Scoperti oltre cento pianeti esterni al Sistema Solare con l'aiuto dell'Ia
Il sistema di IA chiamato Raven ha passato in rassegna i dati raccolti dal telescopio spaziale Tess. La ricerca è stata condotta dall'Università britannica di Warwick
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Sono più di cento i pianeti esterni al Sistema solare la cui esistenza è stata confermata con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, che ha passato in rassegna i dati raccolti dal telescopio spaziale Tess della Nasa. Dei nuovi pianeti fanno parte trentuno finora mai identificati.
La ricerca, condotta dall'Università britannica di Warwick, è pubblicata in tre articoli sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il cacciatore di mondi alieni Tess è specializzato nel registrare le oscillazioni che avvengono nella luminosità di una stella quando un pianeta transita contro il suo disco. Sono i dati relativi a queste osservazioni che i ricercatori hanno fatto analizzare al sistema di IA chiamato Raven: ne ha esaminate più di 2,2 milioni, raccolte nei primi quattro anni di vita operativa di Tess, focalizzandosi soprattutto sui pianeti che orbitano più vicino alla loro stella, percorrendo un'orbita in meno di sedici giorni.
"Utilizzando il sistema Raven siamo stati in grado di validare la scoperta di 118 esopianeti e di individuare oltre duemila candidati esopianeti, mille dei quali completamente nuovi", dice la prima autrice di uno degli articoli, la spagnola Marina Lafarga Magro dell'Università di Warwick. "È uno dei campioni meglio caratterizzati di pianeti con un'orbita ravvicinata e in futuro ci aiuterà a identificare i sistemi più promettenti", ha aggiunto.
I risultati dello studio
Tra le informazioni più importanti ci sono quelle relative ai pianeti che orbitano attorno alle loro stelle in meno di ventiquattro ore, ai pianeti del cosiddetto "deserto neptuniano", che si trovano cioè in una regione nella quale si ritiene che i pianeti simili a Nettuno dovrebbero essere molto rari, e ancora sistemi nei quali più pianeti sono su orbite vicine alla loro stella. Dall'analisi dei dati è emerso inoltre che circa il 10% delle stelle simili al Sole ospitano almeno un pianeta che percorre un'orbita ravvicinata e che i pianeti simili a Nettuno si trovano intorno ad appena lo 0,08% delle stelle simili al Sole.
In particolare, il sistema Raven aiuta a capire se l'attenuazione della luminosità di una stella sia effettivamente causata da un pianeta o da un'altra causa. "Abbiamo addestrato modelli di apprendimento automatico per identificare schemi nei dati che possono indicarci il tipo di evento rilevato", osserva Andreas Hadjigeorghiou dell'Università di Warwick, che ha guidato lo sviluppo di Raven. Quello che l'IA ha permesso di ottenere non è una lista di pianeti, ma uno strumento "sufficientemente affidabile da poter essere utilizzato come campione per mappare la prevalenza di diversi tipi di pianeti attorno a stelle simili al Sole", ha detto David Armstrond, coautore degli articoli.
