Tetto agli stranieri in classe e stop al burqa, anche i giovani studenti sono spaccati a metà
Un sondaggio di Skuola.net effettuato subito dopo il varo del Decreto Scuola, che introduce tali misure, mostra una Generazione Z divisa di fronte alle nuove norme sugli stranieri in aula
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Non solo il Paese intero, anche i giovani italiani si dividono nettamente sulle misure del nuovo Decreto Scuola: lo svela un instant poll del portale specializzato Skuola.net a cui hanno partecipato circa 630 giovani under 35.
Il 59% si dichiara d'accordo con i provvedimenti adottati dal Governo in materia di studenti stranieri, ovvero un limite di presenza fissato al 30% calcolato - in ragione di coloro che non hanno sufficienti competenze linguistiche misurate in anni di frequenza scolastica pregressa in Italia (2 o 3 a seconda del ciclo scolastico) - insieme anche al divieto di indossare indumenti che coprano il volto, come burqa e niqab.
Di contro, il restante 41% si schiera apertamente contro le nuove norme, ritenendole non necessarie o addirittura discriminatorie e controproducenti per i processi di inclusione.
Il dibattito social: pragmatismo contro sarcasmo
Siamo, dunque, di fronte a un tema estremamente polarizzante, come emerge ancora più chiaramente scorrendo i commenti rilasciati dalla community sui canali social della stessa Skuola.net, dove i due schieramenti si scontrano senza filtri.
C’è chi difende la ratio del decreto con pragmatismo: "Non capisco cosa ci sia di sbagliato in questa norma". E di commenti di tenore simile ce ne sono tanti.
Sull'altro versante della barricata, però, in molti contestano l'utilità pratica dei divieti, accusando la politica di normare fenomeni marginali: "La domanda è questa", scrive un utente, "avete mai visto una bambina con la faccia completamente coperta?! Io no! Questa legge è una barzelletta”. E c’è pure chi, con sarcasmo, commenta le presunte priorità del Governo: "Ora sì che tutto funzionerà alla grande”.
La vera emergenza? La sicurezza fisica
Questi dati, inoltre, si prestano anche a un'altra lettura: la presenza di alunni stranieri nelle classi italiane non viene percepita da una netta maggioranza come un problema e un’urgenza da risolvere.
Cosa ben diversa da quanto, invece, mostrato su temi come quello della sicurezza. Ad esempio, quando pochi mesi fa il dibattito si era concentrato sull'introduzione dei metal detector e sui controlli agli ingressi degli istituti - per arginare l'escalation di violenze tra i banchi - la risposta degli studenti era stata più compatta. In quel caso, infatti, già sulle prime ben 7 giovani su 10 si erano detti d'accordo con i provvedimenti restrittivi.
Ai vari decreti sicurezza che si sono succeduti nel corso dei primi mesi dell’anno, poi, il sostegno espresso dalla componente giovanile della popolazione - sempre misurato da Skuola.net - era salito all’80%. La vera priorità, su cui la Gen Z si dimostra disposta a scendere a compromessi accettando regole severe, sembra perciò la sicurezza fisica fuori e dentro la scuola.
