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Storia a scuola, anche per i ragazzi 2 ore a settimana non bastano

Studenti e insegnanti compatti nel voler ridare importanza a una materia che negli anni è stata relegata nelle retrovie. Il sondaggio di SWG per Gilda degli Insegnanti, nella Giornata Mondiale dellʼInsegnante.

Non sarà la Cenerentola delle materie, ma quasi. Stiamo parlando della storia, disciplina centrale per capire il nostro passato ma anche l'attualità. Eppure, attualmente, i programmi scolastici prevedono solo due ore obbligatorie a settimana dedicate alla storia. Una quota non sufficiente per approfondirla adeguatamente in classe. A sostenerlo sono i docenti e gli studenti interpellati dall'istituto di ricerca SWG per costruire un indagine sul tema per conto del sindacato Gilda degli Insegnanti, diffusa in occasione della Giornata Mondiale dell'Insegnante (5 ottobre). Il sito Skuola.net ne riporta i dati principali.

Storia, troppe poche ore in classe: lo dicono anche i docenti
Per la maggioranza dei docenti interpellati (il 52%) e per un terzo degli studenti raggiunti dal sondaggio (il 31%) il taglio netto alla materia - iniziato a partire dagli anni '90 e proseguito con la riforma Gelmini, quando c'è stata la vera sforbiciata - ha relegato la storia nelle retrovie: come detto, due ore settimanali; che in alcuni istituti professionali si riducono addirittura a una sola

 

Il mondo della cultura in difesa della materia
Un dato che riaccende un dibattito particolarmente vivo negli ultimi tempi. Riecheggiano ancora vive le parole di Liliana Segre pronunciate a marzo scorso durante la protesta per l'eliminazione del tema storico dalla maturità: "Senza la storia non si diventa uomini", aveva detto la senatrice a vita. I rischi di sottovalutare lo studio della storia a scuola, infatti, sono evidenti: negare fatti ampiamente documenti, costruire fantasiose contro-storie, resuscitare ideologie funeste. I ragazzi, invece, oggi sono costretti a familiarizzare frettolosamente con concetti importantissimi come quelli di Stato, sovranità, Repubblica, democrazia, legge, diritti etc. Necessario, pertanto, rafforzare l’impegno, trovare nuove vie di contatto, moltiplicare i luoghi di incontro per la trasmissione della conoscenza. Ed è proprio quello che stanno provando a fare molti docenti assieme al mondo della cultura.

 

Perché è importante approfondire la storia
Tornando all'indagine SWG-Gilda, dai pareri dei professori emergono anche i motivi che dovrebbero far valorizzare maggiormente la Storia: per il 64% degli insegnanti è una materia utile ad acquisire gli strumenti per interpretare meglio il presente, per il 18% serve a scongiurare il ripetersi degli errori del passato, per il 16% contribuisce ad ampliare lo sguardo verso il futuro e a prevederlo meglio. Diversi gli equilibri nella visione degli studenti: per il 38% di loro il ruolo principale della Storia è quello di non permettere il ripetersi degli errori del passato, per il 30% è utile a interpretare meglio il presente, per il 29% ad ampliare lo sguardo sul futuro e a prevederlo meglio.

 

Via anche dagli esami di Maturità
Persino alla maturità, al culmine del percorso scolastico, la storia è considerata solo come un ornamento (o quasi). La riforma dell'esame di Stato, sperimentata per la prima volta durante l'ultimo esame di Stato 2019, ha praticamente eliminato il tema storico. Un fatto che ha causato molte polemiche. Anche se Lorenzo Fioramonti, neo-ministro dell'Istruzione, non chiude la porta al ritorno del tema storico e rilancia: "Mi sta a cuore che gli studenti possano confrontarsi con la storia recente: è un problema che non so come risolvere perché il programma è lungo, forse varrebbe la pena introdurre un focus specifico sulla storia contemporanea".

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