu alle incertezze di oggi, certo, ma senza compromettere la fiducia nell’Unione europea. Scorriamo allora insieme i numeri più significativi:

 

Covid - E’ lo spauracchio d’elezione, il catalizzatore di incertezze e paure che vanno dalla salute individuale ai contraccolpi subiti dalle finanze personali. Il 31% degli europei ha visto la propria situazione finanziaria personale colpita negativamente dalla pandemia, mentre il 26% si aspetta che ciò si verifichi nel prossimo futuro. A livello Ue, si ottiene così una maggioranza del 57% (31 più 26), mentre a livello nazionale si registrano importanti variazioni. In Italia, l’impatto finanziario della pandemia è percepito in maniera più forte, con il 45% che afferma di averne già subito gli effetti e il 31% che prevede di subirne in futuro. Solo il 23% (rispetto alla media Ue del 42%) afferma che il proprio reddito non sarà toccato dal Covid.

 

Ottimismo - Sebbene i colpi inferti dalla pandemia siano stati terribili, la maggioranza degli europei intervistati (58%) ritiene che i benefici per la salute derivanti dalle misure di restrizione superino i danni economici che potrebbero aver causato. Un bel cambio di prospettiva, quest’ultimo, rispetto ai dati emersi dal sondaggio dell’autunno 2020, laddove si stimava che i danni economici fossero maggiori rispetto ai benefici per la salute. L’Italia è invece divisa in due: il 49% degli intervistati crede in un impatto positivo generato dalle misure per la salute pubblica, mentre il 50% ritiene che i danni a livello economico superino i benefici sanitari.

 

Consapevolezza - Otto europei su dieci hanno sentito, visto o letto di misure e azioni avviate dall'Ue per rispondere alla pandemia. E  quasi la metà dei cittadini europei (48%) è consapevole di quali siano queste misure. Il 48% dei cittadini Ue che ne è al corrente si dice soddisfatto delle misure, mentre il 50% esprime un parere opposto. Allo stesso modo, solo il 44% dei cittadini è soddisfatto del grado di solidarietà interna tra gli Stati membri nel combattere la pandemia. In Italia, il grado di soddisfazione per le azioni messe in campo dall’Unione europea è più o meno in linea con la media europea: il 48% si dice soddisfatto, mentre il 51% esprime riserve.

 

L’immagine positiva dell’Ue - E’ quella che emerge dal sondaggio con uno dei risultati più brillanti in termini percentuali dell’ultimo decennio. In media, quasi un cittadino europeo su due (48%) vede positivamente l’Ue, il 35% ha un'immagine neutra, mentre solo il 17% esprime un’opinione negativa. La combinazione della visione dei cittadini, talvolta critica, sulle misure concrete adottate per affrontare la crisi con la tendenza positiva a lungo termine sul sostegno di fondo all'Unione europea, spiega anche la netta e costante richiesta di riforme: il 70% degli intervistati dichiara di essere infatti generalmente a favore dell'Ue, tuttavia, meno di un quarto degli europei (23%) si dice a favore dell'Ue "per come è stata realizzata finora". E quasi la metà degli intervistati (47%) si dichiara "favorevole all'Ue, ma non nel modo in cui è stata realizzata finora".

 

Le priorità degli europei - Il 76% degli italiani desidera che l'Unione europea acquisisca maggiori competenze per affrontare le crisi come la pandemia di Covid-19, mentre il 22% si trova in disaccordo. Una percentuale di favorevoli decisamente alta, sebbene registri un leggero calo rispetto al sondaggio del 2020 (4 punti percentuali in meno). A livello Ue, la percentuale dei favorevoli a maggiori competenze è leggermente più bassa (74%).

 

Alla domanda infine su quali siano gli aspetti a cui l'Ue dovrebbe dare priorità nell'affrontare la pandemia, gli europei mettono al primo posto il rapido accesso a vaccini sicuri ed efficaci per tutti i cittadini (39%). Stessa tendenza espressa anche dagli intervistati italiani con più o meno la stessa percentuale (37%).

 

E per l'Italia...- ...la prima priorità per l’azione dell’Unione europea è quella di aumentare le risorse per lo sviluppo di trattamenti e vaccini (39%, contro il 29% a livello Ue). La terza priorità italiana, anche qui con percentuali decisamente più alte della media Ue, è rappresentata dallo sviluppo di una politica sanitaria europea (34% rispetto al 25% della media europea). Le altre priorità sono: stabilire una strategia di crisi europea (28% a livello Ue, 23% in Italia) e sostenere l’accesso universale ai vaccini (25% in Italia, 23% in Ue).

 

La salute pubblica in primo piano - E’ ciò che emerge dalle risposte della stragrande maggioranza dei cittadini italiani che hanno partecipato al sondaggio (il 75%, rispetto alla media Ue del 49%). Seguono le misure a sostegno dell'economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro (54% in Italia, 39% a livello Ue), la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale (36% in Italia, 39% in Ue) e l'azione contro il cambiamento climatico (24% in Italia, 34% nella media Ue).

 

Il sondaggio - L'Eurobarometro del Parlamento europeo primavera 2021 è stato condotto tra il 16 marzo e il 12 aprile 2021 nei 27 Stati membri dell'Unione europea. Il sondaggio è stato condotto di persona e completato con interviste online, ove necessario, a causa della pandemia. In totale sono state condotte circa 26.669 interviste.

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