COMPITI FUORI TEMPO MASSIMO

Da oggi, stop al tele…compito per le vacanze: ma (spesso) i prof disattendono il divieto usando il registro elettronico

Il Ministero dell’Istruzione chiede di non usare il registro elettronico per inviare esercizi last-minute durante i giorni di pausa. Ma il "diritto alla disconnessione" di studenti e famiglie resta un miraggio

02 Apr 2026 - 14:30
 © istockphoto

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Parafrasando un vecchio tormentone di stampo calcistico, "compito è quando campanella non è suonata": ovvero gli esercizi per casa vanno assegnati durante le ore di lezione e trascritti sul registro elettronico, mentre gli studenti - soprattutto i più piccoli - li annotano sul diario.

Questo è almeno quello che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha caldamente consigliato ai docenti con la nota prot. 2443 del 28 aprile 2025: un documento fondamentale per tutelare il diritto alla disconnessione di studenti, famiglie e anche docenti. Soprattutto in occasione delle soste più lunghe.

In un mondo ideale in cui le circolari ministeriali vengono applicate, dunque, da oggi partirebbe lo stop al tele…compito per le vacanze di Pasqua: l’inizio della pausa didattica dovrebbe, infatti, coincidere con una calma piatta sul fronte delle assegnazioni da svolgere in vista del rientro. 

Purtroppo, però, sempre più spesso a spezzare la serenità del periodo di stop alle lezioni ci pensa il "trillo" del registro elettronico o la notifica sul gruppo WhatsApp della classe: sono i professori che, a scuole ormai chiuse, assegnano nuovi compiti, letture o ricerche. Da aggiungere a quelli commissionati prima dei saluti in classe.

Cosa dice il Ministero: le regole sulle assegnazioni

A fare chiarezza sulla questione, sempre più oggetto di dibattito, come detto è intervenuto lo scorso anno direttamente il Ministero dell'Istruzione e del Merito con la nota prot. 2443 del 28 aprile 2025.

Il documento, firmato dal Ministro Giuseppe Valditara, raccomanda ai prof che “l’assegnazione di compiti e attività di studio da svolgere a casa, siano accuratamente pianificate da ciascun insegnante”. Evitando, inoltre, che i compiti “siano consegnati sul registro elettronico in serata per l'indomani". E invitando a favorire la loro annotazione "sul diario personale/agenda degli studenti", rendendoli "parte integrante della lezione stessa".

Il messaggio è chiaro: l'assegnazione deve avvenire in presenza, guardando i ragazzi negli occhi, non attraverso un caricamento telematico a posteriori. Questo per garantire "una migliore organizzazione del tempo da dedicare allo svolgimento dei compiti pomeridiani, soprattutto in concomitanza con giornate festive" e per tutelare la scuola come contesto che deve "creare le condizioni di serenità e fiducia per lo sviluppo armonico della personalità" degli studenti.

Obbligo o suggerimento? L'alibi dell'autonomia didattica

Nonostante la chiarezza dell'indirizzo ministeriale, però, molte famiglie si scontrano con un muro di gomma. Il motivo risiede nel fatto che la nota non è un divieto assoluto o una legge inderogabile, ma “solo” una forte raccomandazione.

Anche perché c’è una fonte normativa di rango superiore - il DPR n. 275/1999, sull'autonomia didattica - che garantisce ai docenti un certo margine di discrezionalità, lasciando loro ampi margini decisionali sulla valutazione e sulle metodologie da adottare, anche riguardo ai compiti per casa.

Tuttavia, quando un insegnante sfrutta i mezzi digitali per assegnare esercizi a vacanze già iniziate, rischia fortemente di travalicare le proprie competenze. Ponendosi su quel confine che separa il legittimo esercizio dell'autonomia didattica da una vera e propria invasione del tempo privato, minando il diritto al riposo del minore e la libertà di organizzazione della famiglia. Una sorta di "maleducazione digitale" che impedisce il reale distacco dalle incombenze quotidiane.

I precedenti non fanno sperare: i dati di Skuola.net

Ad affievolire ulteriormente le speranze che queste indicazioni di buon senso vengano rispettate in occasione di queste festività pasquali ci sono, poi, i precedenti. Anche quelli successivi alla nota.

Come segnalano i vari monitoraggi sul tema effettuati dal portale Skuola.net in occasione delle soste scolastiche più lunghe, le assegnazioni fuori tempo massimo sono ormai un malcostume diffusissimo.

Basta guardare, ad esempio, allo scorso anno: nell'estate 2025, meno della metà degli studenti (il 44%) è riuscita a salvarsi da compiti "extra" arrivati a lezioni ultimate.

Ancora peggio è andata durante le ultime vacanze di Natale, quando ben 7 studenti su 10 hanno detto di aver ricevuto tramite registro elettronico, mail o chat almeno una parte dei compiti, nel bel mezzo delle festività. E per oltre un quarto degli alunni (26%) la maggior parte del carico di studio è stata commissionata proprio a vacanze in corso.

Genitori e Intelligenza Artificiale: chi fa davvero i compiti?

Le conseguenze di questa dinamica si riversano, inevitabilmente, sull'ecosistema familiare, vanificando al tempo stesso lo scopo pedagogico dell'esercizio autonomo. Perché, di fronte a moli di compiti percepite come eccessive, le "scorciatoie" diventano quasi una necessità.

Non a caso, sempre secondo i dati di Skuola.net riferiti alle scorse vacanze di Natale, tra i ragazzi delle scuole superiori ben il 52% ha ammesso di aver delegato parte del lavoro all'Intelligenza Artificiale.

Per i più piccoli (scuole medie), invece, il salvagente resta la famiglia: quasi un alunno su due (48%) ha dovuto chiedere l'aiuto diretto di genitori e parenti per chiudere le pratiche in tempo per il rientro in classe senza dover rinunciare a un po’ di svago.