LA CLASSIFICA

Università 2022/2023, da Bologna a Camerino, passando per Pavia e Siena: ecco dove sono i migliori atenei d'Italia secondo il Censis

Tra i “mega” atenei statali svetta l’Alma Mater di Bologna, mentre Pavia e Siena ottengono il primo posto rispettivamente tra i “grandi” e i "medi" atenei. Camerino premiata nella categoria dei "piccoli" atenei

11 Lug 2022 - 15:39
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Bologna, Pavia, Siena, Camerino. Ma anche Padova, Roma, Perugia, Sassari, Trento, Cosenza e Macerata: eccole le città verso cui, a seconda delle esigenze e del tipo di “vita accademica” che si vuole sposare, dovrebbe orientarsi uno studente in procinto di iscriversi all’università. Perlomeno è ciò che “consiglia” il Censis con la sua classifica 2022/2023 delle migliori università italiane.

L’istituto di ricerca, infatti, ogni anno all’inizio dell’estate mette in fila gli atenei del nostro Paese, dividendoli per dimensioni e tipologia - comprese le “private” - e assegnando a ognuno un punteggio, frutto di vari parametri (come, ad esempio, i servizi, le strutture, le prospettive occupazionali). Il portale Skuola.net ha riassunto le varie graduatorie, segnalando le prime della classe.

"Mega" atenei statali: la spunta Bologna

Iniziamo dalla categoria “mega” atenei statali, ovvero quelle università che accolgono oltre 40mila iscritti, le più caotiche ma probabilmente anche le più importanti d’Italia. La prima posizione, quest’anno, confermando quanto fatto dodici mesi fa, è occupata dalla “Alma Mater” di Bologna - vera e propria istituzione italiana - con un punteggio complessivo di 89,8. Anche gli altri due gradini del podio, però, sono conquistati da atenei blasonati: al secondo posto c’è l’Università di Padova (con 88,0 punti), al terzo troviamo “La Sapienza” di Roma (con 86,5 punti). Sale in quarta posizione l’Università di Pisa, che con un punteggio di 85,2 sopravanza l’Università di Firenze, che retrocede al quinto posto (totalizzando 84,3). Avanza di due posizioni l’Università “Statale” di Milano (82,7 punti), che passa dall’ottava alla sesta posizione. L’Università di Palermo si conferma settima, a pari merito con l’Università di Torino (entrambe raccolgono 80,8 punti). Chiudono la top10 dei mega atenei l’Università di Bari e la Federico II di Napoli.

"Grandi" università pubbliche: Pavia spodesta Perugia

Lo scaglione successivo della classifica Censis delle università italiane 2022/2023 passa in rassegna i “grandi atenei” pubblici (con un numero di iscritti che oscilla tra i 20mila e i 40mila). Qui a primeggiare è l’Università di Pavia, che arriva a quota 91,0 punti e riesce nell’impresa di scalzare dalla vetta l’Università di Perugia, che dopo un lungo dominio si deve accontentare della seconda piazza (90,8 punti per lei). In terza e quarta posizione ci sono l’Università della Calabria e l’Università di Venezia “Ca’ Foscari”, entrambe in crescita con un punteggio, rispettivamente, di 90,3 e 88,7. Scalano la classifica anche l’Università di Milano Bicocca (quinta con 88,5 punti) e l’Università di Cagliari (sesta con 87,8 punti). Proseguendo, in settima posizione c’è l’Università di Parma (86,8), a cui si accoda l’Università di Genova (85,7), che sale di ben tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Al nono posto, con 85,3 punti, troviamo l’Università di Modena e Reggio Emilia. Stabile in decima posizione l’Università di Roma Tor Vergata (85,0), seguita in undicesima posizione dall’Università di Salerno (84,8), che però perde rispetto alla graduatoria precedente addirittura nove posizioni.

