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Artemis, lanciato il razzo del ritorno alla Luna

Dopo una lunga attesa, inizia così una missione nella quale anche la tecnologia europea e quella italiana rivestono un ruolo di primo piano

Tgcom

Lanciato il razzo Sls di Artemis 1, la prima missione senza equipaggio del programma, diretta all'orbita lunare.

Il lancio dello Space Launch System della Nasa è avvenuto dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral. Dopo una lunga attesa, inizia così una missione nella quale anche la tecnologia europea e quella italiana rivestono un ruolo di primo piano. A settembre era stato annullato il secondo tentativo di lancio.

La missione Artemis 1 sta procedendo come previsto: a circa due minuti dal lancio, avvenuto dalla piattaforma 39B del Kennedy Space Center, in Florida, i razzi a propellente solido (Solid Rocket Boosters), i più grandi di questo tipo mai costruiti, si sono separati, per cadere dopo pochi minuti nell'oceano Atlantico. Quindi il motore principale si è spento e lo stadio principale del razzo Sls (Space Launch System) si è separato, cadendo nell'oceano Pacifico. Si sono dispiegati come previsto i quattro pannelli solari della capsula Orion, costruita dalla Lockheed Martin per la Nasa e il cui modulo di servizio European Service Module è stato realizzato dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa). 

 

Direzione Luna - Una volta completati questi passaggi Artemis ha lasciato l'orbita terrestre e si è inserita nella traiettoria verso la Luna, grazie alla spinta ricevuta dallo stadio superiore del razzo Sls. È il secondo momento cruciale della missione, dopo il lancio. "È un momento importante perché il veicolo si è svincolato dalla Terra e si trova ora nella traiettoria finale che permetterà di arrivare nelle vicinanze della Luna e di fare altre manovre per l'ingresso nell'orbita lunare", ha detto Bernardo Patti, responsabile dei programmi di Esplorazione dell'Esa.

 

Il Modulo europeo - Il compito del Modulo di servizio europeo è fornire elettricità, propulsione, controllo termico, aria e acqua al veicolo; i pannelli fotovoltaici e le unità di controllo e distribuzione della potenza sono stati realizzati in Italia da Leonardo, mentre la Thales Alenia Space (joint venture Thales 67% e Leonardo 33%), ha curato la struttura e i sottosistemi critici del modulo, compresa la protezione dai micrometeoriti e il controllo termico. Oltre alla partecipazione al modulo di servizio di Orion, a rappresentare l'Italia nella missione Artemis 1 c'è il piccolo satellite Argomoon, realizzato per l'Asi dall'azienda Argotec di Torino.

 

La missione - Il lancio, dalla Florida, porta gli Stati Uniti un passo più vicino a riportare gli astronauti sulla superficie lunare per la prima volta dalla fine del programma Apollo, 50 anni fa. Se tutto andrà bene nelle tre settimane di volo, il razzo spingerà una capsula vuota dell'equipaggio in un'ampia orbita intorno alla Luna. La capsula dovrebbe poi tornare sulla Terra con un ammaraggio nel Pacifico a dicembre. La Nasa spera di inviare quattro astronauti intorno alla Luna con il prossimo volo, nel 2024, e di farvi atterrare degli esseri umani già nel 2025.

 

Artemis 1 - Artemis 1 è il più grande razzo mai costruito dalla Nasa: il suo viaggio dalla Terra alla Luna, con rientro nell’Oceano Pacifico tramite ammaraggio, durerà circa 25 giorni. La missione è quella di portare Orion su un'orbita retrograda attorno alla Luna, in preparazione di un futuro rendezvous tra una navicella con equipaggio e un asteroide presente sulla stessa traiettoria. Il volo di collaudo è il primo del razzo vettore SLS e ha lo scopo di dimostrare l'affidabilità del mezzo e dei sistemi dell’Orion, e di collaudare lo scudo termico in un rientro ad altà velocità. E anche se la missione non avrà persone a bordo, la capsula sarà dotata di un sistema di supporto vitale completo e funzionante. Il modulo di servizio, che fornirà propulsione, energia elettrica, termoregolazione e supporto vitale al modulo dell'equipaggio, è sviluppato da Esa e costruito da Airbus Defence and Space.

 

Il nanosatellite italiano - A bordo del razzo anche ArgoMoon, nanosatellite italiano realizzato da Argotec col coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana, unico mezzo selezionato dalla NASA tra quelli europei proposti. Il nanosatellite scatterà immagini della missione EM1 e testerà nuovi sistemi di comunicazione.

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