I NUOVI PROGRAMMI in partenza dal 2026/27

Addio Geostoria, benvenuta IA: cosa c’è scritto nelle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei

Si punta sul pensiero critico per governare l'IA, si separano Storia e Geografia, si trasforma l'errore in una risorsa. Per la prima volta le linee guida saranno inviate ufficialmente ai rappresentanti degli studenti

23 Apr 2026 - 16:09
 © Ansa

© Ansa

Dal ritorno di Storia e Geografia come materie autonome alla matematica intesa come sistema di idee; dall'ingresso dell'Intelligenza Artificiale come oggetto di studio critico fino all'elogio dell'errore e all'investimento strutturale sull'educazione alle relazioni e all'empatia; passando per una sostanziosa revisione dei programmi di italiano. Sono queste solo alcune delle principali novità contenute nelle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, ovvero le linee guida per la ristrutturazione della didattica.

Un documento pronto a ridisegnare il volto della scuola superiore italiana - a partire dall’anno scolastico 2026/2027 - che ora entra nel vivo della loro sua fase finale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha, infatti, “offerto” il testo alla consultazione pubblica, aprendo il confronto con i rappresentanti del mondo dell’istruzione, per eventuali osservazioni.

Lo stesso ministro Valditara ha sottolineato che l'adozione ufficiale delle nuove Indicazioni avverrà solo al termine di questo percorso di ascolto. Per la prima volta, inoltre, le linee guida saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche.

Forse per l’importanza che il Ministero ripone nella riforma. Non si tratta, infatti, di una semplice revisione di programmi ma di un ripensamento strutturale del rapporto tra discipline, scuola e società. 

Al cuore della riforma, come segnala un'analisi preliminare del dossier fatta dal portale studentesco Skuola.net, c'è una chiara "scommessa epistemologica". Ogni materia sarà introdotta dalla sezione inedita "Perché studiare questa disciplina", pensata per illuminare il valore formativo dei singoli saperi, agganciandoli alla realtà contemporanea e alla motivazione ad apprendere degli studenti. 

La fine della Geostoria e il ritorno all'identità

Una delle novità più attese dagli addetti ai lavori è la scomparsa della Geostoria. Al primo biennio liceale, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte e autonome, ciascuna con la propria specificità metodologica.

Per quanto riguarda la Storia, si estende lo sguardo fino alla "svolta cinese" e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente è intesa come riconoscimento di un'eredità universale - dalla statualità ai diritti della persona - necessaria per comprendere il mondo moderno

La Geografia, invece, recupera -  oltre ad aver nuovamente un manuale proprio - la sua autonomia scientifica per formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo.

Matematica e Intelligenza Artificiale: dal calcolo al governo della tecnica

Anche la Matematica viene coinvolta dalla riforma e viene ripensata non più come "torre d'avorio" ma come una vera esperienza intellettuale. In questo ambito spiccano tre innovazioni strutturali:

- L'errore viene riconosciuto come una risorsa, parte integrante del lavoro intellettuale. Un momento fecondo da attraversare con consapevolezza e non come uno stigma da evitare.

- In attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, l'Intelligenza Artificiale entra nei Licei come territorio critico da governare. L'obiettivo è formare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica (doxa) e il sapere validato (episteme).

- Il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette, con un approccio interdisciplinare, la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali.

Umanistica: i "Promessi Sposi" traslocano al quarto anno, niente Dante in quinto

Il rilancio della lettura come pratica identitaria è uno dei fili rossi della riforma. Lo scopo delle modifiche a questo capitolo è che gli studenti traggano dai libri gli strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. In questo quadro, la lingua italiana è ribadita come bene culturale da salvaguardare e strumento di accesso alla conoscenza.

Il cambiamento più visibile, in questa area, riguarda però i pilastri della nostra letteratura. La riforma propone, infatti, una scansione temporale più razionale.

Ad esempio, i “Promessi Sposi”, storicamente affrontati nel primo biennio, vengono ora spostati al quarto anno. Al posto del capolavoro di Manzoni, nei primi due anni, i docenti avranno la libertà di proporre letture alternative, permettendo un approccio alla narrativa più flessibile e vicino agli interessi degli studenti più giovani.

Mentre la “Divina Commedia” di Dante viene concentrata tra terzo e quarto anno. Attualmente la "Commedia" accompagna gli studenti fino alla fine del quinto anno, ma la nuova struttura punta a completarne lo studio in anticipo per liberare spazio nell'ultimo anno di corso.

Questo perché, il quinto anno vuole essere più "contemporaneo", interamente dedicato alla letteratura post-unitaria, al Novecento e alla contemporaneità. Una scelta che risponde alla necessità di approfondire autori e correnti più vicini alla sensibilità odierna, che spesso in passato venivano sacrificati per mancanza di tempo.

Anche la Filosofia subisce un'evoluzione profonda. Non sarà più solo una successione storiografica di autori, ma una disciplina vissuta attraverso la pratica del "laboratorio del pensiero". Ai docenti è richiesto di promuovere l'argomentazione critica e il conflitto tra posizioni diverse, trasformando l'aula in uno spazio dove l'incertezza e l'interrogazione diventano risorse didattiche fondamentali per lo sviluppo del giudizio autonomo

Entra l'Educazione alle relazioni e all'empatia

Infine, la riforma inserisce l'educazione emotiva e relazionale come dimensione strutturale del curriculum. Il rispetto è riconosciuto come presupposto etico che fonda l'agire civile, e la scuola è chiamata a costruire i fondamenti di una convivenza pluralistica dove l'inclusione è l'architrave della cultura moderna. La cura dell'empatia non è più un'aggiunta "soft", ma una parte integrante della formazione disciplinare.