Maturità tra sacro e profano: 6 studenti su 10 si affidano alla scaramanzia, la penna “benedetta” sbaraglia la concorrenza
Non bastano le notti sui libri: per superare l'esame di Stato i ragazzi si rivolgono anche alla dea bendata e alle "alte sfere". Secondo un sondaggio di Skuola.net, il 58% degli studenti ha già un piano scaramantico. Trionfano accessori e capi d’abbigliamento portafortuna, santini pop e preghiere last-minute
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Circa 1 maturando su 3 sta facendo ricorso a tutta la spiritualità che ha in corpo per cercare di superare l’esame di Maturità. La metà di loro, intensificando la partecipazione a funzioni religiose e preghiere proprio in vista dell’esame.
Ma dove non arrivano i santi ci pensano i fanti, visto che il 58% dei maturandi affronterà l’esame di Stato cercando di propiziare le alte sfere con un rito portafortuna, che spesso attinge comunque alla sfera religiosa.
Lo rivela anche l’Osservatorio Maturità di Skuola.net, che ha interpellato 1.000 diplomandi sul tema, delineando il profilo di una generazione in bilico tra "sacro e profano".
Il profano: trionfano look scaramantici e penne “portafortuna”
Tra chi ha deciso di affidarsi a un piccolo aiuto “magico”, l'estetica gioca un ruolo fondamentale.
La scaramanzia, infatti, passa innanzitutto dal guardaroba: il 23% dei maturandi si presenterà davanti alla commissione indossando accessori portafortuna ben precisi, come collane o braccialetti, mentre un ulteriore 15% farà affidamento su specifici indumenti "propizi".
Ma la vera formula trionfatrice di quest’anno riporta a uno degli strumenti chiave per lo svolgimento dell’esame: è la penna “portafortuna”. Ben il 21% dei ragazzi che adotterà un rito scaramantico scriverà il proprio elaborato armato di un inchiostro considerato baciato dal cielo: un dato clamoroso che fa di questo oggetto il talismano del 2026.
Una tradizione, questa, resa celebre dal Santuario di San Gabriele dell’Addolorata nel Teramano, dove da 46 anni si celebrano i 100 giorni alla Maturità con una messa e annessa benedizione dei “ferri del mestiere”. Un’usanza che, grazie ai social, è diventata virale e si è diffusa in tutto lo Stivale.
La fortuna, però, si cerca anche tra i banchi di scuola. La logistica in aula, per molti, diventerà uno scacchiere strategico: il 10% ha già pianificato di sedersi rigorosamente vicino al "compagno che porta bene", mentre il 5% punterà ad accaparrarsi il proprio "banco fortunato".
Solo una minima parte (il 3%) si affiderà invece alla ripetizione ossessiva di piccoli gesti rassicuranti il giorno delle prove.
Il sacro: pellegrinaggi, preghiere e fioretti
Come detto, poi, è immancabile la spiritualità: un rifugio sicuro per il 33% dei candidati. Alla domanda se, in vista dell'esame, faranno ricorso alla religione (attraverso pellegrinaggi, celebrazioni o preghiere), il 21% dichiara di farlo "come al solito", a cui si aggiunge un 12% che confessa di farlo "più del solito" proprio a causa della pressione per l'esame.
Entrando nel dettaglio delle pratiche, il 10% accenderà un cero o pregherà un Santo specifico, e un 5% è disposto persino a "fare un fioretto", sperando che un piccolo sacrificio personale possa valere qualche punto in più sul diploma.
I nuovi idoli: i “santini” pop prendono piede
In questo colorato mix di tradizioni e nuove abitudini, i vecchi riti lasciano però spazio anche alla cultura di Internet. Si fanno sempre più strada i cosiddetti "santini laici": l'8% dei ragazzi porterà con sé l'immagine stampata del proprio cantante, attore o personaggio pop preferito, ad esempio "photoshoppando" ironicamente il proprio idolo in veste religiosa.
Un modo dissacrante e leggero per esorcizzare la paura e ricordarsi che, in fondo, si tratta solo di un esame.
