Sono i bambini i più esposti allo stress da caldo umido, molto più di quanto lo siano gli anziani. A sostenerlo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances dalla climatologa italiana Rosa Pietroiusti, in servizio all’università di Bruxelles. È, il primo studio che evidenzia le interazioni tra l'esposizione ai cambiamenti climatici e le varie fasce di età e si concentra sul caldo umido e non su quello secco perché è proprio quello umido che ostacola la possibilità di sudare per raffreddarsi, portando lo stress da calore a livelli molto elevati. I bambini sono i più fragili da questo punto di vista, perché si riscaldano più dei grandi e sudano di meno. I rischi del surriscaldamento sono gravi per la salute perché provocano colpi di calore, disidratazione ed hanno una ripercussione diretta sull'apprendimento e sullo sviluppo cognitivo.
Secondo i dati, a livello globale, sono 560 milioni i piccoli di età fino a 9 anni che vivono fino a un mese in più di stress all'anno, dovuto al calore causato dal surriscaldamento del pianeta, provocato dalle azioni dell’uomo. Questa esposizione supera quella di tutte altre fasce di età, compresi gli adulti in una fascia d'età tra i 60 e i 69 anni. L’Asia meridionale, l'Africa occidentale e il sud est asiatico, sono le regioni con il maggior numero di bambini che si trovano esposti a questa condizione di stress termico.
Secondo le proiezioni della studiosa, se il surriscaldamento globale continuerà su questo trend, provocato da comportamenti e politiche sbagliate, il problema si aggraverà moltissimo, e il numero dei piccoli colpiti dallo stress termico potrebbe arrivare a 620-650 milioni.