Atenei statali di dimensioni "medie": Siena è al vertice

Per chi, invece, è alla ricerca di una dimensione leggermente più contenuta ci sono gli atenei statali “medi” (tra 10mila e 20mila iscritti). Il Censis, in questo caso, premia l’Università di Siena, che con il punteggio di 96,7 si guadagna la prima posizione. Mentre l’Università di Trento, in cima lo scorso anno, con 94,8 stavolta si deve accontentare della terza posizione, preceduta dall’Università di Sassari, seconda con 96,0 punti. Stabile in quarta posizione, per l’ennesimo anno, c’è l’Università di Trieste, che totalizza 94,5 punti e precede l’Università di Udine, quinta con 94,0 punti (in quest’ultimo caso, però, assistiamo a una perdita di due posizioni rispetto alla precedente classifica). In discesa, di una posizione, anche l’Università Politecnica delle Marche, che con 91,2 punti si ferma in sesta posizione, seguita dall’Università di Brescia, stabile al settimo posto con 88,5 punti. L’Università del Salento (87,0 punti) scende dalla sesta all’ottava posizione, seguita dall’Università di Urbino “Carlo Bo” (84,8 punti), che si conferma nona. Guadagna invece una posizione l’Università dell’Insubria (83,3), decima in graduatoria; mentre ne perde una l’Università di Foggia (undicesima con 82,3 punti).

Camerino e Macerata guidano le "piccole" università pubbliche

Il Censis, però, guarda anche a quelle università statali che accolgono un numero veramente contenuto di studenti. Sono i cosiddetti “piccoli” atenei (fino a 10mila iscritti). Una sotto-classifica dominata, nuovamente, dall’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 99,5. A seguire, ma molto distanziato, troviamo un altro ateneo marchigiano: l’Università di Macerata, seconda con 87,2 punti. Sale di tre posizioni e conquista il gradino più basso del podio l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, terza con 86,5 punti. Retrocedono, rispettivamente, in quarta e quinta posizione gli atenei laziali di Cassino (85,0 punti) e della Tuscia (83,0 punti). Si sposta, invece, verso l’alto la classifica dell’Università della Basilicata, che con 80,5 punti guadagna due posizioni e si piazza sesta. Stabile al settimo posto c’è l’Università di Teramo (80,2 punti). In ottava posizione c’è l’Università del Sannio di Benevento (79,3 punti), in nona l’Università del Molise (75,7), che chiude la classifica dei piccoli atenei statali.

Politecnici: Milano si conferma il top

Un capitolo a parte, nella classifica delle migliori università d’Italia 2022/2023 stilata dal Censis, meritano gli atenei specializzati negli insegnamenti di carattere tecnico (soprattutto Ingegneria e Architettura, i cosiddetti “politecnici”. Anche quest’anno la graduatoria è guidata dal Politecnico di Milano (con un punteggio pari a 97,0), seguito dal Politecnico di Torino (91,5 punti), che occupa la seconda posizione, togliendola allo Iuav di Venezia (90,5 punti), ora in terza posizione. Chiude questa mini-classifica il Politecnico di Bari (87,7).

Università "private": Bocconi, Luiss e Bolzano leader delle rispettive classifiche

Come anticipato, però, il Censis dedica una classifica parallela alle università private. Opzione molto gettonata, specie per alcuni percorsi accademici. Qui gli atenei definiti “grandi” sono quelli con oltre 10mila iscritti e, in prima posizione, si piazza l’Università Bocconi (con 92,6 punti) mentre in seconda c’è l’Università Cattolica (76,2). Tra le università “non statali” medie (da 5mila a 10mila iscritti) è, invece, la Luiss a poter vantare il primato (con un punteggio di 93,2), seguita dallo Iulm, che con 80,2 punti si colloca in seconda posizione; al terzo posto c’è la Lumsa (80,0 punti), a cui si accoda l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli (69,2 punti). Infine, tra le “piccole” private (fino a 5mila iscritti), la Libera Università di Bolzano mantiene la posizione di vertice (con un punteggio di 94,6), seguita dall’Università di Roma “Europea” (seconda con 86,8 punti) e dalla Liuc-Università Cattaneo (83,6 punti), stabile al terzo posto. L’Università Link Campus, con di 80,4 punti è quarta, avanza in quinta posizione l’Università “San Raffaele” (79,2 punti), retrocede al sesto posto l’Università degli Studi Internazionali di Roma (78,6 punti), mentre scala tre posizioni e sale in settima posizione l’Università Lum “Degennaro” (76,0 punti). Chiudono la classifica l’Università della Valle d’Aosta (75,6 punti), l’Università di Enna “Kore” (75,4 punti), e l’Università “Campus Biomedico” di Roma (con 75,2 punti), rispettivamente in ottava, nona e decima posizione.

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