I DATI ISTAT-ACI

Incidenti stradali, i giovani tra i 20 e i 24 anni sono i primi per numero di feriti e secondi per mortalità

Il quadro in Italia nel 2025 e in chiaroscuro. Se il totale dei decessi scende sotto quota tremila, aumentano complessivamente i feriti e i sinistri

29 Lug 2026 - 16:14
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 © Ansa

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Sul fronte della sicurezza stradale abbiamo una buona e una cattiva notizia. Iniziamo dalla buona: nel corso del 2025 si è registrato un calo delle vittime mortali, scese a 2.868, segnando una diminuzione del 5,3% rispetto al 2024 e del 9,6% rispetto all'anno di riferimento 2019. E non era affatto scontato, nonostante le politiche degli ultimi anni volte proprio a migliorare questo aspetto.

Tuttavia, a fronte di questo dato incoraggiante, il numero complessivo degli incidenti con lesioni a persone è salito a 177.207 (+2,2% sul 2024), provocando ben 237.822 feriti (+1,7%). A dirlo sono le statistiche più recenti sul tema diffuse qualche giorno fa da Istat e ACI.

Un ferito su quattro è under 30

Un'analisi approfondita condotta da Skuola.net sullo stesso report, però, accende un faro preoccupante su una specifica fascia di età: quella dei giovani. Guardando ai numeri, emerge infatti una situazione di forte rischio per i ragazzi appena maggiorenni o poco più grandi, che rappresentano in assoluto una delle categorie più esposte ai traumi e alle tragedie della strada.

Entrando nel dettaglio del target giovanile, la classe di età compresa tra i 20 e i 24 anni, che ingloba in gran parte neopatentati o loro passeggeri, detiene un drammatico primato. Nel 2025, questa fascia ha contato ben 27.532 feriti (18.423 maschi e 9.109 femmine), collocandosi nettamente al primo posto tra tutte le classi anagrafiche. A cui si aggiungono gli oltre 22mila feriti tra i 25 e i 29 anni e gli oltre 12mila nella fascia 18-19 anni. E, volendo allargare ancora di più lo sguardo, altri 12mila feriti li riscontriamo tra i 15-17enni (oltre che pedoni, spesso alla guida di motocicli, microcar, biciclette, monopattini).

Complessivamente, dunque, in un solo anno sono stati oltre 80mila gli under 30 che hanno riportato ferite e traumi, più o meno seri, a seguito di un incidente stradale (nel computo vanno considerati anche circa 10mila under 14). Alla fine, oltre 1 ferito su 4 (il totale, includendo l’intera popolazione, è di 237.822), appartiene alla fascia giovanile.

Tra i ventenni schizza la mortalità

Non meno allarmante è il dato sulle vittime mortali: con 229 decessi complessivi, i giovani tra i 20 e i 24 anni si posizionano al secondo posto assoluto per numero di morti, superati soltanto dalla fascia dei 55-59enni, che conta 249 vittime. Sempre considerando gli under 30, si arriva alla drammatica cifra di 587 morti (480 solo tra i 18 e i 29 anni).

A conferma di questo trend critico, il report ufficiale rileva anche che tra il 2024 e il 2025 si è osservato un aumento dei feriti particolarmente marcato proprio tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni (+4,8%).

Le cause principali di incidente: svettano velocità e distrazione

Allargando lo sguardo alle cause generali che scatenano i sinistri, il rapporto Istat-ACI conferma i soliti, pericolosi "nemici" della sicurezza al volante. La distrazione, il mancato rispetto della precedenza, la velocità troppo elevata e le manovre irregolari si confermano i comportamenti errati più frequenti, costituendo insieme il 43,1% delle cause di incidente. La guida troppo veloce, in particolare, rappresenta il 37% del totale delle violazioni più sanzionate, seconda soltanto alla sosta vietata.

Attenzione alla micromobilità

Infine, le statistiche delineano un importante mutamento per quanto riguarda i mezzi coinvolti. Nel 2025 si è evidenziato un sensibile aumento dei decessi tra gli utenti della mobilità attiva e della micromobilità, per un totale di 253 vittime (+21,6% sul 2024), di cui 198 tra i ciclisti, 30 su biciclette elettriche e 25 tra i conducenti di monopattini elettrici. Al contrario, a dimostrazione dei progressi tecnologici sui veicoli a motore tradizionali, si è registrata una diminuzione delle vittime tra gli occupanti di autovetture (1.125 morti, pari a un calo del 10,1%) e tra i motociclisti (802 deceduti, in flessione del 3,4%).