Perché il Servizio Civile piace ai giovani? I dieci segreti del suo successo secondo il ministro per lo Sport e i Giovani
Crescita personale, riserva di posti nei concorsi pubblici, competenze certificate, crediti universitari e molto altro: ecco cosa offre dedicare un anno agli altri, il miglior investimento per il proprio futuro
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Un anno della propria vita da dedicare, come operatori volontari, al servizio del bene comune, per consolidare il senso civico e di comunità, acquisendo competenze trasversali, beneficiando di una riserva di posti nei concorsi pubblici e, cosa da non sottovalutare, anche di un assegno mensile di circa 520 euro.
Ma, soprattutto, maturare un'esperienza che può imprimere una svolta decisiva nel difficile passaggio - specialmente in questo momento storico - verso l’età adulta, consentendo a molti giovani under 29 di mettere alla prova le proprie vocazioni e di guardare con maggior fiducia alla prospettiva di un accesso al mondo del lavoro.
Basterebbe questo a spiegare il successo del Servizio Civile Universale, confermato anche in occasione dell’ultima tornata. Ma, per coglierne tutte le possibili sfumature, il portale Skuola.net ha voluto interpellare direttamente Andrea Abodi, il Ministro per lo Sport e i Giovani.
1. Un impegno a misura di giovani e studenti
Il Servizio Civile Universale è un'opportunità disponibile su tutto il territorio nazionale - inclusi i piccoli centri - e all’estero, pensata su misura per i giovani non solo perché ci si può candidare fino a che non si compiono 29 anni, ma anche perché l'impegno richiesto è di 25 ore settimanali, rendendolo compatibile sia con gli studi universitari che con altre attività o progetti personali in fase di realizzazione.
2. Un "lasciapassare” per un lavoro nella pubblica amministrazione
Al Servizio Civile Universale, in passato, mancava qualcosa: quell'anno dedicato agli altri e al bene comune, pur rappresentando un'esperienza preziosa, non era però valorizzato adeguatamente. Così, l’attuale Governo ha promosso una norma che prevede una riserva di posti per posizioni non dirigenziali pari al 15% nei concorsi pubblici in favore degli operatori volontari che abbiano concluso il Servizio Civile Universale senza demerito.
3. Una “certificazione di qualità umane”, nella prospettiva del lavoro (non solo nella P.A.)
Esattamente. Per valorizzare ulteriormente il Servizio Civile, ci stiamo confrontando con le principali aziende quotate a partecipazione pubblica e con altre totalmente private, perché possano tener conto, nella fase di selezione del personale, di chi ha fatto questa esperienza. Sono convinto, peraltro trovando molta condivisione, che le caratteristiche umane, le capacità e le sensibilità che sono presenti nelle persone che decidono di dedicare un anno della propria vita agli altri, possano far bene sia alla Pubblica Amministrazione che al sistema delle imprese, contribuendo a migliorare la qualità della vita interna a esse e dei loro rapporti con il mondo esterno.
4. Un attestato che fa curriculum (e CFU)
Un altro significativo passo avanti: penso sia estremamente importante che al termine dell’esperienza gli operatori volontari possano ricevere, a seconda del progetto, una vera e propria certificazione delle competenze acquisite, un attestato che arricchisce sicuramente il curriculum vitae, con la possibilità anche di vedersi riconosciuti dei crediti formativi universitari (CFU) da parte dei vari atenei convenzionati. Il frutto di una positiva collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con quello dell'Università e della Ricerca.
5. Un primo passo verso l'indipendenza economica (che non grava sulle famiglie)
A tutti questi riconoscimenti, se ne aggiunge anche uno di tipo economico, per quanto contenuto: un assegno mensile per gli operatori volontari che ha ormai superato quota 500 euro (519,47 euro per la precisione) e che, peraltro, non va a impattare sui redditi del nucleo familiare, consentendo così di mantenere eventuali agevolazioni godute in funzione dell’ISEE o di altri parametri (figli a carico, ecc.).
6. Una palestra di life skills: dalla pianificazione finanziaria…
Un piccolo rimborso, quello previsto dal Servizio Civile, che non aggiunge granché alle motivazioni degli operatori volontari ma, attraverso il suo incremento nel tempo - in tre anni abbiamo riconosciuto quasi 80 euro per adeguamenti Istat - può dare agli operatori volontari un senso di prospettiva e autonomia. L’obiettivo è quello di aiutare le ragazze e i ragazzi a incamminarsi sulla via dell'autosufficienza, nell’ambito di un percorso di crescita del quale proprio lo SCU può rappresentare un punto di partenza.
7. … al networking
Inoltre, in un mercato del lavoro che si fonda spesso sulla fiducia e sui contatti umani, questa esperienza funge anche da formidabile acceleratore di relazioni, permettendo di costruire sul campo una preziosa rete sociale - il famoso "networking" - che successivamente può rivelarsi la chiave per orientarsi e trovare reali opportunità occupazionali.
8. Un passaporto per il mondo e per le professioni del futuro
Per restare ancor di più al passo con le competenze richieste dal mondo del lavoro, il Servizio Civile Universale contempla anche le richiestissime esperienze all’estero. Alle quali si aggiungono i bandi per progetti tematici - gestiti in sinergia con gli altri Ministeri competenti - incentrati su diversi settori: digitale, ambiente, agricoltura e, a partire dai prossimi mesi, culturale e turistico.
9. Il primo contatto con le responsabilità di diventare adulti
Le responsabilità di diventare adulti sono tante, a partire dai diritti e doveri dei quali si è portatori nella società. Scegliere il Servizio Civile è una possibilità concreta di crescita come cittadini “attivi”, solidali, ma anche per prepararsi al meglio per il mondo del lavoro, a volte visto dai giovani come rischioso perché lo ritengono espressione di “sfruttamento” della manodopera.
Da parte sua, il Servizio Civile è molto rigoroso e consente di sperimentare il sistema di diritti e doveri, in un ambiente decisamente tutelato, dove è presente anche il cosiddetto OLP (Operatore Locale di Progetto), una figura adulta ed esperta sul campo, che ha lo specifico compito di guidare e formare gli operatori volontari. Il Servizio, del resto, sebbene si svolga in un ente terzo (pubblico o del privato sociale), prevede che il contratto si firmi direttamente con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, il quale fa da garante sia sulla regolarità dei pagamenti, che su una serie di diritti correlati, come i permessi e le malattie, nonché l’assicurazione sugli infortuni.
10. Un antidoto contro l’ansia del futuro
Sappiamo che le nuove generazioni, quando pensano al futuro, vivono il disagio dell'incertezza o una forte “ansia da prestazione”, determinata dalla paura di non saper scegliere o, peggio ancora, di sbagliare il percorso di formazione o il lavoro scelto. Il Servizio Civile, in questo senso, rappresenta una sorta di "anticamera" del lavoro e può essere considerato come una “zona protetta”, una “palestra” nella quale un ventenne ha il diritto di sperimentare, sbagliare e capire davvero quale contributo può dare alla comunità. Non a caso la campagna promozionale lanciata quest’anno si intitola “Chi sei tu”. E per scoprirlo non resta che provarci.
