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Avellino, morta dopo cena al ristorante: cos'è il botulino

Il batterio indicato di aver causato l'intossicazione alimentare fatale alla donna può trovarsi in carne e pesce in scatola, salumi, conserve, verdure sott'olio, specie se prodotti in casa

Salmonella, listeria e botulino: i rischi quando ci sediamo a tavola

Il botulino, scientificamente Clostridium botulinum, il più noto tra i clostridi, - bacilli Gram-positivi formanti spore, - produttori di tossine botuliniche, è il microrganismo responsabile del botulismo, che è una malattia neuro-paralitica.

In genere le tossine botuliniche, proteine globulari che si disattivano al calore, si possono trovare, principalmente sotto forma di spora, in molteplici ambienti, come il suolo, i sedimenti marini e lacuali, il pulviscolo atmosferico e gli alimenti. Per questo possono essere presenti direttamente anche nelle materie prime oltre che nei prodotti finiti. Possono rimanere quiescenti per lunghi periodi, anche decenni, e trasformarsi in cellule vegetative quando le condizioni ambientali diventano favorevoli.

Avellino, morta dopo cena al ristorante: cos'è il botulino - foto 1
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Botulino, sintomi e cure

 La donna dell'Avellinese morta per botulino a seguito di una cena al ristorante con il marito, sarebbe stata colpita dalla malattia del botulismo sottoforma alimentare.

 

Il botulismo, per la prima volta, fu individuato e isolato nel 1897 dal batteriologo e microbiologo belga Emile van Ermengem (1851-1932), in seguito a un focolaio di botulismo alimentare sviluppatosi nella cittadina belga di Ellezelles in occasione di un funerale.

 

La malattia prende il nome dal termine latino botulus (salsiccia), perché la sua descrizione fu associata inizialmente al consumo di salsicce preparate in casa. Tuttavia, almeno in Italia, la maggior parte dei casi di botulismo è stata correlata al consumo di prodotti di origine vegetale.
 

Nel caso del botulismo alimentare, la malattia è dovuta alla presenza della tossina del botulino preformata negli alimenti. Nel caso l'alimento coinvolto arrivi dalla larga distribuzione, come nel caso di cibi di produzione industriale, può costituire un'emergenza di salute pubblica. Per questo il prodotto incriminato viene immediatamente ritirato dal mercato.
 

 

Il botulismo alimentare può colpire a ogni età e non è trasmissibile da persona a persona. Solitamente i sintomi si manifestano da poche ore a oltre una settimana dal consumo dell'alimento contaminato: più precoce è la comparsa dei sintomi più grave è la malattia.

 

Le forme lievi si auto-risolvono, quelle molto severe possono avere esito fatale. Da ricordare c'è che le tossine botuliniche sono considerate il veleno naturale più potente per l'uomo: l'assunzione di piccolissime quantità di alimenti contaminati, infatti, può provocare la malattia e portare alla morte. Per questo, in caso di sospetto di contaminazione, si sconsiglia persino l'assaggio dell'alimento. Inoltre, visto il loro alto tasso di letalità, queste tossine possono essere utilizzate come armi biologiche e agenti del bioterrorismo

 

 

I sintomi più comuni sono: annebbiamento e sdoppiamento della vista; difficoltà nell'articolazione della parola; difficoltà di deglutizione; secchezza delle fauci; stipsi; ritenzione urinaria.

 

Nelle forme più gravi si aggiunge insufficienza respiratoria. Se diagnosticata in tempo, la malattia può risolversi in alcune settimane o diversi mesi.
 

La terapia specifica consiste nella somministrazione di un siero iperimmune di antitossine botuliniche il prima possibile, con il paziente affetto da botulismo ricoverato in terapia intensiva.
 

Per la corretta preparazione in casa di conserve alimentari, tale da scongiurare lo sviluppo delle tossine botuliniche, si consiglia di consultare le linee guida elaborate dal Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo dell'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il ministero della Salute, l'Università degli Studi di Teramo e il Centro Antiveleni di Pavia.

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