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Maturità 2019, le principali novità spiegate in 10 punti

Benvenuta seconda prova multidisciplinare, addio tesina, bentornate simulazioni nazionali: ecco i principali cambiamenti che porterà con sé la maturità 2019

Maturità 2019, le principali novità spiegate in 10 punti

Solo pochi giorni fa il Miur ha comunicato le materie di seconda prova e, contestualmente, alcune nuove direttive sul colloquio orale. Dopo i primi mesi di incertezza, insomma, l’esame di maturità che debutterà a giugno inizia ad avere una fisionomia vera e propria. Certo è che però, tra gli studenti (e non solo), serpeggia ancora qualche dubbio su ciò che succederà nei giorni dell’esame. Skuola.net, che ha seguito per filo e per segno tutte le novità, offre un pratico vademecum per punti, per “orientarsi” tra gli elementi cardine della riforma.

1. La terza prova è abolita
E su questo non ci piove. Niente più “quizzone”. Dopo la prima prova di Italiano (in programma il prossimo 19 giugno) e lo scritto d’indirizzo (fissata per il 20 giugno) si passa subito all’orale. Per la felicità di (quasi) tutti i maturandi, che almeno vedranno arrivare le vacanze un po’ in anticipo.

2. Addio tesina
Continuiamo con i saluti. La tesina, c0roce e delizia di generazioni di maturandi, va in pensione. Il percorso multidisciplinare con cui si iniziava il colloquio e si “rompeva il ghiaccio” davanti alla commissione non è più previsto nell’esame orale. Il colloquio però, come vedremo, riserverà altre sorprese…

3. Rivoluzione in prima prova
Tra gli altri grandi assenti del nuovo esame ci sono anche il tema storico e il saggio breve. Le due tipologie sono state estromesse tra le tracce di prima prova che verranno proposte ai candidati il giorno dello scritto di Italiano, che cambia letteralmente i connotati. Basti sapere che l’analisi del testo raddoppia, così come il tema di attualità, mentre farà la sua prima apparizione il testo argomentativo. Riassumendo: ci saranno due tracce per l’analisi del testo (tipologia A), tre tracce per il testo argomentativo, ognuna su diversi ambiti del sapere (tipologia B), due tracce per il tema di attualità (tipologia C).

4. Doppia materia in seconda prova
Se fin qui ci siamo andati piano - o almeno così sembra di primo acchito - ora iniziano i dolori. La seconda prova, per moltissimi indirizzi, quest’anno verterà su due materie caratterizzanti, proponendo un’apposita traccia mista. Fino all’anno scorso, una cosa del genere poteva accadere solo nei peggiori incubi dei maturandi. Oggi, purtroppo per loro, è realtà: Latino e Greco al Classico, Matematica e Fisica allo Scientifico, due lingue straniere al Linguistico e così via.

5. Il test Invalsi c’è, ma non all’esame
Chiariamo uno dei maggiori dubbi degli studenti. La prova Invalsi di quinto superiore influirà sull’esame di Maturità? Sarà una sorta di “sostituzione” della terza prova? Lo diciamo forte e chiaro: assolutamente no. La prova Invalsi ci sarà, è obbligatoria e sarà svolta da tutte le classi quinte - dal 4 al 30 marzo 2019 - ma non influirà né sull’ammissione all’esame di maturità 2019 né sul voto. Inoltre, sarà svolta al PC e includerà le seguenti materie: Inglese, Matematica, Italiano.

6. La prova orale e le tre buste
Come vi ricorderete, abbiamo spiegato come la tesina di maturità non sarà più parte della prova orale. Ma come inizierà allora il colloquio? Semplice, con la scelta – da parte del candidato – di una delle tre buste proposte dalla commissione. In pratica, la commissione dovrà preparare tanti spunti quanti sono i candidati più altre due, contenenti materiali da discutere e commentare insieme al maturando, su diversi temi o argomenti multidisciplinari. Il maturando, come detto, dovrà scegliere una delle tre opzioni che gli saranno proposte dalla commissione, e in questo modo il “destino” deciderà per lui con quale argomento inizierà il colloquio.

7. La relazione sull’alternanza scuola lavoro
L’alternanza scuola lavoro, invece, rimane nel vivo della maturità pur avendo cambiato nome. Ora si chiama “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Non è obbligatorio aver svolto il monte ore previsto per l’indirizzo per accedere agli esami, ma durante il colloquio orale è previsto che il maturando presenti una relazione sulle attività svolte, spiegando anche il loro ruolo nelle sue possibili scelte per il futuro.

8. Si parla anche di Cittadinanza e Costituzione
Anche questo è previsto dalla riforma. Durante il colloquio orale, la commissione chiederà conto allo studente delle attività svolte nei progetti inerenti a Cittadinanza e Costituzione, tra quelli inseriti nel curriculum scolastico.

9. Cambia il punteggio, ma non il voto finale
Almeno su questo si può stare tranquilli: 100/100 con lode sarà ancora il massimo punteggio ottenibile da ogni maturando. È il modo in cui ci si arriva che è differente. D’ora in poi, il credito scolastico vale di più: 40 punti per la media del triennio, contro i 25 del vecchio esame. Le prove, poi, avranno punteggio identico: 20 punti l’una (fino a un anno fa, l’orale pesava di più).

10. Bentornate simulazioni nazionali
Le simulazioni nazionali, nella storia del Miur, non sono una cosa del tutto nuova. Tempo fa ne erano state organizzate alcune ad hoc per Fisica e Matematica. Queste erano state rese necessarie da alcune modifiche apportate alle seconde prove (allo Scientifico, ad esempio, veniva introdotta anche la Fisica come materia caratterizzante). Con la riforma della Maturità 2019 torna questo “aiutino” da parte del ministero. Alcuni esempi sono stati già pubblicati lo scorso dicembre, ma dal prossimo febbraio partono vere e proprie simulazioni nazionali: per la prima prova scritta, saranno organizzate il 19 febbraio e 26 marzo; per la seconda prova scritta, il 28 febbraio e 2 aprile.

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