VERSO L'ESAME

Maturità 2026: un maturando su due celebra il “gran finale” con i riti dei 100 giorni e la gita di classe (magari all’estero)

Esami di Stato e tensioni geopolitiche non fermano due riti di passaggio iconici come la celebrazione dei cento giorni e la gita del quinto anno, magari all’estero: tuttavia la metà dei maturandi dovrà rinunciarvi

10 Mar 2026 - 14:47
 © web

© web

Martedì 10 marzo scattano i fatidici “100 giorni” all'esame di Maturità 2026. Un momento dal forte valore simbolico che, come rilevano i risultati di un sondaggio condotto da Skuola.net su 1.000 maturandi alla vigilia dell’appuntamento, divide esattamente le classi a metà: se da un lato poco più di 1 studente su 2 si sta organizzando per fare festa, dall'altro in tanti scelgono di rinunciare, spinti da motivazioni generali ma anche personali.

E mentre si decide come affrontare il countdown verso le prove di giugno, le scuole scaldano i motori per l'altro grande rito collettivo di fine anno: la gita di quinto superiore, che segna il trionfo assoluto dei viaggi oltre i confini nazionali. Anche se, come ormai siamo abituati a constatare, in parecchi - quasi la metà dei maturandi - probabilmente non riusciranno a partire.

Il rito dei 100 giorni: vince la voglia di festeggiare (con moderazione)

Numeri alla mano, come detto, la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi intervistati non ha intenzione di rinunciare alla tradizione: il 52% celebrerà i “100 giorni”. Un dato in leggero aumento rispetto a quanto registrato dodici mesi fa (quando si fermava al 50%).

Di contro, però, circa 1 studente su 3 (il 33%) salterà l'appuntamento. Mentre quasi 1 su 10, a pochi giorni dall’evento, si mostrava ancora indeciso se fare o meno qualcosa.

Tra coloro che scelgono di festeggiare, la motivazione principale che li spinge a riunirsi col resto della classe è proprio l'attaccamento alla tradizione: per il 66% è "un momento da valorizzare a prescindere". Ma emerge anche un 15% che vede nella festa un modo per "sdrammatizzare" la difficile situazione globale tra crisi economica e guerre.

Come si festeggerà? L'edizione 2026 vede il trionfo del basso profilo. Ben il 65% dei celebranti - con un notevole balzo in avanti, rispetto al 55% del 2025 - prenderà parte a una festa privata tra compagni di maturità. Calano, di conseguenza, le uscite di gruppo nel proprio quartiere o poco distante (dal 16% al 10%) e i giri nei posti di ritrovo dei ragazzi (dal 14% all'8%).

Resistono, invece, i “pellegrinaggi” in luoghi simbolo - come a Pisa per i 100 giri intorno alla Torre, al Santuario di San Gabriele (vicino Teramo) per la benedizione delle penne, a Livorno per la “scalata” al Santuario di Montenero, o al mare per scrivere sulla sabbia il voto desiderato - considerati propiziatori in vista dell'esame: circa 1 su 10 manterrà viva questa tradizione.

Chi dice "no": tra ansia per il futuro e disagio sociale

Molto interessante, però, è analizzare anche le motivazioni di quel 33% che ha deciso con convinzione di disertare i “100 giorni”. Se per la maggioranza (46%) "non c'è un motivo preciso", emergono comunque dei trend sociologici significativi.

Innanzitutto, cala drasticamente la quota dei "secchioni": chi rinuncia per concentrarsi esclusivamente sulla scuola e sugli esami scende al 20%, contro il 31% del 2025.

Al loro posto, prendono il sopravvento le preoccupazioni legate all'attualità e alla sfera emotiva. Il 19% dei rinunciatari (quasi il doppio rispetto al 10% di dodici mesi fa) dichiara esplicitamente che in questo momento - tra crisi economica, guerre, ecc. - “c'è poco da festeggiare".

A loro si aggiunge un 15% (in aumento dal 10% del 2025) che, invece, salterà l'evento perché prova "disagio a stare con le persone".

Gita di quinto: dominano sempre i viaggi all'estero

I 100 giorni, però, non sono l'unico momento attesissimo dell'ultimo anno delle superiori. La ricerca di Skuola.net ha fatto il punto anche sulla mitica “gita di quinto”.

Complessivamente, la maggioranza degli studenti (il 54%) prenderà parte a questo rito collettivo: il 20% l'ha già vissuta e il 34% ha una gita in programma a cui ha confermato la partecipazione.

Tuttavia, c'è un’ampia fetta di studenti che verosimilmente resterà a casa: il 18% crede che la propria classe non partirà affatto, un 14% ancora non sa il destino del viaggio (ma ormai siamo agli sgoccioli), e un ulteriore 14% ha già deciso di tirarsi indietro anche se la gita dovesse farsi (il 4% non ha partecipato a gite già fatte, il 10% diserterà quelle in calendario).

Per chi, al contrario, ha la valigia in mano le destinazioni non lasciano spazio a dubbi: è sempre il trionfo delle mete internazionali. Tra chi ha fatto o farà la gita, ben 2 su 3 hanno optato (o opteranno) per un viaggio all'estero.

Restano più residuali le scelte italiane: poco più di 1 su 10 punta a una località nazionale a media/lunga distanza (città d’arte, grandi città, luoghi culturalmente significativi), una quota analoga (10%) rimarrà addirittura all’interno dei confini della propria regione o al massimo si riverserà in quelle confinanti oppure si accontenterà di un’escursione nei dintorni della propria città.